Sembra che facciano apposta. Ma ci dicono una cosa per l’altra? Non di rado i cartelloni delle autostrade e delle superstrade o delle tangenziali ci danno notizie che sono parzialmente vere o che sono state vere, forse, un’ora o mezzora prima. Code finite e date per vive. Rallentamenti annunciati che sono già passati.
Ma, domanda, non si riesce ad avere mentre guidi notizie in tempo reale? Real time. Capita in vari tratti quindi non è una caratteristica di questa o di quella concessionaria. Capita sull’Autosole come sulla Adriatica sulle Brennero come sulla Tirrenica. In questo campo le autostrade sono davvero democratiche. Ma perché mi lasci scritto “Code per 4 km” se i chilometri sono due? E perché mi angosci con l’annuncio di code per due chilometri se le code non ci sono più? Ah saperlo!
In 35 anni, più o meno, di giornalismo – anche da strada e da marciapiede – un po’ di esperienza me la sono fatta. Tante cose sono cambiate ma questa degli annunci elettronici su carreggiata sembra irrimediabile. Irriformabile. Mi rendo conto che calcolare il traffico in evoluzione non è una cosa semplice. E che un chilometro di coda sembra il doppio e che un rallentamento tra autoarticolati in galleria sembra una coda infernale o un gioco da videogame.
Tutto è relativo. Tutto sta nel “come “ percepiamo l’idea di coda. Ma qui andremmo in neuroscienze. Invece occorre rimanere in strada. E i cartelli di adesso sono un po’ più oggettivi nel programmarti il percorso: ad esempio l’idea di mettere i minuti che ti separano da una città che sta sulla tua tratta autostradale non è male.
Parma 74’, Piacenza 126’, Rimini 58’, Imola 22’, Firenze Sud 87’, Pisa Nord 113’ tanto per dare qualche numero. Ovviamente dipende dal punto di transito ma un’idea di tempo quei minuti scritti te la danno. Li usano nei giorni di traffico o di esodo. Nella normalità si va di annunci più o meno da prendere con le molle.
L’atro giorno erano scritti/annunciati rallentamenti “pesanti” su un tratto di autostrada. Li ho rpesi sul serio. Ho scelto ovviamente la tangenziale complanare (come dicono i bravi tecnici) e ho scoperto che auto e camion accanto filavano via lisci come l’olio. Il rallentamento era rimasto nel computer di annuncio. Peccato che in tangenziale eravamo fermi. Ho avuto pensieri non proprio carini. Carini e curiosi gli annunci tipo “uomini in strada” che ad una prima lettura danno un po’ di ansia. Del tipo: e adesso cosa faccio? Faranno mica l’autostop? Non male anche l’annuncio del “cantiere mobile” per cui ti aspetti un tratto di strada con guardrail e striscia di mezzeria tutto semovente e invece magari è un camion con due addetti che appoggia segnali e birilli. A volte gli annunci sulle carreggiate di code e rallentamenti sembrano delle scommesse con gli automobilisti: coda di 4 km dopo Carpi. Code di 3 km dopo Barberino.
In poche decine di secondi devi elaborare se ti conviene uscire, stare in autostrada, connettere cervello al navigatore (mica facile) e immaginare nel caso di Barberino se ti conviene uscire, scansare le trattorie della carne alla brace, e fare il Bilancino e sfociare a Firenze dalla Bolognese oppure metterti il cuore e l’acceleratore in pace in coda sulla salita verso Calenzano e ascoltare la radio che per miracolo potrebbe darti qualche aggiornamento.
Ne sono passati di anni da quando le autostrade facevano notizia perché due ministri , gli allora Giorgio Santuz democristiano ai Trasporti e il socialdemocratico Enrico Ferri ai Lavori Pubblici, litigavano sui limiti da imporre e proporre: Ferri era per i 110 e Santuz per i 130. Correva l’anno 1988 e io giravo l’Italia per andare a intervistarli chi a Cinquale di Forte dei Marmi e chi a Sauris Alpi friulane. Che tempi.
Molta acqua è passata sotto i ponti, molti veicoli sono passati sui viadotti e nei tunnel ma molti problemi di comunicazione rimasti. Vero è che ci sono le app e le segnalazioni elettroniche sui navigator più aggiornati ma è anche vero che per sicurezza e buon senso un po’ tutti dovremo tenere gli occhi sulla strada e su quello che ci accade intorno invece di puntare le pupille sugli schermi interni.
Quindi signori addetti ai cartelli fate un fioretto, se la coda e i rallentamenti non ci sono più ditecelo in tempo reale, ditecelo in diretta.
Ci fate bella figura voi e ci fate sentire cittadini di serie A noi. Buon viaggio.

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