Nicolò Sartori
Alla fine, l’ha fatto. Come promesso in campagna elettorale, Donald Trump ha deciso di condurre gli Stati Uniti fuori dell’Accordo di Parigi, al cui successo – nel dicembre 2015 – aveva fortemente contribuito l’azione del suo predecessore alla Casa Bianca, Barack Obama.
Trump ha deciso di agire dopo il G7 di Taormina, durante il quale la frattura tra il leader americano e il resto del gruppo dei Grandi è apparsa difficilmente colmabile. Non è bastato nemmeno il tentativo last-minute di Papa Francesco, da sempre impegnato sui temi ambientali, a riportare il magnate sulla retta via.
Quella di Trump è una mossa fortemente populista e reazionaria. Una mossa che porta gli Stati Uniti, Paese d’avanguardia e motore del progresso tecnologico globale negli ultimi decenni, in una posizione di trincea su un tema chiave non solo per il futuro del pianeta, ma di rilevanza strategica per la proiezione geopolitica, economica e industriale di Washington nello scacchiere internazionale. Leggi tutto:

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