Sono perfettamente d’accordo con Domenico Civitano, che da queste pagine ha difeso d’ufficio Clemente Mastella dall’attacco di The l’Economist, i processi mediatici suonano da esecuzioni sommarie: aberrante.
Questo principio, che dovrebbe essere radicato ed inviolabile a livello universale, vale quindi anche per Clemente Mastella.
Fatemi dire “purtroppo”, perché mi verrebbe voglia di derogare e non solo per l’ineffabile campano, ma anche per tutti i riciclati riciclabili di questa repubblica dimezzata.
Chissà quante volte in questa vita e in quanti governi dovrò ancora risorbirmi la presenza dei vari Clemente, Massimo, Giuliano….
Zombi che vanno e vengono dalla tomba: pensi che siano finiti, di esserteli levati finalmente dalle scatole, che miracolosamente appaia qualche faccia e soprattutto cervello nuovo e che il ricambio generazionale si manifesti in anima e corpo…macché!
Accertato che non sono così intelligenti e soprattutto patrioti da auto esiliarsi in qualche eremo dove non arrivino le onde di Porta a Porta, accertato che sono così furbastri da aver condiviso una scandalosa legge elettorale che ci obbliga a tenerli e addirittura ad affidargli il Paese, scendiamo tutti in piazza, destra e sinistra e chiediamo che vengano rifatte le elezioni con una legge elettorale non truffaldina.
E’ una proposta ufficiale che faccio a tutti i cittadini che si sentono frodati del loro principale diritto di libertà.
Propongo che la legge elettorale sia prima controllata da un organismo internazionale al di sopra delle parti che ne sancisca la certa democraticità.
Questo perché certissimamente questa accolita di poltronisti non elaborerà mai e poi mai un testo di legge in materia elettorale, che non sia un minestrone di interessi puzzolenti degno di qualche repubblica delle scimmie e non del nostro Paese.
In questo momento, se fossi un giornalista direi pomposamente: “cari lettori”, non siamo rappresentati da chi abbiamo voluto noi, ma da chi hanno voluto loro.
E non è una questione di ventimila voti in più od in meno, è una questione di principi fondamentali per una democrazia. Nel tanto vituperato Sessantotto saremmo scesi tutti in piazza e avremmo mandato a casa questi impostori.
Ma oramai i cittadini, presi dalle ansie della vita reale, i giovani bombardati dai reality e dalla pubblicità, sembra abbiano perso il piacere, il gusto, la voglia di assaporare e vivere i loro diritti.
Io li invito: energie nuove, fate un tam tam; scendete dalle aule in modo pacifico; fate all’amore e non la guerra, che è più divertente; parlate e non usate altri mezzi se non pacifici; usate il sorriso e l’ironia; ma non muovetevi dalle piazze, neanche durante le vacanze, sino ad accertato cambio della legge elettorale e nuove elezioni.
Ci hanno preso per i fondelli, hanno messo in Parlamento chi hanno voluto loro, non chi abbiamo scelto noi.
La storia e fatta da donne e da uomini, ora più che mai visto che gli schieramenti sono svuotati di ideologie, socialisti a destra, democristiani a sinistra, comunisti diventati socialisti, socialisti diventati…(a proposito cosa?) in una grande palude informe, un acquitrino senza confini e pieno di alligatori.
Queste donne e questi uomini vogliamo decidere noi chi sono: diciamolo in modo fermo, forte e chiaro.
Se poi con una legge giusta i cittadini decideranno di dare la loro preferenza a Clemente, cosa volete che vi dica: ce lo sorbiremo.
Fiorenzo Da Ros

LA CLEMENZA DI CLEMENTE…….UN ATTO DOVUTO
Torno con piacere sul caso Mastella, spiattellato brutalmente dal giornale “the Economist”, per sostenere con fermezza il principio costituzionale, secondo cui i processi, penali e civili, devono essere celebrati nelle aule dei tribunali e non in una redazione di giornale.
La norma giuridica vale per l’On. Mastella come per ogni altro cittadino della Repubblica italiana.
L’obbligatorietà del processo penale è tale, proprio per accertare la veridicità della notizia criminosa e procedere a sanzionare o a scagionare il cittadino convenuto nel processo.
Diverso è il discorso sul processo politico da celebrarsi in ogni campagna elettorale, sui personaggi legati alla fiducia popolare. La sede naturale per tali processi è la piazza della città, del Paese e non l’aula del tribunale.
La legge elettorale, in atto, ha ridotto all’osso la facoltà del cittadino di giudicare, di promuovere o bocciare il candidato al Parlamento. Il cittadino elettore può solo scegliere l’area politica. Ciò, significa subire passivamente le tante presenze indesiderate perché pericolose per la tenuta della democrazia e della libertà nel nostro paese Italia. Orbene, la prima cosa che il Popolo Sovrano deve ( e non dovrebbe….) fare, è presentare una legge popolare per ripristinare il proporzionale puro. Si batterebbero, così, i pericolosi mistificatori dei principi costituzionali. E’ demoralizzante constatare che una società, apparentemente civile e democratica, come la nostra, permette di ripristinare, nella sostanza, il diritto d’accesso alle cariche istituzionali, solo in base al censo. Le lotte del ’68 sono un ricordo storico per i più sensibili. Oggi si affollano le discoteche, gli stadi, le pizzerie e fra poco, le spiagge. I problemi culturali, scientifici, civili sono un optional per pochi. Nessuno si ribella alla televisione spazzatura, ai tanti programmi diseducativi perché violenti, amorali e, nella migliore delle ipotesi, essi sono noiosamente ripetitivi. Basta pure con “ Porta a Porta”, vetrina di prodotti arcinoti e obsoleti. Eppure, qualche tempo fa, certi ambienti riuscivano a rinnovare, ogni quindici giorni, i loro prodotti. Oggi, passano gli anni e la merce è sempre la stessa.
A confermare la regola del giudizio negativo, per quanto innanzi denunziato, c’è l’eccezione Clemente Mastella, che stimola una vivace discussione, tra gli italiani, con il suo parere favorevole alla grazia concessa a Bompressi dal Capo dello Stato. Ecco, la clemenza di Clemente.
Domenico Civitano Bitetto(BA)