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Civiltà sepolte? Il “Vittorio Emanuele II” di Leonardo Bistolfi a Saluzzo

Il Comune di Saluzzo (Cuneo) e i suoi cittadini sottoscrissero l’erezione di un monumento a Vittorio Emanuele II. Lo realizzò Leonardo Bistolfi (Casale Monferrato, 1859-La Loggia, 1933), tra i più celebri scultori italiani fra Otto e Novecento. Non rimane traccia della base del monumento.

di Aldo A. Mola | 8 Marzo 2020

Il Comune di Saluzzo (Cuneo) e i suoi cittadini sottoscrissero l’erezione di un monumento a Vittorio Emanuele II. Lo realizzò Leonardo Bistolfi (Casale Monferrato, 1859-La Loggia, 1933), tra i più celebri scultori italiani fra Otto e Novecento. Il bronzo è un capolavoro. Sempre per Saluzzo Bistolfi realizzò il busto di Umberto I, scoperto l’8 settembre 1901 alla presenza di Vittorio Emanuele III e della Regina Elena, giunti dal Castello di Racconigi.

Non rimane traccia della base del monumento di Re Vittorio. Quella del busto di Umberto recava la scritta: “Umberto I Re d’Italia/Prode nell’armi, della pace leale custode,/ visse pel suo popolo, beneficando./ Morì martire./ Municipio-Città, MCMI 8 settembre”.

I due bronzi, di alto valore artistico e storico, giacciono in un sottoscala del Museo di Casa Cavassa a Saluzzo, con quello di Carlo Alberto, sfregiato (forse quando vi venne precipitato). Le loro fotografie, scattate da Gian Carlo Durante, nel 2001 furono pubblicate in “Saluzzo. Una antica capitale” (Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo – Newton Compton, 2001). Da allora nulla è mutato, se non l’accumulo di polvere. Sulla storia.

Il 24 dicembre 1885 il ventiseienne Bistolfi fu iniziato massone nella loggia “Dante Alighieri” di Torino (matricola 7.167). Molto apprezzato da Vittorio Emanuele III, che lo incontrò ripetutamente anche nella sua “officina” a La Loggia, il 1° marzo 1923 venne nominato Senatore del Regno con Giovanni Agnelli. Lui per la 20^ categoria (“illustrazione della Patria”), l’altro per la 21^ (il censo). Patriota, Bistolfi credeva nello Stellone d’Italia. E rispolverarne le Opere?

A.A.M.

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: agnelli, italia, senatore, vittorio emanuele ii

Info Aldo A. Mola

Nato a Cuneo nel 1943, Aldo Alessandro Mola è stato preside in alcuni licei dal 1977 al 1998. Nel 1980 riceve la medaglia d’oro di benemerito della scuola, della cultura e dell’arte. Docente di storia contemporanea all’Università degli Studi di Milano, è, dal 1986 direttore del Centro per la storia della Massoneria, e, dal 1992, contitolare della cattedra “Pierre-Théodore Verhaegen” dell’Université libre de Bruxelles.
È direttore del Centro Europeo Giovanni Giolitti, presidente del comitato cuneese dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, dell’Associazione di studi sul saluzzese e del Centro studi e ricerche “Urbano Rattazzi” di Alessandria. Interessante anche il suo ultimo saggio, Mussolini a pieni voti? Da Facta al Duce. Inediti sulla crisi del 1922, da cui si scopre che la «marcia su Roma» dei fascisti in realtà non sarebbe mai avvenuta.
Editorialista del quotidiano Il Giornale del Piemonte e coordinatore editoriale de Il Parlamento italiano 1861-1992, Mola ha organizzato numerosi convegni di studi, specialmente per il Ministero della Difesa (Garibaldi, generale della libertà nel 1982, e la serie Forze Armate e Guerra di Liberazione). Direttore di collane di storia per vari editori, è, dal 1967, autore di saggi. Nel 2004 riceve il Premio alla Cultura dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.
Monarchico, è presidente di quella Consulta dei Senatori del Regno che sostiene Amedeo di Savoia-Aosta nella disputa sulla successione, e da anni sollecita il rientro in Italia delle salme dei sovrani Vittorio Emanuele III, che è tumulata ad Alessandria d’Egitto nella Cattedrale di Santa Caterina, della moglie Elena, sepolta a Montpellier, e di Umberto II e Maria José, seppelliti ad Altacomba, in Alta Savoia.

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