Nella Pechino del socialismo con caratteristiche cinesi, gli sfratti della popolazione di fascia più bassa e gli abusi sui minori negli asili nido hanno mostrato il rumoroso lato della classe medio-bassa della società, quelle che sono alla base del Sogno cinese, il zhongguo meng. Il Sogno cinese è diverso dall’American Dream del dopoguerra: non è un sogno individuale, finalizzato alla realizzazione del proprio successo, ma si traduce in uno sforzo collettivo per portare al successo l’antica Terra di Mezzo.
È difficile avere una stima precisa dei lavoratori migranti che hanno lasciato i propri luoghi di origine (e le prestazioni sociali essenziali a loro lì garantite) per andare nelle città e nelle metropoli a svolgere mansioni manuali a basso valore aggiunto. Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2015 si è registrato un movimento migratorio interno alla Cina pari a 247 milioni di persone.
La fredda definizione burocratica di diduan renkou, “popolazione di fascia più bassa”, è stata di recente sottoposta alla censura governativa, così da limitarne la diffusione nelle conversazioni e nei commenti sui social network cinesi.
Nonostante l’impegno della macchina censoria, si è diffusa a macchia d’olio la notizia legata agli sgomberi e alle demolizioni di edifici in cui risiedono migliaia di lavoratori provenienti dalla Cina rurale, i mingong. Leggi tutto: http://www.affarinternazionali.it/2018/01/cina-sfratti-abusi-pechino/

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