
eccezionalità e anomalia del periodo storico in cui era stata concepita.
Nell’immediato dopoguerra si fronteggiavano due ideologie contrapposte rappresentate dal PCI e dalla DC non ancora misurate elettoralmente dal 18 aprile 1948 poiché l’Assemblea Costituente è del 1946. Pertanto essa nasce da un compromesso di reticenza e demagogia atto a venir bene in seguito, sia prendessero il potere i filo americani che i filo sovietici. La carta difatti delinea una democrazia oligarchica dei partiti e sindacati dando a loro tutto il governo della nazione compreso fonti di controllo di nomina politica (controllori controllati). Senza neppure stabilire le regole del loro ambito di azione come la regolamentazione del diritto di sciopero, o la trasparenza dei conti economici dei partiti, e lo sviluppo della loro democrazia interna.
La degenerazione di Tangentopoli pertanto era insita nella Costituzione, e Mani pulite non poteva che lasciare il tempo trovato.
La nuova Carta poteva (e doveva) doveva avvenire nel 1994 attraverso la elezione di una nuova Assemblea Costituente che desse luogo ad una vera seconda repubblica, non già alla sua ombra peggiore della prima.
Non è avvenuto perché nessuna oligarchia emenda se stessa motu proprio.
In tale contesto a me importano meno gli argomenti che supportano il SI, come la devoluzione, il Senato Federale, la fine del pleonastico bicameralismo, il 20% meno di parlamentari, ed il ringiovanimento del suo corpo. Quel che mi preme è la elezione diretta del Primo Ministro, il premierato vicino al sistema politico inglese, e la riforma della Corte Costituzionale per sottrarla alla egemonia di un partito o dell’altro. Non è ancora quel che ci vuole per rendere l’Italia una democrazia liberale compiuta, ma intanto è già qualcosa.
Per questo, caro beneamato Presidente Ciampi, al contrario di Lei che essendo un tipico prodotto di quella oligarchia partitica voterà NO per mantenerla, io voterò SI al referendum.
pier luigi baglioni, web writer in genova

Ho riflettuto a lungo se intervenire o meno sul referendum costituzionale ma dopo le parole di ieri dell’On. Berlusconi sull’indegnità di definirsi italiano di chi non voterà Si’ non ho potuto resistere. Poichè voteranno Si’ sicuramente quelli che volevano la secessione e quelli che volevano usare la nostra bandiera non per sventolarla ma per altri usi non tanto consoni allora costoro secondo l’On. Berlusconi sono i veri italiani degni di essere chiamati tali. Al di là delle polemiche a me ripugna essere in compagnia degli Scalfaro, dei Violante, dei Diliberto e dei Di Pietro ma voterò NO proprio in quanto italiano rispettoso di quegli stessi valori risorgimentali che hanno caratterizzato la Presidenza di Ciampi. Io credo che questa sia una cattiva riforma, fatta male, che produrrebbe nel migliore dei casi la paralisi con l’eterna lotta sulle competenze tra Stato e Regioni(esattamente come la sciagurata modifica attuata dal centrosinistra) e nel peggiore la disgregazione di fatto della nostra patria. Le nostre istituzioni repubblicane sono molto fragili e basta poco per metterle in gravissimo pericolo come dimostra il fatto che in questi anni è bastata una serie di leggi elettorali sbagliate per arrivare al punto in cui siamo oggi. Abbiamo una classe dirigente che è al minimo storico come senso di responsabilità e amore di patria(basta vedere come il nuovo Ministro degli Esteri D’Alema stia trattando in ginocchio davanti al regime nazista iraniano) e perciò le nostre istituzioni vanno ancor più difese. Inoltre seguento i nostri padri della patria c’è un solo modo corretto per modificare la Costituzione: eleggere un’Assemblea Costituente. Oggi gli impegni politici quotidiani lo impedirebbero mi si dirà: ma se ci riuscirono anche ai tempi della Repubblica Romana di Armellini, Mazzini e Saffi in una situazione più tumultuosa dell’attuale! Perciò da italiano e coerente con i valori del Risorgimento che da sempre fanno parte della mia vita domenica andrò a votare NO senza pensare a coloro con i quali mi ritroverò a farlo.
ed io,che non sono ne Ciampi ne baglioni,voterò un secco e deciso NO.
Signor Baglioni,niente di personale,ma questa riforma,tanto voluta dai leghisti,parte con l’intenzione ti mettere in mutande tutti i miei conterranei siciliani.e questa è una cosa che non sopporto.
Lei se ne stà in liguria,una regione industiale,ricca,con un grande e produttivo porto,Genova,ve li sognate i problemi che dobbiamo patire noi siciliani.
A lei non gliene frega niente della devoluzione?A me un pochino,visto che porterà in sicilia il trionfo del sistema ospedaliero privato e il dominio delle scuole private,lo sa che dovremo spendere per lo meno 7 miliardi in più con questo nuovo sistema?Lo sa che cosa significa questo in una regione con un forte bilancio economico negativo come la nostra?Lo sa che migliaia di giovani scappano a gambe levate per cercare lavoro altrove ogni giorno?No,lei sta in liguria,a lei della devolution non frega niente,tanto siamo noi povere regioni del sud a farcela mettere sempre in quel posto(come la nostra non sempre gloriosa storia insegna),mentre voi del nord,con le vostre forti industrie,i vostri servizi efficenti,le vostre grandi banche,non farete altro che guadagnarci.
Premierato inglese forte?Non gliene ne frega un accidente al siciliano che campa a fatica,al commerciante minacciato dai mafiosi,e al contadino che deve combattere con la siccità ogni estate ,sono solo parole al vento;io vedo solo un primo ministro con poteri sproporzionati che fa il bello ed il cattivo tempo,senza un arbitro imparziale che lo tenga sotto controllo.
E Ciampi ha svolto egregiamente questo ruolo durante il suo settenato,bloccando più di una volta i tentativi di Berlusconi di stravolgere la Cositituzione,se lo ricorda il lodo Maccanico-Schifani?Quella dove il Berlusca scampava dai processi?La sua abrogazione è partita dalla mancata firma da parte di Ciampi (in seguito confermata dalla sentenza della corte costituzionale).
la nuova carica dei 102 non può certo
far sperare che questo paese diverrà
più libero come promesso dai sapienti
permanenti e dai detentori della moralità
e libertà. credo senza insulti per nessuno
che per restare ancora con qualche speranza di cambiamento in positivo sia
opportuno votare si anche per controbilanciare certe arroganze eccessive
già vistosamente manifestatesi. auguri agli
italiani…