Tuttocchiali portava i calzoni corti e già era socialdemocratico, seguace del socialtraditore Giuseppe Saragat (quello fissato che “non c’è socialismo senza democrazia, non c’è democrazia senza socialismo” e che “il comunismo è la tragedia del proletariato, il fascismo la vergogna”, ed altre bazzecole del genere). Vivendo in una regione dove su tre persone che incontravi una e mezzo votavano comunista e almeno due dichiaravano di farlo, ed avendo Saragat tra le altre fissazioni anche quella che l’Italia dovesse essere saldamente ancorata all’Occidente ed ai suoi valori, già prima di passare a Cresima capitava ogni giorno a Tuttocchiali ( come a tutti i socialdemocratici) di essere con gioiosa lievità apprezzato come servo della CIA e degli americani. Naturalmente nemmeno lui si sottraeva al gioco di gran moda in tempi di guerra fredda, cosicchè allegramente e senza risparmio si premurava di ricordare alla metà di coloro che quotidianamente incontrava i servigi da essi resi all’Unione Sovietica ed al KGB.
Era certo, il vostro, di essere in pari con i conti ed in pace con la sua coscienza di combattente per la libertà e la democrazia. Fino a quando, pochi giorni fa, le certezze hanno preso a vacillare sotto i colpi delle indiscrezioni che vorrebbero al servizio della CIA nientedimenochè l’Eroe, Antonio Di Pietro. La proprietà transitiva, se ciò fosse, imporrebbe di dare atto agli avversari di un tempo che, appoggiando Di Pietro, essi hanno reso i loro servigi anche agli americani e alla CIA. E Tuttocchiali già si sarebbe incamminato per andarglielo a rinfacciare se non fosse sicuro che sarebbe, a sua volta, accusato di essere lui al servizio del KGB.
CIA E KGB
Tuttocchiali portava i calzoni corti e già era socialdemocratico, seguace del socialtraditore Giuseppe Saragat (quello fissato che “non c’è socialismo senza democrazia, non c’è democrazia senza socialismo” e che “il comunismo è la tragedia del proletariato, il fascismo la vergogna”, ed altre bazzecole del genere). Vivendo in una regione dove su tre persone che incontravi una e mezzo votavano comunista e almeno due dichiaravano di farlo, ed avendo Saragat tra le altre fissazioni anche quella che l’Italia dovesse essere saldamente ancorata all’Occidente ed ai suoi valori, già prima di passare a Cresima capitava ogni giorno a Tuttocchiali ( come a tutti i socialdemocratici) di essere con gioiosa lievità apprezzato come servo della CIA e degli americani. Naturalmente nemmeno lui si sottraeva al gioco di gran moda in tempi di guerra fredda, cosicchè allegramente e senza risparmio si premurava di ricordare alla metà di coloro che quotidianamente incontrava i servigi da essi resi all’Unione Sovietica ed al KGB.
Era certo, il vostro, di essere in pari con i conti ed in pace con la sua coscienza di combattente per la libertà e la democrazia. Fino a quando, pochi giorni fa, le certezze hanno preso a vacillare sotto i colpi delle indiscrezioni che vorrebbero al servizio della CIA nientedimenochè l’Eroe, Antonio Di Pietro. La proprietà transitiva, se ciò fosse, imporrebbe di dare atto agli avversari di un tempo che, appoggiando Di Pietro, essi hanno reso i loro servigi anche agli americani e alla CIA. E Tuttocchiali già si sarebbe incamminato per andarglielo a rinfacciare se non fosse sicuro che sarebbe, a sua volta, accusato di essere lui al servizio del KGB.

Lascia un commento