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Ci sono vari liberismi

di Lorenzo Borla | 9 Novembre 2014

Quando un Paese come l’Italia preleva il 52% della ricchezza prodotta ogni anno, per ridistribuirla; oppure il 56% come la Francia; oppure il 60% come la Svezia, questi Paesi non si possono certo dire socialisti, ma neanche liberisti assoluti.

Tutti i Paesi liberi praticano la libertà economica: dunque non si possono non dire liberisti. Tuttavia c’è liberismo e liberismo: quando un Paese come l’Italia preleva il 52% della ricchezza prodotta ogni anno, per ridistribuirla; oppure il 56% come la Francia; oppure il 60% come la Svezia, questi Paesi non si possono certo dire socialisti, ma neanche liberisti assoluti, dal momento che il liberismo vuole essenzialmente uno Stato minimo e un mercato massimo, mentre il socialismo vorrebbe lo Stato massimo e un mercato minimo. Quindi, per cominciare, i liberismi non sono tutti uguali. Il secondo discrimine, tanto essenziale quanto trascurato dalle dottrine socialiste, è l’efficienza della ridistribuzione. Gli svedesi sopportano un prelievo straordinario perché riconoscono che ciò che gli viene prelevato dallo Stato, gli viene restituito in buoni servizi, efficienti, trasparenti, comprensibili e verificabili (tutto come da noi). I francesi, a fronte di un pesante esborso, stanno oggi ribellandosi a una ridistribuzione che implica dispersione e sprechi. Per ciò che riguarda l’Italia, infine, sappiamo che manca l’efficienza della ridistribuzione. Rispetto ai Paesi del Nord Europa c’è un altro discrimine da evidenziare. I dipendenti pubblici vengono chiamati, qui da noi, servitori dello Stato, e cioè di una entità ideale ed astratta, tale per cui si rende necessaria una interpretazione autentica dei suoi voleri. E chi, se non i “servitori” di tale entità, come i sacerdoti degli antichi dei, sono qualificati a questo compito? La storia ovviamente desinit in piscem, perché alla fine realisticamente i nostri servitori dello Stato fanno quello che gli aggrada; come e quando gli aggrada. Da cui l’anomalia: più che servire lo Stato, servono se stessi. Ben diverso è il concetto del “servire” nei paesi del Nord (ad esempio nel Regno Unito e nelle sue ex colonie) dove i dipendenti pubblici, vengono chiamati public servants e sono servitori di una entità ben più concreta, e cioè il corpo dello Stato, consistente nei cittadini di carne e di sangue. (Zibaldone)

Pubblicato in : Primo piano

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