
Polarizzazione, estremismi, intolleranza, sopraffazione del diverso, radicalizzazione delle differenze, belligeranza etc… è cosi che va il mondo.
Da Kiew a Gaza, passando per i miserevoli fatti di Lucca, dove la destra rifiuta l’intitolazione di una strada all’ex Presidente della Repubblica socialista Sandro Pertini perchè “partigiano”.
E’ l’impazzimento generale?
La rottura degli argini del buon senso è un fatto registrato da tempo; si può discutere da quando, quale episodio, ma il conflitto perpetuo sembra aver preso il sopravvento.
Il sopravvento del “polemos” in eterna competizione con il “logos”.
La vittoria del “padre di tutte le cose” secondo il filosofo greco Eraclito (il polemos, per l’appunto), a discapito della ragione, del discorso, della parola (logos).
L’umanità intera, come la conosciamo oggi, nella sua dimensione spaziale, culturale, valoriale è la risultante di una stratificazione di conflitti interminabili.
L’elaborazione dell’oscuro Eraclito, nel suo tempo (vissuto fra il sesto e il quinto secolo avanti cristo), non è passata di attualità, tutt’altro.
L’assenza di dialogo, l’inefficacia delle diplomazie sono il sintomo costantemente presente della sindrome belligerante, che supera ogni spazio di razionalità.
Non c’è buon senso, motivo o ragione che possa giustificare l’invasione dell’Ucraina o il conflitto in medio-oriente.
Non può esserci mai una motivazione che giustifichi la deliberata volontà di sopprimere vite umane per far prevalere le proprie ragioni, o addirittura un credo religioso.
Fu una tragedia umanitaria l’integralismo cattolico, con la persecuzione degli eretici e con le crociate, a partire dall’XI secolo, come oggi è un dramma, di dimensione mondiale, l’inaccettabile fondamentalismo islamico nelle sue azioni violente e nella visione di conseguire il dominio del mondo.
Due popoli in due Stati è il frutto dell’elaborazione razionale che, purtroppo, soccombe sotto i colpi della forza superiore dell’irrazionale ed oscuro istinto di sopraffazione che, in alcune fasi diviene maggioritario nel determinare la storia dell’umanità.
Ma è più belligerante di ieri anche il confronto tra parti politiche nella democratica Italia, dove la sopraffazione dell’avversario ha preso il sopravvento rispetto alla più civile competizione delle idee.
Non è una novità che arriva con il Governo Meloni. La Presidente del Consiglio è solo più brava di altri ad utilizzare l’armamentario dialettico ed oratorio in una costante battaglia, ingaggiata contro tutto e contro tutti, condotta con abilità e con inatteso approccio istituzionale che molti non si aspettavano.
Anche nel suo intervento di ieri (domenica 22 ottobre), con il video messaggio trasmesso durante la festa di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, nonostante la veste di capo del Governo Nazionale, continua a tracciare solchi, a lanciare messaggi aggressivi e dannosi per l’Istituzione Parlamento, lo Stato-Fiscale, la Stampa, i partiti politici e gli avversari che “……dovranno mettersi in fila”.
Un populismo comunicativo efficace, suadente e nel contempo belligerante.
Un esempio tutt’altro che positivo che fa passare in second’ordine la miseria culturale e umana di quanto accaduto a Lucca. Un fatto che non meriterebbe un commento e che mai dovremmo accostare al più amato e rispettato Presidente della Repubblica Italiana. Un episodio di “violenta ignoranza” che offende e mortifica quello spirito collettivo basato su alcuni valori di base su cui facciamo ancora affidamento per tenere a bada il demone del “polemos” che in varia misura alberga in tutti noi: la libertà sociale fondata su democrazia e antifascismo.
Sono ancora questi i valori fondamentali in cui ci riconosciamo, le fondamenta su cui è stata edificata la nostra Repubblica?
Livio Valvano
(direttore responsabile di “Avanti Online”)

Ci sono ancora libertà sociale, democrazia e antifascismo?
libertà sociale, democrazia ci sono
mentre l’antifascismo è finito con il Fascismo