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CHI TRADISCE CHI?

La gara surreale tra “irresponsabili “e “traditori “. Ma è la casta politica ad aver tradito il bipolarismo (e gli italiani).
Di Elio Di Caprio

di Elio Di Caprio | 20 Settembre 2010

Non si può tradire il mandato ricevuto dagli elettori! Ma va là… E’ da irresponsabili interrompere la legislatura con la crisi economica incombente e non risolta! Ma va là… Chi ci crede più?

Se Silvio Berlusconi arriva come estrema ratio di sopravvivenza a tentare di costituire, sembra senza riuscirci, un gruppo parlamentare di “responsabili” vuol dire che tutti gli altri sono irresponsabili? Ed allora perché non dar vita ad un gruppo autonomo dei “non traditori” – che sarebbe pur sempre raccogliticcio e minoritario- visto che la gran parte dei rappresentanti popolari ha tradito (quanti ex!), tradisce o tradirà?

Ma veramente crediamo che il bipolarismo all’italiana possa durare nell’infinito teatrino della transizione continua con messaggi, ora allarmisti e ora rassicuranti, diretti o trasversali , destinati più che all’elettorato sbalordito agli altri membri della casta politica con ricatti, allusioni, trasformismi che nascondo solo una tattica più che una strategia di potere?

E’ vero che ci sono i sondaggi a registrare e testimoniare le nuove tendenze, gli alti e bassi dei personaggi politici più popolari, l’effetto che fanno le continue campagne di delegittimazione dell’avversario. Ma anche ammesso che i sondaggi siano sempre credibili non sappiamo, ad esempio, se la popolarità del Premier sia diminuita perché vuole o non vuole le elezioni anticipate, visto che si è espresso in fasi alterne in un senso e nell’altro. Non sappiamo se la popolarità di Bossi e il successo della Lega dipendano da un’intesa “libertaria” e astuta tra Capo e aficionados che da anni non fanno caso ai suoi tattici cambiamenti di fronte pur di ottenere un federalismo favorevole al Nord.

Non sappiamo se i sondaggi sul calo di popolarità e fiducia in Fini dipendano dalla famosa casa di Montecarlo o da un certo avventurismo che può essere imputato ad un Presidente della Camera che addirittura fonda o sta per fondare un nuovo partito: cambieranno i sondaggi se Fini rinsavisce, non crea quel partito che dovrebbe essere la logica conseguenza di un gruppo parlamentare autonomo e si interrompe perciò la quotidiana campagna di delegittimazione portata avanti dai giornali del Presidente del Consiglio? Nessuno lo sa, aspettiamo i prossimi sondaggi.

Non ci sono solo i responsabili e gi irresponsabili, i traditori e i non traditori. Al di là delle cortine fumogene della propaganda le palpabili contraddizioni di una maggioranza e di un’ opposizione in continuo sfaldamento stanno lì a dimostrare il fallimento del bipolarismo all’italiana. A rigor di logica i giornali di supporto al PDL dovrebbero magnificare le tanto decantate riforme portate avanti dal governo Berlusconi invece di ridursi a un ring permanente per assestare l’ultimo colpo a Gianfranco Fini e invece i maggiorenti di quel partito sono i primi a lamentarsi che l’opinione pubblica non venga a dovere informata sui provvedimenti adottati nei primi due anni di legislatura. A rigor di logica il Partito Democratico, il principale partito dell’opposizione, dovrebbe essere il primo a reclamare elezioni anticipate, ma preferisce nascondersi all’ombra del “saggio” Giorgio Napolitano perché non si è ancora riavuto dal flop del Governo Prodi e dal fallimento dell’ammucchiata di sinistra e teme una verifica del consenso ancora una volta a suo danno: non resta che sperare nella diaspora di Fini e nelle doti liriche di Niki Vendola per rivitalizzare una voglia di sinistra che sottragga voti alle formazioni estreme di Di Pietro o Beppe Grillo.

Il sistema si è cosi impantanato che risulta difficile immaginare un qualsiasi colpo d’ala risolutivo di colui che si vanta di essere stato “eletto dal popolo”. Neanche a Silvio Berlusconi riuscirà, come nel recente passato del “predellino”, di rimescolare le carte sia pure a proprio vantaggio. Il prefallimento della sua ultima trovata sul gruppo parlamentare dei “responsabili” ( e dei comprati) è un campanello d’allarme… Non resta che ricorrere alla retorica del programma votato dal centro destra a larga maggioranza , un programma che va portato a termine costi quel che costi per l’intera legislatura: in fondo non lo fa intendere implicitamente anche il Capo dello Stato quando invita a non interrompere traumaticamente la legislatura? Ma anche questo del programma è un altro bluff propagandistico, il bluff di un sistema di voto che avrebbe dovuto dare stabilità, con una maggioranza che decide prima delle elezioni uomini e programma e per cinque anni ha diritto di governare.

Non è servito ad evitare la crisi il programma di duecento pagine della coalizione di sinistra guidata da Prodi, non è certo sufficiente ora il programma più sintetico del centrodestra ad evitare i contrasti se l’ultima parola su cosa portare avanti, fuori o nel programma, spetta al “capo carismatico” Silvio Berlusconi. E’ veramente un po’ troppo pretendere ora che l’opinione pubblica martellata dalla propaganda su temi collaterali di minore interesse – dalla casa di Montecarlo alla cricca di Verdini- riesca a prendere nota di quanto ha fatto o fa il governo e lo giudichi in base ad un programma predeterminato che si pretende votato dagli elettori. Si dimentica che le ultime tornate elettorali sono state tutte impostate su un referendum ad personam, su Berlusconi sì e Berlusconi no, lasciando poco o nessuno spazio ai programmi formali che, come l’esperienza dimostra, sono troppo larghi e impegnativi per essere attuati integralmente o sono esposti al sopravvenire di avvenimenti esterni imprevedibili come è successo per la crisi economica internazionale. Votare il programma, votare gli uomini, votare una maggioranza presuntamene compatta. E poi?

Dovremmo allora dire che il primo traditore del programma è lo stesso Premier che non riesce a realizzare quanto promesso o vi aggiunge punti non previsti e il primo irresponsabile è egli stesso perché con l’ampio consenso ricevuto non riesce a superare le difficoltà interne del suo stesso partito a metà legislatura? Non è meglio dire che è la casta politica tutta intera ( votata sì dall’elettorato in mancanza di alternative) ad aver tradito il bipolarismo e gli italiani?

Elio Di Caprio (da Terza Repubblica giornale on line di Società Aperta)

Pubblicato in : Primo piano

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