Noi non siamo i bimbi sperduti sull’isola che non c’è, siamo dei socialisti che non si trovano bene nel sistema politico italiano.

Noi non siamo i bimbi sperduti sull’isola che non c’è, siamo dei socialisti che non si trovano bene nel sistema politico italiano, che pure han sperimentato in molte delle sue articolazioni, e non vogliono essere costretti a scegliere tra stare con Diliberto o con Casini.
Non siamo in cerca di “asilo politico” nel PSE, ma semplicemente riteniamo che ormai non ci sia nessun problema politico ed economico che possa trovare soluzione a livello italiano, ma solo a livello europeo, e che bisogna pertanto operare perchè in Europa contino di meno i governi e di più il parlamento, cosa da ottenere con un processo costituente non di tipo diplomatico ma di tipo elettivo. Constatiamo con preoccupazione la deriva provinciale della poltica italiana, che non trova e neanche cerca riferimenti europei e che potrebbe mancare l’appuntamento di una possibile crescente vittoria elettorale dei partiti socialisti europei .
La nostra preoccupazione aumenta perchè constatiamo che a loro volta i partiti socialisti europei, dei quali ci consideriamo parte indipendentemente dalle questioni burocratiche e ai quali chiediamo di dedicare una sessione del PSE per esaminare la ridicola situazione italiana, di un PSE rappresentato da un partito dell’1%, sono , soprattutto dopo l’inizio della crisi finanziaria in corso, in una posizione provinciale e marginale rispetto a quanto sta avvenendo nel mondo, con lo spostamento a oriente dei grandi centri di produzione industriale, e la ripresa degli USA che pure sono stati il motore della gigantesca crisi finanziaria di cui siamo noi europei le principali vittime. Occorre una revisione generale del pensiero socialista per ritrovare il nostro posizionamento, ma non ne vediamo ancora l’inizio.
Più di 10 anni fa c’è stata una grave crisi delle “tigri asiatiche” e del Sudamerica, crisi che il Fondo monetario ha cercato di curare con le sue demenziali terapie ultra liberiste e ultra recessive (quelle che han consegnato l’URSS alla mafia e agli oligarchi).
Ma l’imponente e continuo sviluppo industriale di quei paesi, soprattutto di quelli asiatici, ha polverizzato le stupidaggini del FMI: alle quali noi europei invece chiniamo il capo, arrivando al ridicolo di proibire Keynes nelle nostre costituzioni ,senza che uno solo dei nostri parlamentari dica qualcosa. Dobbiamo aspettare che stiano zitti anche quando la Merkel chiederà la costituzione di un Santo Uffizio per la messa al bando dei libri che dissentono dal suo pensiero unico? (che, per inciso, sarà forse quello dei repubblicani USA, ma non di Obama e neanche di Cameron). Ma dopo che abbiamo messo in costituzione le sue cretinate, ce le teniamo anche quando, speriamo, in Germania vincerà la SPD.

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