Qualche puntualizzazione sulla vicenda del “colpo di scena” determinato dall’elezione alla presidenza della commissione difesa del sen. Sergio De Gregorio ( eletto con l’IDV di Di Pietro) al posto della rifondarola Lidia Menapace.
1) De Gregorio è certamente uno con la predisposizione allo zingaraggio politico. Ad appena 46 anni, ha cambiato ruoli, casacche e mestieri più di quanto Fregoli cambiasse abiti in scena. Perché rinfacciarglielo oggi e non tre mesi fa, quando Di Pietro lo ha messo in lista decretandone l’elezione visto che gli elettori niente ci potevano fare non potendo esprimere la preferenza?
2) Lidia Menapace ha fatto la Resistenza ed è giusto ricordarlo. Ma perché tacere che poi ha combattuto sempre battaglie sbagliate e sostenuto tesi aberranti, da comunista quale a buon diritto si dichiara tuttora, comprese le recenti e deliranti affermazioni su frecce tricolori e forze armate?
3) Grande scandalo per l’ipotesi, peraltro da dimostrare, che “vertici militari” possano aver visto con favore l’esito del voto alla commissione difesa del Senato o, addirittura, averlo ispirato. “Sarebbe un golpe” ha detto qualcuno. Bene, d’accordo. Ora ci aspettiamo che questo qualcuno ci dia la sua definizione per l’attività di lobbing della magistratura organizzata tendente a favorire o ostacolare le leggi approvate dal parlamento.
4) Infine, e più grave di tutto: con “candore”, ma secondo noi con spudoratezza, la sig.ra Menapace ha parlato del programma che intendeva realizzare con l’incarico che non ha potuto conseguire.
A lei (e molti della sua partte politica) sembra normale che un presidente di commissione parlamentare profitti della carica per avvantaggiare una parte politica. Questo atteggiamento, purtroppo, è assai diffuso a tutti i livelli: quartieri, comuni, province, regioni, e non risparmia nemmeno enti e aziende.

Non mi meraviglia che questo individuo,e tanti come lui, si barcameni per campare, quello che mi sconcerta è il fatto che ancora ci siano elettori disposti a sprecare il proprio voto in questo modo.
Una persona con un minimo di dignità non si presterebbe mai a fare il “cavallo di Troia” per cercare di destabilizzare la “propria” maggioranza.