Non è il caso di dare troppa importanza alle dichiarazioni di Andrea Rivera, riccioluto chitarrista di Trastevere nonché uno dei conduttori del concerto del primo maggio a Roma. Andrea Rivera, dal palco di piazza San Giovanni, ha così parlato del Papa: “Il Papa dice di non
credere nell’evoluzionismo, e c’ha ragione: la Chiesa in 2mila anni
non si e’ evoluta affatto”, e poi: “Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato il funerale a Welby, cosa che non ha fatto per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana”.
Sono parole in libertà, e nessuno può imputarle ad altri se non allo stesso Rivera. Del resto gli organizzatori del concerto, i vertici sindacali e la maggior parte del mondo politico di destra e di sinistra ha subito preso le distanze dalla “performance” del chitarrista-presentatore.
Tutto bene, allora? Niente affatto.
L’incidente non nasce per caso e non è isolato. Questa volta ha avuto la massima risonanza perché ha coinvolto il Papa.
Ma nessuno ha messo il dito sulla vera piaga che è l’utilizzo incontrollato e ormai straripante di guitti in politica. Ormai sinistra e destra fanno a gara nell’accaparrarsi attori, cantanti, cabarettisti, etc. Non c’è manifestazione o adunata promossa dai partiti nelle quali non sia prevista la presenza, in posizione di rilievo, di qualche comico. E i comici ormai sono dappertutto e tutto fanno fuori che il loro mestiere, che sarebbe di fare ridere. Pontificano nelle assemblee delle società per azioni, nelle manifestazioni politiche, sindacali, etc.
L’incidente di piazza San Giovanni, se non altro, dovrebbe aver fatto capire che l’impiego dei comici in politica è un’arma a doppio taglio: spesso si rivolta contro chi la usa!
Che i guitti facciano i guitti
L’incidente di piazza San Giovanni, se non altro, dovrebbe aver fatto capire che l’impiego dei comici in politica è un’arma a doppio taglio.

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