Quanti sono gli atti con forza normativa cogente ad oggi? Se trovate qualcuno che vi risponde con precisione e certezza siete fortunati.
Renzi, alla conferenza stampa di fine anno, si è vantato del fatto che il suo governo, in un periodo dato, è stato quello a fare meno leggi. Non aggiungere disordine al disordine è già un bel primato. Ma cominciare a mettere ordine nel disordine legislativo e regolamentare della nostra normativa sarebbe più che urgente. Da primato. Che fine ha fatto la semplificazione? Qualche istituzione è in grado di dirci quante sono le leggi in Italia in vigore ora? Quanti sono gli atti con forza normativa cogente ad oggi? Se trovate qualcuno che vi risponde con precisione e certezza siete fortunati. Ci sarebbe una banca dati istituzionale, ma forse la risposta più aggiornata è in Google o nelle banche dati degli editori giuridici. Se volete un numero approssimativo a tutti i costi ci sarebbe: 75 mila. Si avete letto bene: 75 mila atti con forza di legge, che influiscono sulla nostra vita quotidiana. Con tutta questa mole di norme ovvio che il nostro risulti il Paese ideale per avvocati e magistrature dirimenti, per liti e contenziosi, per corti e transazioni. Anni fa c’era un ministro nominato per la Semplificazione, con l’S maiuscola. Ma al di là di qualche atto spettacolare tipo un falò di carte e raccolte non c’è stata una vera incisiva riforma della legislazione attiva. Il problema è serio perché non è di pura letteratura o di forma ma di vera sostanza. Una sostanza che arriva a bloccare pezzi di economia e di società sempre più rilevanti. Lo sapete ad esempio che nella quasi sterminata normativa che dovrebbe regolare le pratiche per la ricostruzione di edifici e riattivazione di servizi dopo il terremoto ci sono norme agevolanti e norme frenanti sullo stesso punto? E quando frenare e quando agevolare secondo voi chi lo stabilisce? Un tecnico o un legale il cui costo con le pratiche supera molte volte il contributo massimo per la ricostruzione. Traduco: se hai un danno di 50 mila euro e aneli (speri) a un contributo di 25 mila, può essere che in forza delle norme assemblate e ri-assemblate la pratica complessiva venga a costare tra i 12 e i 18 mila euro. Vi pare normale? Vi pare semplificazione? E’ la legge, bellezza. Un artigiano di Fidenza qualche tempo fa rese una dichiarazione simbolo sulla quasi incredibile selva di adempimenti di legge nella quale si è trovato per costruire un soppalco di 20 metri quadri nel laboratorio: una ventina di concessioni, onerose, una per metro quadrato. Vi pare mai possibile? “Tante leggi, nessuna legge”, cit. Fior di analisti e giuristi si sono spesi in fior di scritti da molti anni in favore di un processo di semplificazione che farebbe bene almeno quanto la revisione costituzionale e il superamento del bicameralismo paritario, se non di più. Giusto un anno fa Michele Ainis scriveva sul Corriere sconsolato : “La madre dei cretini è sempre incinta, diceva Flaiano. Anche la patria del diritto, però, farebbe bene a usare qualche pilloletta anticoncezionale. Perché le sue creature sono troppe, e ciascuna indossa l’ermellino di Sua Maestà la Legge. Abbiamo in circolo leggi sui tosaerba, sulle camicie da notte, sulle galline, sui pedaggi stradali dei camionisti. Il virus legificatore ha contagiato pure i prosciutti, con tre leggi sul San Daniele (rispettivamente del 1970, del 1990, del 1999) e un’altra sul pignoramento dei prosciutti (vi si provvede «con l’apposizione sulla coscia di uno speciale contrassegno indelebile»: legge n. 401 del 1985).” A fine agosto 2014 su il Fatto quotidiano il puntuale Guido Scorza denunciava che “In Italia non c’è Istituzione – Presidenza della Repubblica, Parlamento e Governo inclusi – che sia in grado di dire con certezza quanti atti aventi forza di legge – e destinati, dunque, ad incidere sulla vita dei cittadini e dello Stato medesimo – sono in vigore in questo momento.” Capostipite in materia è Tacito con l’allocuzione a lui attribuita a stra citata: “Moltissime sono le leggi quanto lo Stato è corrotto”. Semplificare non solo per saggezza ma per sopravvivenza.

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