Resta qualcosa del 20 settembre 1870? Neppure la dignità d’essere riconosciuta di nuovo come festa nazionale dopo il fascismo. Ora poi, che avrebbero voluto eliminare le altre feste laiche, non se ne parla nemmeno. Quale spirito, o sensazione rievoca nei pochi o molti che celebrano questa data, in piedi davanti ad obelisco, o seduti a tavola per un convivio? Resta ben poco. Fu un evento ambiguo, pieno d’incertezze, deciso da una guerra straniera. Per se stessa, la breccia a Porta Pia non fu un granché. Il governo italiano, con Giovanni Lanza primo ministro, rimase incerto fino all’ultimo, indeciso se entrare, oppure aspettare un’altra occasione. Ora, possiamo osservare che i tempi hanno cambiato la prospettiva: Roma ha conquistato l’Italia e non viceversa. L’Italia è molto meno laica e libera di quanto non lo era allora. Questo è quello che pensa la gente che ricorda il 20settembre 1870. Senza illusione, disincantata dalla realtà. Un esempio? Prendiamo la legge sul divorzio. Per la legge italiana ci vogliono tre anni di separazione prima di ottenerlo. Dopo impegno, sacrificio, dolori morali, perdite materiali, disuguaglianze, dopo tante spese ed inutili sprechi che non possiamo più permetterci per una società come la nostra che s’avvia a confrontarsi col resto del mondo, non più da una posizione privilegiata come lo era fino ad alcuni anni fa. Ci vuole tanto tempo per tornare liberi, ma non del tutto, da un matrimonio fallito. Divorziare in Italia è più difficile che far annullare il vincolo per il Vaticano. Basta pagare bene, e la Sacra Rota scioglie qualunque indissolubile nodo; molto prima e meglio dello Stato italiano. Questo è uno dei tanti esempi che si può citare, che fanno pensare all’inutilità di questa data. Il suo significato si è sbiadito. Voleva rappresentare la fine del potere temporale dei papi. L’unità d’Italia con capitale la città eterna. La nascita dello Stato moderno, di diritto, democratico, liberale; dopo quasi cento cinquanta anni, invece, ha lasciato negli occhi di molti che lo celebrano, il disincanto per una nazione giusta ed equa. Le leggi si sono dilatate, annodate, in molti casi sono ottuse, profondamente lontane dalla libertà dell’individuo. In alcuni casi mette all’Indice libri, come quando esisteva l’Indix Librorum Prohibitorium cattolico. Insomma, il 20 settembre 1870, lo celebriamo ancora, sperando che qualcosa cambi, negli occhi degli uomini che provano interesse, in questo paese, soprattutto nel suo popolo poco incline ad educarsi, più conservatore di quello che s’immagina.
Enrico Martelloni

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