• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Che cazzo vogliono questi Greci?

di Giacomo Properzj | 6 Luglio 2015

Quello che vogliono è molto semplice: hanno ricevuto 250 miliardi di Euro in prestito, non vogliono restituirli. Nella sua essenza questa è la situazione.

Tsipras che pensa di essere un fine politico, per aumentare il suo peso specifico alle trattative ha proclamato il referendum ma appena sono stati noti i risultati ha capito di aver commesso un errore. Ha pronunciato a botta calda un intervento molto cauto e conciliatore che si rivolgeva a tutta la nazione anche e soprattutto a chi aveva votato SI e tendente a placare gli animi.

Tsipras ha perfettamente compreso che la grande vittoria nel referendum non era dovuta al quesito, pressochè incomprensibile per la maggior parte dei votanti, ma a quello che i giornalisti hanno chiamato “scatto d’orgoglio del Paese”, cioè l’appello nazionalistico. Piazza Syntagma era piena di bandiere nazionali bianco-celesti, non una di partito o rossa. L’appello nazionale aveva mobilitato giovani e vecchi come avviene per le sfide calcistiche ma nessuno aveva calcolato bene le reazioni degli altri stati che anche loro dispongono di bandiere nazionali, di leader popolari eletti democraticamente. Il primo fattore sarà quello che la BCE non potrà più, per regolamento, fornire di danaro le banche greche che praticamente non ne hanno più nelle cassaforti. Ci vorrebbe una deroga al regolamento che, forse, Draghi potrebbe accettare ma deve passare attraverso il consiglio che delibera all’unanimità e dove sono presenti tra gli altri un tedesco e un olandese. Se la BCE non fornirà di danaro le banche Greche il governo Greco dovrà emettere dei documenti creditizi di piccolo taglio, in altre parole degli “assegnati”, che perderanno subito di valore ma rappresenteranno un nuovo debito per la Grecia.

Tsipras ha dovuto sostituire come gli è stato da tempo ufficialmente richiesto in sede comunitaria l’ingombrante ministro Varoufakis il quale, tra l’altro, ha chiamato terroristi gli alti funzionari della Comunità. Varoufakis però si appoggia alla sinistra del partito che sembra voglia difenderlo. Insomma le speranze del presidente greco di accelerare a suo favore le trattative per il debito dopo la vittoria del referendum sembrano svanire e anzi rappresentare maggiori difficoltà per la Grecia.

Il presidente della Polonia ha fatto una dichiarazione perchè la Grecia sia espulsa dall’Europa (Grexit), il ministro dell’economia Slovacca ha dichiarato che i pensionati Slovacchi prendono 300€ al mese e vanno in pensione a 70 anni. Non è giusto nella medesima Comunità che vedano finanziare i pensionati Greci che vanno in pensione a 50 anni con pensioni superiori alle loro. D’altronde il 48,6% delle famiglie Greche vive di pensione, in totale la popolazione inattiva (pensionati) sono 4.700.000 sostenuti da 3.500.000 che lavorano. Si potrebbe continuare per capire che la Grecia, lasciata sola, ritornerebbe lo stato di povertà in cui era fino a non molti anni fa.

L’orgoglio nazionalista che ha fatto vincere il referendum è prima di tutto un sentimento anti-europeo che troverà udienza in Spagna presso i Podemos e in Portogallo presso i socialisti portoghesi. Tutta gente che vuol vivere sopra le proprie possibiltà senza fare quei sacrifici che per esempio nei paesi dell’Est, uscendo dal comunismo sono stati fatti: hanno dovuto come la Polonia, inventarsi tutto e incominciare, sottolineo incominciare, a praticare una società Welfare moderna. Non è vero che la ricca Germania sia il paese dove si annida il massimo del contrasto con i paesi del Sud e con la Grecia. Molti paesi come l’Irlanda, hanno messo a posto i loro conti, restituito i finanziamenti e oggi sono tra i paesi più produttivi d’Europa. La signora Merkel è oggi in Germania una tra i più moderati del suo schieramento dove di giorno in giorno si ingrossa una posizione più radicale che segue le indicazioni del presidente polacco per l’espulsione della Grecia dall’Europa.

Insomma, la straordinaria vittoria al referendum si sta rivelando “boomerang” per il povero Tsipras che troverà maggiori difficoltà a negoziare il suo debito, minori alleati e più fieri antagonisti perchè il referendum sarà anche uno strumento fondamentale della democrazia ma non risolve tutti i problemi tenuto presente che, sempre che l’Europa sia considerata una comunità coesa, dovrebbe essere fatta anche negli altri paesi d’Europa, e allora si vedrebbero numeri e percentuali assai diversi.

Un pericolo porta però la situazione greca per chi crede, come noi crediamo, nell’Europa unita cioè il risveglio delle forze qualunquiste e populiste anti-europee nei vari paesi: Podemos in Spagna, i socialisti in Portogallo e in Italia addirittura uno schieramento in ipotesi maggioritario. Attenti però perchè la punta di questo schieramento che più facilmente può conquistare il governo è la signora Le Pen in Francia. Ne parleremo la prossima volta perchè essa si muove con grande cautela per conquistare la maggioranza e il suo rappresentante Salvini non riesce a capire i suoi movimenti se non vari giorni dopo. Era già con un piede sul battello per partire per la Grecia quando ha capito, forse gli hanno telefonato, che la signora Le Pen sull’argomento, allo scopo di prendere voti, era molto più cauta. Anche Berlusconi ha capito poco e quando gli è stato chiesto come avrebbe votato ha dichiarato ingenuamente che non lo sapeva. Esamineremo domani le conseguenze politiche nei partiti del referendum greco. Per ora la festa in piazza Syntagma è finita forse un po anticipatamente.

Pubblicato in : Primo piano

Info Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E’ stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell’avvento del quartiere residenziale realizzato dall’Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l’azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l’azienda dei trasporti pubblici del milanese).

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Mario Giuliani

    8 Luglio 2015 alle 13:49

    Prima di sparare cazzate sarebbe meglio informarsi chi ha preso i 250 miliardi: 230 alle banche tedesche e francesi( con utili da strozzinaggio del 15%) 20 miliardi alle banche greche ma non al popolo greco

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti