Quasi non ce ne accorgiamo, ma stanno destrutturando il sistema nato con la gestione di Tangentopoli da parte dei poteri forti italiani con al seguito ( per libera scelta o per mancanza di alternative ) i partiti graziati dal bisturi dei magistrati “democratici” e giustizialisti: Lega, PDS e MSI.
Anche questi partiti, se si fosse agito con metro uniforme, sarebbero stati colpiti dalle inchieste: basti rammentare i balbettii di Bossi al processo ENIMONT quando gli vennero rinfacciati 200 milioni ricevuti da Sama, i trattamenti di rispettoso favore per il miliardo portato a via Botteghe Oscure da Panzavolta o quello trovato nell’auto del mitico compagno Greganti che asserì ( “creduto” ) trattarsi di soldi raccolti alle Feste dell’Unità e, per quanto riguarda l’ex MSI, le tante vicende che hanno poi avuto per protagonisti uomini di AN: o si sono sciupati nel crescere, oppure il “metodo” non era del tutto sconosciuto nemmeno a loro.
Come abbiamo già scritto ai primi segnali di ciò che stava accadendo, i “graziati” di allora hanno deluso i loro sponsor. Il PD, cioè quella che doveva essere la corazzata inaffondabile degli ex comunisti e democristiani di sinistra, mostra falle che ne fanno presagire il rapido affondamento. E nessuno, nemmeno Fini o Bossi o Tremonti per linee interne, è in grado di scalzare Berlusconi.
Dunque che crolli tutto: Berlusconi, imprevisto e sgradito ospite della scena politica del dopo Tangentopoli e coloro che non saranno mai in grado di prendere il suo posto. E’ ormai chiaro che anche il tentativo di mettere assieme parte del centrosinistra e parte del centrodestra, con la benedizione di Casini e Rutelli, è fallito.
Il Corriere della Sera è il vero motore di tutto, mentre Repubblica, troppo apertamente schierato, serve a scaldare i più esagitati: che, poi, rafforzano Berlusconi.
Dunque, il Corriere all’assalto di Di Pietro con la stessa martellante insistenza con cui lo aveva sostenuto negli anni in cui serviva un demolitore a testa bassa. E ancora il Corriere in prima linea a diffondere contraddizioni e figuracce del PD, senza risparmiare vecchi e nuovi leaders: D’Alema, Veltroni, Bersani. E ancora il Corriere con pagine e pagine dedicate alla “cricca” delle grandi opere e, ultimissimamente, alla pochade del ministro dei misteri, Aldo Brancher.
Proprio quest’ultima vicenda è la più indicativa dello scopo perseguito dal Corrierone dei poteri forti, sempre impuniti, e sempre in grado di lucrare ad ogni sommovimento degli equilibri politici del Paese.
I retroscena rivelati, dagli umori del presidente della Repubblica, Napolitano al ruolo dei “padrini” Tremonti e Calderoli, allo “smarcamento” di Bossi, sono funzionali a creare un clima da tutti contro tutti e, data la mancanza di alternative per lo stato comatoso del centrosinistra, alla implosione del sistema.
Naturalmente non stiamo accusando il Corriere di riportare le notizie. Stiamo semplicemente rilevando che il giornale di Via Solferino si decide a pubblicare oggi ciò che avrebbe potuto tranquillamente pubblicare, negli stessi modi e con gli stessi toni, in questi ultimi quindici anni.
Il Paese non avrebbe perso tanto tempo.
E stiamo rilevando una cosa ancora più importante: il rischio che il sistema imploda in una situazione confusa senza che si possano prevedere sbocchi alla crisi. E’ ciò che dobbiamo evitare e che potrebbe essere evitato mettendo assieme tanti piccoli partiti e associazioni, soprattutto di matrice laica e riformista, che attualmente non hanno ruolo. Non saranno i compromessi o le operazioni di mediocre accattonaggio di presenze parlamentari a restituire dignità e funzione. La via è un’altra, quella della dignità e dell’orgoglio di ciò che si rappresenta. Che almeno le macerie non ci caschino addosso!
Nicola Cariglia

“La via è un’altra, quella della dignità e dell’orgoglio di ciò che si rappresenta”.
Appunto ! Sinchè non crolla il “sistema” di cricca o di casta messo in piedi anno dopo anno ( mi era scappata una battuta per “masso”,e questo si rivela purtroppo!) ,inutile parlar di personaggi o di schieramenti : anche cambiando i suonatori , è la musica che andrebbe variata…
Ma a questi chiari di luna ,con il “sistema di potere” attuale , e conseguentemente il concerto e l’ intesa d’intenti tra “riformatori ” e “difensori” della nostra povera Costituzione Repubblicana (applicata solo ad usum delphini ) ,in questa “democrazia” plebiscitaria, ritengo molto difficile spostar il “masso” che ci opprime. Si chiami Berlusconi ,od “il trota” o Bersani ,o “giustiziere”-Di Pietro ,non è un leader (alla bolognese ) che manca alla politica italiana , ma un vero e proprio “messia” politico ,che riporti all’osservanza delle regole e dello spirito della democrazia .. Hai detto “stecco” !
Beh, usando correttamente un paio di antenne normalissime, se si vuole, si percepisce ciò che accade.
Il Corriere ha messo le mani avanti, dimostrando di saper fare il suo mestiere ( dire coda di paglia sarebbe banale e sbagliato: fanno il loro lavoro senza andare per il sottile e senza imbarazzi).
Ora, per noi il problema è uno solo. Abbiamo capito cosa sta accadendo. Dobbiamo solo capire cosa fare. Semplice, no?
Accidenti, Nicola, che tempismo! Non avevo ancora finito di leggerti che Gian Antonio Stella ti aveva già risposto sul Corriere. E che dire? Risposta preventiva che non spiega nulla.
Dopo tangentopoli abbiamo in Parlamento soggetti, che hanno condanne per mafia. I capi di imputazione inviati a Bettino Craxi non hanno mai fatto riferimento a fattispecie del genere, eppure il sistema compresa stampa e televisioni tutti i giorni uscivano con titoloni. Oggi che ci sono delle condanne per mafia non succede la stessa cosa. Nessu partito salta, la lega non mostra il cappio, ma i cittadini da soli cominciano a prendere le distanze, a noi e soprattutto a Pensalibero tocca il ruolo di eroe.
Se puoi Nicola allega a questo articolo la lettera testamento del deputato Moroni, sono passati tanti anni dalla tragedia, ma il messaggio rimane di grande attualita.