Pieraldo Ciucchi, capogruppo al consiglio regionale e segretario dello SDI della Toscana, ha replicato sul Giornale all’articolo di Pensalibero intitolato “Il complesso dei parenti poveri” con il quale avevamo denunciato la tendenza dei partiti della diaspora laico-socialista, sull’uno e sull’altro fronte, a cercare ognuno per proprio conto la risposta alle esigenze della sopravvivenza.
In certi casi, soprattutto coloro che hanno trattato con Berlusconi, ma non solo, facendosi abbindolare da lusinghe; e illusi di essere maggiormente considerati rispetto ai gruppi dirigenti delle altre formazioni appartenenti alla stessa matrice culturale e politica.
Da qui quello che abbiamo definito il “complesso dei parenti poveri”.
Alla Rosa nel Pugno, peraltro, avevamo dato atto volentieri di un comportamento maggiormente dignitoso perché i propri parlamentari se li eleggerà da sola: senza ricorrere a quello che viene definito, goffamente, diritto di tribuna e che più realisticamente dovrebbe chiamarsi sospensione se non rinuncia alla propria autonomia.
Pensiamo però che il complesso dei “parenti poveri” abbia condizionato anche Pannella e Boselli, inducendoli a limitare a SDI e Radicali l’operazione Rosa nel Pugno; e maliziosamente crediamo anche che la limitazione sia stata nei fatti imposta dal leader radicale.
Sostiene Ciucchi che ciò non è vero perché a Fiuggi, dove si era aperto il cantiere per costruire la Rosa, erano intervenuti sia Craxi, sia De Michelis, ai quali era stato offerto il biglietto d’ingresso.
Conosciamo Ciucchi da molto tempo. E sappiamo che è persona che crede alla necessità di creare un forte partito nel quale possano confluire le varie formazioni laico-socialiste nate dalla diaspora e aperto ad altre esperienze. E ci piace il confronto che egli ha impostato in maniera civile e pacata.
Ci limitiamo a replicargli che la situazione è sotto gli occhi di tutti: Bobo Craxi che si fa usare in funzione anti- Rosa, all’interno dell’Unione; De Michelis che unisce il Nuovo PSI alla DC per esigenze di quorum; liberali, radicali dissenzienti e repubblicani in fila col cappello in mano e separatamente da Berlusconi; il rinato PSDI che si accorda con i DS alla Camera e gioca da solo al Senato.
Sinceramente vorremmo che nonostante questo spezzatino tutti, ovunque collocati, avessero successo. Ma sappiamo anche che in tal caso le posizioni acquisite diventeranno un formidabile ostacolo alla ripresa di un processo unitario.
Per questo abbiamo preannunciato una iniziativa “dal basso” dopo le elezioni che sia di stimolo affinché ciascuno non si chiuda nel proprio “particulare”.
Uomini come Pieraldo Ciucchi potranno fare molto, se lo vorranno.
Nicola Cariglia

Condivido parechio l’impostazione del gruppo 101, anche se la comune impostazione politico-ideologica non significa una comune politica. Già l’area liberale, ad esempio, (tagliando gli estremi radicaldemocratici e anarco-individualisti e non approfondendo la pregevolissima sintesi liberal-socialista) ha vari filoni: liberaldemocratici, social-liberali, liberal-radicali, liberal-moderati e liberal-liberisti (ugualmente liberali, ugualmente dignitosi, ma non ugualmente orientati nelle concrete scelte politico-amministrative); analogamente si può dire del socialismo democratico che va da posizioni di forte peculiarità socialista a posizioni generiche di democrazia sociale affine alle forme di conservatorismo aperto al sociale (non marcatamente liberista e piuttosto neo-keynesiano) ed agli influssi della dottrina sociale cattolicheggiante.
Ma il momento politico (?) attuale ha ben altre problematiche e ben altre esigenze, quindi condivido. Qui siamo in una fase “terribile” della “politica” e necessita preservare e rendere influenti posizioni che altrimenti sono assenti, ininfluenti, invisibili o succubi degli schieramenti personalpolitici attuali tutti improntanti al “pragmatismo” che è quanto più vicino ci possa essere al conformismo ed alla non Politica.
Prova nè è il ridicolo parlare continuo, a vanvera e sloganistico di “valori cristiani” cui tutti si inchinano con vuota ritualità e sorridendo al sol pensiero di quanto voti porti una simile affermazione del tutto fine a se stessa. Non parlo da liberale, la cui opzione per una società aperta porta ad essere laico e laicista e la cui opzione antiautoritarismi porta ad essere aticlericale, ma mi pongo nell’ottica del cittadino di opinione cattolica che a tali proclami reclamistici e vuoti dovrenne rispondere con una sonora risata, se non direttamente come avrebbe fatto Totò.
Unità dei laici, dei liberali dei democratici e dei socialisti, per contrastare il neomedievalismo che ci vuole sudditi e schierati e per preservare il diritto alla Politica fatta da Cittadini.
Certo, senza perdere tempo,caro Abbate….ma neppure poltrone personali ! Il rinnovamento e la riunificazione si basa tutto ( e soprattutto per uno come il Ciucchi , ) sul mantenimento della propria poltrona……..vengano pure altri,ma il padrone sono io e sia benvenuto solo chi si accoda con disciplina !! Se altri mammasantissima non hanno aderito (giusta la brutale annotazione di Canzi) ,non è certo un fatto strano ! Del resto ,le riunioni ,le rappacificazioni “di vertice” sono così ,nessun mistero né stupore .Vogliono proprio questo tutti i sostenitori(caudatari) di questo o di quest’altro ,l’un contro l’altro armati ,mentre parlano di pace (una pax romana ,naturalmente)! Vedremo quale sedicente “big” accetterà l’ipotesi di una rifondazione dal basso ,basata sulle idee comuni più che sulle posizioni èlitarie ………in queste difficoltà di rapporti io vedo solo molta conservazione !Conservazione che ,per quel che mi si dice , non è di sinistra………….nelle favole !
Concordo sostanzialmente con l’analisi, permettendomi di rilevare che al PSDI si è voluto negare ogni spazio politico e mediatico. Pertanto quella dei socialisti democratici è stata una scelta obbligata, non dovuta a mancanza di volontà o mero opportunismo. Spero che in un futuro non remoto i socialisti italiani cessino di disonorare il loro appellativo. In caso contrario, come più volte ripetuto, mi tirerò da parte per questione di dignità personale.
CON TUTTI QUESTI SEDICENTI SOCIALISTI SARA’ DIFFICILE RICOSTITUIRE UN MOVIMENTO GLORIOSO DI UOMINI PROBI E GENEROSI CHE HANNO SPESO LA LORO VITA
PER IL MIGLIORAMENTO DEGLI OPPRESSI.
LA DIASPORA NON E’ ALTRO CHE LA RICERCA DI UNA SISTEMAZIONE PERSONALE.
Caro Nicola, sottoscrivo in pieno. Non resta che aspettare l’11 aprile, per il 9 e il 10 le speranze sono davvero poche. Oltretutto, lo spettacolo offerto proprio oggi – giorno in cui scadeva la presentazione delle liste – è avvilente.
Un cordiale saluto
Paolo Vannini
Faccio una modestissima proposta: troviamo quattro cinque persone, autorevoli, che siano i garanti di un appuntamento. Dopo le elezioni una riunione nazionale per mettere assieme tutti i laici di buona volontà, disposti a dar vita ad un unico partito laico socialista. Senza PERDERE TEMPO.