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Cervelli in affitto

Gli studenti vogliono studentati pubblici. Non realizzando che gli unici posti dove questi si possano costruire sono i paesi di provincia da cui vogliono scappare. Chiedono soldi per gli affitti. Non realizzando che questo farebbe aumentare ancora di più i prezzi. Chiedono di avere alloggi vicino alle università. Non realizzando che (almeno quelle di Milano) sono tutte in zone dove lo sviluppo urbanistico può avvenire solo in verticale.

di Luca Rampazzo | 12 Maggio 2023
Tende di fronte alla Sapienza per protestare contro il caro affitti — Fonte: photo-courtesy

Quando gli studenti di sinistra protestano contro qualcosa, di norma, ci si possono aspettare tre cose: ideologia, fraintendimenti e abissi di ignoranza economica. Sta succedendo puntualmente con gli affitti. Guardate, la cosa purtroppo, nei mari di complessità in cui amiamo tuffarci, spicca come un’isola di semplicità.

Siccome qualcuno si è convinto che stessimo consumando troppo suolo, ha anche deciso che costruire a Milano, Roma e Firenze fosse sbagliato. Questo ha strozzato l’offerta e frustrato chi doveva vivere in affitto. Non dimentichiamo, peraltro, che chi può compra e che non tutte le zone vanno bene per gli studenti. La somma di questi fattori ha reso delle zone letteralmente d’oro (si veda Città Studi) e ha fatto schizzare i prezzi.

Gli studenti vogliono studentati pubblici. Non realizzando che gli unici posti dove questi si possano costruire sono i paesi di provincia da cui vogliono scappare. Chiedono soldi per gli affitti. Non realizzando che questo farebbe aumentare ancora di più i prezzi. Chiedono di avere alloggi vicino alle università. Non realizzando che (almeno quelle di Milano) sono tutte in zone dove lo sviluppo urbanistico può avvenire solo in verticale. E la sinistra odia la verticalità e la rigenerazione urbana.

Quindi? Quindi Milano, almeno, ma credo anche FIrenze, sta rischiando di fare la fine di Venezia. Faranno il deserto e lo chiameranno “Turismo, il nostro petrolio”. L’unica speranza è che si torni a costruire dove la gente intende vivere. Ah, per la cronaca, tra una tenda e una trasmissione tv nessuno ha osato ricordare che a Milano la sinistra sta aumentando i costi di trasporto da 15 anni, rendendo il vivere lontano dalle Università sempre più costoso.

Insomma, il problema c’è, le soluzioni la sinistra le ha, ma, come sempre accade, sono sbagliate.

Luca Rampazzo 

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, costi, firenze, milano, roma, soldi, speranza, studenti, sviluppo

Info Luca Rampazzo

Luca Rampazzo, giornalista, laureato in giurisprudenza, è un imprenditore digitale, AD e cofounder di Leotech, libero professionista nel settore della comunicazione, copywrighter, commerciale e addetto stampa. Editorialista di “Milano Post” e “PensaLibero.it”. Nel tempo libero appassionato di politica e di cultura economica. Tutelato dal WWF in quanto liberista e conservatore, sogna un giorno di poter uscire dalla riserva in cui viene protetto in questo paese dove il liberismo viene trattato gratuitamente dal SSN.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Dr Anvilon

    13 Maggio 2023 alle 06:57

    “… il problema c’è, le soluzioni la sinistra (?) le ha, ma, come – ormai – sempre accade, sono sbagliate”.
    > Non realizzando che l’orizzontalità non esiste nemmeno sulla superficie terrestre, marittima compresa.
    > L’altra verità concorrente è che i giovani vogliono lasciare, con le motivazioni universitarie, la cui offerta formativa non sarebbe soddisfatta in loco (?, proprio ora che impera la telematica a distanza), i nidi familiari per realizzare i loro sogni di vita nova.

    Rispondi

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