Dico no al ddl Zan non perché sono omo trans fobica ma perché non lo sono e amo e rispetto tutti i miei simili. Di qualsiasi genere. Dunque uguali.
“Uguaglianza (o eguaglianza) Condizione di cose o persone che siano tra loro identiche, o abbiano le stesse qualità, gli stessi attributi in ordine a determinate relazioni. In particolare, condizione per cui più persone o collettività hanno diritto a essere considerate tutte alla stessa stregua, cioè pari, soprattutto nei diritti politici, sociali ed economici”.Treccani.
Non vogliono essere censurati, ma vogliono censurare tutti quelli che non la pensano come loro. Due pesi e due misure. Come sempre sono assi per questo. Cosa non farebbero per mettersi in mostra. Tutto e il suo contrario
Ciascuno di noi prima di appartenere a una eventuale categoria è una persona. La sinistra predica da sempre l’uguaglianza, ma evidentemente non ha ben chiaro che cosa sia. Non tutta la sinistra, beninteso. Perchè, a mio avviso, esiste anche una sinistra illuminata.
Sarei oltremodo contraria a tutti i provvedimenti che prevedano aggravanti pena, sia per per questioni sessuali o di relazione. E comunque le aggravanti sono già previste. Uccidere un uomo è gravissimo, perché dovrebbe essere considerato più grave uccidere una donna? Gli eccessi vanno comunque puniti, sempre, specie se violenti. In varie gradazioni già previste.
La Costituzione difende e protegge tutti. Secondo la mia opinione opinabilissima, non abbiamo bisogno di decretini inutili che sottolineano le differenze esistenti solo per chi non considera le persone come aventi già gli stessi diritti. Ormai sanciti.
La Costituzione viene tirata fuori solo quando fa comodo. Un’amica mi fa presente che il fondamentale articolo 3, che basterebbe da solo a condannare ogni discriminazione,sembra non essere considerato, per esempio, quando viene indetto un concorso per medici ospedalieri escludendo esplicitamente gli obiettori di coscienza. In Toscana è successo. Pare.
Il ddl Zan sostiene la convinzione di poter combattere ogni ingiustizia e ogni male sociale con il diritto penale.
“Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”. Il ddl Zan: una parte opportuna e necessaria di politiche attive, una inopportuna e controproducente di natura penale. La strumentalizzazione politica non aiuta mai una discussione razionale sul diritto penale. Meritoria e necessaria, composta da una serie di proposte di sensibilizzazione, monitoraggio e di prevenzione che chiamano in causa anche il ruolo attivo delle amministrazioni locali e della Scuola “tra cui l’Istituzione della Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere, per misurare anche le opinioni, le discriminazioni e la violenza subite e le caratteristiche dei soggetti più esposti al rischio”.
A proposito di scuola sono rimasta basita per il comportamento di una maestra elementare in un aneddoto che mi ha ancor piu convinta dell’inopportunità dell’inserimento della teoria gender non va introdotta nelle scuole.
Un maschietto, nato tale, ha chiesto a costei di poter usare giocattoli maschili. La maestra ha negato sottolineando: “Ancora non sai se sei maschio o femmina. Quando sarai grande deciderai”. Il piccolo è rimasto un po’ scosso.
Esattamente quel che sostiene, riguardo al figlio di circa un mese, un sedicente artista che fino a ieri ha detto qualunque schifezza nei confronti di omosessuali e donne, e forse con altre categorie, siddette. Con tutte le parolacce possibili contro signore note citando nomi e cognomi. Termini che non posso ripetere in questa sede. Con tutto ciò oggi il furbastro chiede venia dicendo che lui è nato ignorante fra ignoranti e nessuno, da giovane, gli ha mai insegnato la buona creanza e il bon ton. Che naturalmente, secondo lui, avrebbe finalmente imparato.
Non vogliono essere censurati, ma vogliono censurare tutti quelli che non la pensano come loro. Due pesi e due misure. Come sempre sono assi per questo. Cosa non farebbero per mettersi in mostra. Tutto e il suo contrarionalmente
Dunque il suddetto artista dovrebbe essere d’accordo sul fatto che le risorse da attivare, per un serio cambio di prospettiva, sono di tipo educativo, formativo, culturale e sociale e che Il diritto penale, appunto, è una risorsa scarsa.
Non le sanzioni e il tintinnar di manette dunque, ma la cultura e l’istruzione.
David Romoli su il Riformista , “assicura poi la piena libertà di esprimere opinioni ‘purché non idonee’ a determinare il pericolo (concreto) di conseguenti atti violenti. Formula, difficile negarlo, a maglie tanto larghe da rendere arduo determinare una casistica tanto precisa da escludere il reato d’opinione. Del resto la ratio delle leggi moltiplicatesi nell’ultimo decennio è proprio quella di ‘rieducare’ a colpi di divieti e sanzioni, di intervenire sulle mentalità prima e più che non sugli atti. Con una missione non confessata ma neppure troppo nascosta simile: tracciare un confine preciso che metta al riparo dal reato d’opinione è semplicemente impossibile”. Inoltre, questa clausola di esclusione della punibilità appare come una sorta di excusatio non petita del legislatore, che probabilmente avverte il pericolo che l’incriminazione possa svolgere un effetto di sovraestensione rispetto a condotte non solo penalmente irrilevanti, ma addirittura capaci di colpire l’esercizio di un diritto costituzionalmente garantito, rischiando così di incorrere nel cosiddetto “chilling effect”, e cioè nell’effetto dissuasivo che potrebbe impedire l’esercizio di un proprio diritto nel timore che da ciò possa scaturire una sanzione”.
Carla Ceretelli

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