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Cerca tartufi e salva ponti

La superstrada più importante d’Italia strozzata a cavallo tra Toscana e Romagna tra le province di Arezzo e Forlì-Cesena

di Fabrizio Binacchi | 20 Gennaio 2019

E’ stato un cercatore di tartufi, poliziotto in pensione,  a scoprire che il viadotto Puleto sull’E45 a cavallo tra Romagna e Toscana si stava sbriciolando e (forse) rischiava di crollare come il ponte Morandi di Genova.

Cesena Orte la superstrada -non autostrada-  più lunga e più importante d’Italia viene chiusa. Strozzata a cavallo tra Romagna e Toscana tra le province di Arezzo e Forlì-Cesena. Un blocco per il traffico interregionale e nazionale, parallelo all’Autosole e all’Autoadriatica, un dramma quotidiano per le popolazioni e i paesi delle valli perché quella è per molti l’unica via di comunicazione.  Come stringere un nodo nel cuore della circolazione locale e a quella parallela della Firenze-Bologna.

Meno male che il cercatore di tartufi non ha guardato solo in terra e non ha annusato solo il terreno ma ha guardato in alto e ha annusato l’odore del calcestruzzo e del manufatto che stava cadendo, degli spigoli di ponte che si stavano squagliando. La verifica del ponte era scattata dopo la frana della piazzola di sosta a Pieve Santo Stefano. Pezzi di asfalto verso la valle, crepe vistose e  fossi al posto delle banchine.

Un ex poliziotto, che fa il cercatore di tartufi e lì è una bella zona,  segnalò l’usura del cemento e si vedeva il ferro spuntare dal cemento armato. Sopralluoghi, accertamenti, evidente cattivo stato della infrastruttura e quindi provvedimento di chiusura per pericolo crollo. Quanti ponti sono come il viadotto Puleto?

Non ci avevano detto, subito dopo il ponte crollato a Lecco e poi dopo il ponte crollato a Genova, che sarebbe partita l’indagine a tappeto per la verifica della stabilità dei ponti e dei viadotti?  Qui ci ha salvato (forse) un cercatore di tartufi.  Troppi camion, troppo traffico, strutture logorate. Il magistrato ha detto stop.  La E45 è tutta una viadotto o quasi. Io l’ho fatta parecchie volte, in direzione sud e in direzione nord. Dire che è una strada comoda e rilassante è dire una cosa ardita. La E45 è sotto i riflettori da tempo. C’è un problema di rischio e c’è un problema di collegamento obbligatorio e di circolazione dei cittadini di quella zona.

Ma c’è un problema di prevenzione e di controllo. Anche la vicina statale Tiberina è stata sequestrata eppure  le auto necessitate passano ugualmente.

La magistratura ha fatto il suo dovere in base agli atti che ha avuto a disposizione, cioè la chiusura. L’Anas proprietaria della strada dice ma stavamo facendo i lavori e la chiusura rischia di essere una provvedimento esagerato.

Dove sta la verità? Difficile dirlo soprattutto a pochi mesi dal crollo del viadotto Morandi a Genova. La verità è che siamo in ritardo e che per mettere in sicurezza piloni e viadotti vecchi di 50 anni non bisognerebbe aspettare che passino 50 anni visto che sappiamo ormai tutti che fine fa il calcestruzzo attorno a quell’età.

Meglio chiudere una strada per un mese e avere disagi di traffico che piangere morti per speranze di lavori che non hanno dato l’esito pensato.

Viadotto che vai pericolo che rischi? Probabile, non è detto. Ma una bella controllata a tutti i ponti sospetti e con segnali di pericolo non sarebbe male. Abbiamo scoperto che con i tecnici ci possono aiutare i cercatori di tartufo. A proposito di professioni da tutelare. E da valorizzare

Fabrizio Binacchi

Pubblicato in : CornerBlog, EditorialeTag: anni, arezzo, bologna, disposizione, firenze, genova, magistratura, pensione, toscana

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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