E’ stato un cercatore di tartufi, poliziotto in pensione, a scoprire che il viadotto Puleto sull’E45 a cavallo tra Romagna e Toscana si stava sbriciolando e (forse) rischiava di crollare come il ponte Morandi di Genova.
Cesena Orte la superstrada -non autostrada- più lunga e più importante d’Italia viene chiusa. Strozzata a cavallo tra Romagna e Toscana tra le province di Arezzo e Forlì-Cesena. Un blocco per il traffico interregionale e nazionale, parallelo all’Autosole e all’Autoadriatica, un dramma quotidiano per le popolazioni e i paesi delle valli perché quella è per molti l’unica via di comunicazione. Come stringere un nodo nel cuore della circolazione locale e a quella parallela della Firenze-Bologna.
Meno male che il cercatore di tartufi non ha guardato solo in terra e non ha annusato solo il terreno ma ha guardato in alto e ha annusato l’odore del calcestruzzo e del manufatto che stava cadendo, degli spigoli di ponte che si stavano squagliando. La verifica del ponte era scattata dopo la frana della piazzola di sosta a Pieve Santo Stefano. Pezzi di asfalto verso la valle, crepe vistose e fossi al posto delle banchine.
Un ex poliziotto, che fa il cercatore di tartufi e lì è una bella zona, segnalò l’usura del cemento e si vedeva il ferro spuntare dal cemento armato. Sopralluoghi, accertamenti, evidente cattivo stato della infrastruttura e quindi provvedimento di chiusura per pericolo crollo. Quanti ponti sono come il viadotto Puleto?
Non ci avevano detto, subito dopo il ponte crollato a Lecco e poi dopo il ponte crollato a Genova, che sarebbe partita l’indagine a tappeto per la verifica della stabilità dei ponti e dei viadotti? Qui ci ha salvato (forse) un cercatore di tartufi. Troppi camion, troppo traffico, strutture logorate. Il magistrato ha detto stop. La E45 è tutta una viadotto o quasi. Io l’ho fatta parecchie volte, in direzione sud e in direzione nord. Dire che è una strada comoda e rilassante è dire una cosa ardita. La E45 è sotto i riflettori da tempo. C’è un problema di rischio e c’è un problema di collegamento obbligatorio e di circolazione dei cittadini di quella zona.
Ma c’è un problema di prevenzione e di controllo. Anche la vicina statale Tiberina è stata sequestrata eppure le auto necessitate passano ugualmente.
La magistratura ha fatto il suo dovere in base agli atti che ha avuto a disposizione, cioè la chiusura. L’Anas proprietaria della strada dice ma stavamo facendo i lavori e la chiusura rischia di essere una provvedimento esagerato.
Dove sta la verità? Difficile dirlo soprattutto a pochi mesi dal crollo del viadotto Morandi a Genova. La verità è che siamo in ritardo e che per mettere in sicurezza piloni e viadotti vecchi di 50 anni non bisognerebbe aspettare che passino 50 anni visto che sappiamo ormai tutti che fine fa il calcestruzzo attorno a quell’età.
Meglio chiudere una strada per un mese e avere disagi di traffico che piangere morti per speranze di lavori che non hanno dato l’esito pensato.
Viadotto che vai pericolo che rischi? Probabile, non è detto. Ma una bella controllata a tutti i ponti sospetti e con segnali di pericolo non sarebbe male. Abbiamo scoperto che con i tecnici ci possono aiutare i cercatori di tartufo. A proposito di professioni da tutelare. E da valorizzare
Fabrizio Binacchi

Lascia un commento