Sta diventando un’abitudine. Ormai ogni due o tre fine settimana c’è una manifestazione di piazza contro il governo. Niente di strano, potrebbe dire qualcuno. In fondo le opinioni diverse sono il sale della democrazia e, fra gli strumenti dell’opposizione, c’è anche quello di protestare al di fuori delle aule parlamentari. Tutto vero. Solo che le manifestazioni non le fa il centrodestra. A dissentire in modo così plateale dalle scelte dell’esecutivo è l’elettorato di centrosinistra. Ieri a Vicenza, per una questione di politica estera, ora a Roma, per la mancanza di coraggio di Prodi in tema di diritti civili, leggi Pacs o Dico che dir si voglia. Fra due o tre settimane, ci sarà un’altra occasione. Sono tutti impazziti? Francamente non crediamo. Quella delle manifestazioni di piazza organizzate dai propri sostenitori è, per l’Unione, una mossa quasi obbligata. E’ infatti la diretta conseguenza della natura bicefala di questa maggioranza, per un verso di lotta per un altro di governo. Guidare un paese non è come stare all’opposizione. Ci sono delle responsabilità, ci sono cose che non si possono fare. Come riuscire allora a non scontentare troppo le frange più estreme? Semplice, facendole manifestare. Qualche corteo, qualche slogan e la coscienza è salva. Cosa volete che sia qualche protesta per chi ha addirittura teorizzato le maggioranze variabili? L’importante è restare al governo il più possibile e a qualunque costo.
Centrosinistra in piazza contro se stesso
È l’ultima trovata dell’Unione per salvare le poltrone e non perdere l’anima

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