“Il rapporto Medico paziente non è una questione di numeri ma di stima, di fiducia, di professionalità. Pensare di migliorare questo specifico e particolare rapporto con una operazione algebrica è decisamente illusoria e va contro il diritto costituzione della libertà individuale di scelta del proprio medico curante. Una libertà inalienabile che Forza Italia intende in ogni modo garantire e promuovere.” Così la Consigliera Regionale di Forza Italia e Vicepresidente della Commissione ‘Sanità’ Anna Maria Celesti nel suo intervento in Aula sulla mozione che invitava la Regione a ripensare l’accordo regionale con i Medici di medicina generale. Accordo che, tra l’altro, prevede l’innalzamento del numero ottimale da 1000 a 1200 pazienti per medico e l’impossibilità di più medici di operare in zone cosiddette ‘carenti’ con ambiti inferiori ai 40.000 abitanti.
“Uno stesso provvedimento assunto dalla Regione Calabria è stato dichiarato illegittimo dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Ma al di là delle questioni legali – continua Celesti – occorre affrontare a 360 gradi quale ruolo debba avere il cittadino-paziente all’interno del Sistema Sanitario Toscano e come il rapporto di fiducia con il medico di famiglia possa divenire l’elemento portante di questo Sistema.”
“Il Rapporto medico-paziente – sottolinea la Vicepresidente azzurra – sta oggi vivendo una fase di profondo cambiamento legata a fattori molteplici come l’invecchiamento della popolazione ed il relativo incremento delle malattie croniche, la maggiore richiesta di prevenzione e la tendenza alla riduzione dei tempi di ricovero con un maggior ricorso alle strutture territoriali per la fase post-ospedaliera.”
“Tutto ciò comporta un mutamento organizzativo ma prima di tutto culturale nel quale il medico di famiglia, per la competenza professionale e le capacità psico-relazionali, diviene l’elemento fondamentale della salute e della sanità a livello territoriale. È sulla base di queste premesse – conclude Anna Maria Celesti – che bisogna affrontare qualunque cambiamento compreso quello numerico, nel rispetto della professionalità dei medici, delle norme sulla leale concorrenza tra professionisti ma, soprattutto, della libertà di ogni cittadino di scegliersi il proprio medico personale.”

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