Su proposta della Consigliera Regionale Anna Maria Celesti, Vicepresidente della Commissione Sanità, che nella precedente legislatura aveva richiesto e ottenuto un’indagine conoscitiva sull’organizzazione dei servizi di tutela di salute mentale in Toscana ed approvata all’unanimità dall’aula consiliare, continua l’iter previsto attraverso un’analisi dettagliata dell’organizzazione dei servizi, così come definiti dal Piano Sanitario Regionale e dalle linee di indirizzo dettate dalla Giunta Regionale.
“Questa richiesta – esordisce la consigliera Celesti – nasce dall’esigenza di avere una descrizione attenta e minuziosa della dimensione e tipologia del bisogno legato ai disturbi mentali e della risposta offerta dei servizi pubblici per soddisfare tale bisogno.
Inoltre – continua la consigliera azzurra – è importante analizzare alcuni aspetti relativi alla modalità di presa in carico dei pazienti ed un indagine più approfondita sull’organizzazione dei servizi di salute mentale.
È necessario coinvolgere il territorio in continuità con le rivelazioni già poste in essere attraverso una stretta collaborazione con le associazioni dei familiari, di volontariato, dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e degli altri servizi sanitari e sociali; ma fondamentale resta il sostegno alle famiglie con l’istituzione di servizi di ascolto e di informazione tenendo sempre presente che l’assistenza e ‘aiuto alle famiglie è momento fondamentale del percorso assistenziale.
Questa indagine – precisa Anna Maria Celesti – è nata per l’esigenza di verificare il fenomeno del disagio mentale sulla base di dati epidemiologici certi, valutando al contempo la congruità dell’assetto dei servizi alla luce dei bisogni accertati e mantenendo così l’impegno assunto di continuare ad occuparci di queste tematiche anche nella nuova legislatura.
Ciò è ancora più evidente – conclude il Vicepresidente della Commissione sanità –, in quanto si assiste ad un crescita di domanda in questo settore che rivela come la promozione della salute mentale debba essere svolta nell’intero ciclo della vita, a partire dall’infanzia passando per l’adolescenza (una delle fasi più critiche) fino all’età adulta.
La prevenzione primaria e secondaria dei disturbi mentali deve essere rivolta alla popolazione più esposta a fattori di rischio attraverso l’individuazione precoce delle situazioni di malessere sociale e di disagio psichico”.
Marco Bigozzi Ufficio Stampa FI in Regione

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