Il primo effetto della sonora sconfitta nella Casa delle Libertà è che Berlusconi non è più un tabù, né l’uomo della Provvidenza. Dentro e fuori Forza Italia ormai ha diritto di cittadinanza l’idea che si possa, anzi che sarebbe l’ora di, fare a meno di Lui.
Ha dato il via, la sera stessa dei risultati, il presidente di AN e vicepresidente del consiglio, Gianfranco Fini. Lo ha detto brutalmente per l’UDC Bruno Tabacci, e allusivamente l’altro vicepresidente, Marco Follini.
Insomma, lo vedono logorato in molti e altrettanti pensano che sarebbe meglio passasse la mano.
Una ipotesi, però, cui pensa anche Berlusconi. Che potrebbe prendere in contropiede (sua specialità) gli amici-avversari. “Se me li fanno girare, ci metto Letta” avrebbe detto il Presidente del Consiglio, alludendo a “quei due”.
E’ certo che la Casa, così non va. Troppi litigi e, soprattutto, troppe fughe. C’è una pericolosa aria di squagliamento. Bruciata, per le troppe incertezze, astuzie e divisioni, la via maestra della riforma elettorale (nel proporzionale i partiti della CdL vanno assai meglio che nel proporzionale), Berlusconi tenterà qualche mossa ad effetto. Ma, soprattutto, proverà a fare come gli avversari dell’Unione: assemblare di tutto e di più. Ci proverà con Pannella, con la Mussolini, con la neorisorta DC e chi più ne ha più ne metta. Non tollererà più, ora che è giunto all’ultima spiaggia, i veti di Fini e di Follini. E’ l’unica via. A meno che Fini e Follini, che sono più giovani di Berlusconi, non abbiano già dato per persa la partita del 2006. In tal caso faranno i duri anche loro. E arrivederci al 2011.
CdL: BERLUSCONI NON E’ PIU’ UN TABU’
Dentro e fuori Forza Italia ormai ha diritto di cittadinanza l’idea che si possa, anzi che sarebbe l’ora di, fare a meno di Lui. Berlusconi tenterà qualche mossa ad effetto. Ma, soprattutto, proverà a fare come gli avversari dell’Unione.

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