Raffaella Paita e Vincenzo De Luca, candidati PD alla presidenza di Liguria e Veneto hanno qualche problema con la giustizia: la prima “avvisata” per l’alluvione dello scorso anno (era assessore alla Protezione Civile), il secondo condannato in primo grado per abuso di ufficio, nella veste di sindaco di Salerno. Si è aperto un dibattito circa la opportunità della loro candidatura. Ma ha prevalso finalmente e giustamente, la ispirazione del nuovo corso del PD in materia di rapporto tra giustizia e politica. Quest’ultima non deve farsi dettare l’agenda dalla prima. Tanto Paita quanto de Luca hanno vinto le primarie ed il voto degli elettori deve essere rispettato.
Quattro sottosegretari si trovano al governo pur avendo anche loro problemi dello stesso genere. A Renzi è stato chiesto di sostituirli in nome di quanto avvenuto in casi analoghi o, addirittura, anche senza che fosse intervenuta una condanna e nemmeno un avviso di garanzia ma per semplici intercettazioni telefoniche senza rilievo penale. I quattro sottosegretari, giustamente, sono stati mantenuti al loro posto. Il nuovo corso del PD considera sacra la nostra Costituzione, grazie alla quale ogni cittadino è innocente fino a che non sia intervenuta condanna definitiva.
Si intrecciano con queste vicende altre che riguardano esponenti di altri partiti. Ai quali è stato chiesto di mettersi da parte. In nome della trasparenza della politica. O magari per consentire di chiarire meglio la loro posizione. In tutti questi casi il nuovo corso del PD non si discosta dal principio ispiratore della linea del vecchio corso: “cazzi loro…”

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/salerno/cronaca/15_aprile_21/quell-incarico-era-stato-inventato-il-capostaff-de-luca-8f84bca6-e828-11e4-a298-5bf537ea878f.shtml