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CAVALIERE SI DIA UNA REGOLATA !

Se oggi Berlusconi si permette di proporre decreti legge per vanificare la sentenza della Cassazione su Eluana Englaro, e di fronte al giusto diniego del Capo dello Stato, di urlare dai microfoni di tutte le televisioni che vuole una legge in tre giorni, la colpa non è solo sua. E’ di tutti quanti accettano un sistema basato su partiti a vocazione proprietaria e con leggi elettorali che rendono il voto una finzione.
Di Nicola Cariglia

di Nicola Cariglia | 8 Febbraio 2009

La vicenda drammatica e dolorosa di Eluana Englaro non ha fatto affiorare solo la nostra congenita incapacità di affrontare in maniera adeguata temi complessi che investono i principi morali e religiosi delle nostre coscienze.
Grazie alle scalmanate ultime iniziative di Berlusconi ha messo sotto i nostri occhi, con l’ evidenza degli effetti pratici, i pericoli per la democrazia delle tante modifiche alla legge elettorale.
Nella contrapposizione tra il Presidente della Repubblica ed il presidente del Consiglio, quest’ultimo si è fatto forte della sicurezza di poter disporre in ogni caso dell’appoggio incondizionato del Parlamento.
Il combinato disposto dello sbarramento elettorale e dell’abolizione del voto di preferenza, infatti, ha avuto l’effetto micidiale di togliere un contrappeso al potere del Presidente del Consiglio il quale, non dimentichiamolo, ha scelto lui stesso la maggioranza dei componenti delle due Camere, come Veltroni ha designato la sua parte e parimenti, pro quota, hanno agito Bossi, Di Pietro e Casini.
Chi oggi critica Berlusconi senza essersi ieri opposto a questa legge elettorale è in malafede: l’effetto devastante sulla nostra democrazia era evidente ed era stato denunciato. Purtroppo la maggior parte della stampa radiotelevisiva e scritta è legata a forti interessi. E ciò ha contribuito in maniera determinante al successo della manovra: che tendeva ad eliminare ogni ostacolo, anche minimo, all’interccio affari – politica, portando a compimento un disegno cominciato con le “eroiche” gesta dei magistrati e dei resocontisti dell’epopea di Tangentopoli.
Resta da commentare l’incredibile comportamento di Berlusconi. Non ci siamo mai uniti al coro degli antiberlusconiani a prescindere. E riteniamo una iattura il modo facile come persone e partiti hanno lucrato consensi demonizzando Berlusconi. Ma con la stessa libertà di pensiero usata contro la sua demonizzazionen oggi denunciamo l’insopportabilità della sua mancanza di senso dello Stato e della sua disinvoltura nel dire una cosa e farne un’altra. A cominciare dal primo impegno della sua “discesa in campo”, quello di fare di Forza Italia un partito liberale di massa.
Ma se oggi Berlusconi si permette di proporre decreti legge per vanificare la sentenza della Cassazione su Eluana Englaro, e di fronte al giusto diniego del Capo dello Stato, di urlare dai microfoni di tutte le televisioni che vuole una legge in tre giorni, la colpa non è solo sua. E’ di tutti quanti accettano un sistema basato su partiti a vocazione proprietaria e con leggi elettorali che rendono il voto una finzione. E’ in ragione di ciò che Berlusconi è diventato realmente un uomo solo al comando. Cosa che non era stata consentita (ma soprattutto non lo voleva lui stesso) nemmeno ad Alcide De Gasperi.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Primo piano

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Marzio Siracusa

    14 Febbraio 2009 alle 10:41

    Voglio solo aggiungere che l’art.87 della Carta prevede comunicazioni del Presidente della Republica alle Camere, al Consiglio di Difesa e al Consiglio Superiore della Magitratura, ma non prevede assolutamente lettere al Consiglio dei Ministri durante la sua seduta. Napolitano è “entrato” nel Consiglio dei Ministri dove non deve entrare ma “entrare” solo a seduta conclusa. Così facendo ha prefigurato la coreggenza e quindi il conflitto col Presidente del Consiglio. Questa volta chi ha fatto un passo verso la Repubblica presidenziale senza rendersene conto? M.S.

    Rispondi
  2. Federico Baldini

    13 Febbraio 2009 alle 10:16

    Carissimo Siracusa,
    come spesso le accade lei entra perfettamente nel merito della questione. Concordo anche sulla sua considerazione su PCI e MS ed invece purtroppo in Italia abbiamo avuto il paradosso che gli eredi di questi due partiti oggi diano lezioni e patenti di liberalismo e democrazia a tutti , e che invece molti di coloro che hanno fatto parte dei partiti che hanno difeso libertà e democrazia oggi si siano ritirati a vita privata. Follie di questo strano paese. In merito al testamento biologico io sono per la libertà di scelta: personalmente avendo avuto in famiglia persone in condizioni simili alla Englaro mi sono sempre ripromesso che se capitasse a me non vorrei accanimento terapeutico sul mio corpo nè alimentazione forzata. Anche se vi fosse tra 10 o 20 anni una speranza di cura. Troppa è la sofferenza ed il calvario per i propri cari: alla fine la vita diventa artificiale non solo per il malato ma anche per i famigliari. Ma vorrei che fosse rispettata anche una scelta diversa ovviamente. Non mi piacerebbe solo che vi fosse uno Stato che scegliesse al posto mio in base a principi morali e religiosi che magari non mi appartengono. Comunque sono contento che finalmente anche in Italia la politica dibatta su questi temi che oggi sono di grandissima importanza e forse riportano la politica un po’ più in alto(sempre che non si cada nei fans club dell’eutanasia o nei cori da stadio “assassini, assassini”…).

    Rispondi
  3. Marzio Siracusa

    11 Febbraio 2009 alle 22:02

    Gentile Baldini,
    la questione è quella. Una buona legge sul testamento biologico non sarà mai possibile, perché il nostro ragionare qui e ora non tiene conto di quanto la medicina ci tormenta. Se fra un anno dovessimo avere la strabiliante notizia che è possibile leggere la mappa cerebrale dei comatosi e ricavare un loro discorso e una loro sintassi tali da comunicare, cosa avremmo deciso con Eluana e tutti i casi simili? Non solo, il testamento biologico è reversibile anche per una sopravvivenza a qualsiasi costo, fino all’ultimo capello. Si immagina allora con gli strumenti di oggi e di domani gli ospedali pieni di vecchi intubati, magari centocinquantenni e i bisnipoti che corrono a impiccarsi nel giardino dell’ospedale? E chi potrebbe impedirlo e perché se già oltreoceano miliardari idioti si fanno ibernare in attesa che la medicina possa curure i loro mali? La legge sul testamento biologico è sempre vista come ostacolo all’accanimento terapeutico, come risoluzione in caso di sofferenze intollerabili ecc. Ma può essere capovolta e permettere al soggetto di subire un accanimento terapeutico senza fine pur di sopravvivere in attesa che la medicina approdi alla resurrezione dei morti. Perché questo dovrebbe essere vietato? Il mercato della sanità planetaria non permetterebbe mai di vietarlo. E allora si entra in un territorio sconosciuto in cui il principio regolatore non può essere fornito da una legge e dai suoi aggiornamenti. Nemmeno io vorrei che sul mio corpo ridotto a vegetale ci si accanisse. Ma se qualcuno mi dice ” tra dieci anni da vegetale la medicina ti farà ritornare bimbetto felice”, io che fo? Lei che farebbe? Non prospetto scenari fantascientifici ma follie molto, molto vicine, e ce le meritiamo perché abbiamo bevuto e continuiamo a bere troppe bestialità. Qua non si tratta di credere o non credere, ma di conservare nel decoro la presenza umana per le future generazioni. Su Napolitano poi torno a dire che quanti in politica sbagliano devono sua sponte ritirarsi dalla vita pubblica e se questo non fosse solo un principio ma da sempre una pretesa minima dell’elettore non conculcato, PCI e MSI non sarebbero mai esistiti. Nel momento in cui il politico si pente dei propri errori, si pente nel privato e nel privato deve restare. M.S.

    Rispondi
  4. Federico Baldini

    11 Febbraio 2009 alle 12:41

    Ma carissimo Siracusa perchè la politica ha deciso di intervenire(ed in quel modo..) solo venerdi’ 6 febbraio 2009 quando il problema di vuoto legislativo sussisteva da anni? Io non sono un grande sostenitore della magistratura italiana perchè spesso l’ho trovata in molti suoi elementi faziosa o impreparata, ma mi sembra che in questo caso si sia arrivati ad una sentenza ponderata che non poteva ovviamente non tenere conto della mancanza di normative precise in merito. Io personalmente sono a favore del testamento biologico perchè come vorrei poter decidere dove e come debba essere seppellito, a maggior ragione vorrei che fossero rispettate le mie volontà in tema di cure e alimentazione nel caso non dovessi più essere in grado di intendere e volere. Non mi piacerebbe che sull’onda dell’emotività della vicenda di Eluana Englaro venisse approvvata una legge fatta male ed estremamente restrittiva. Io vorrei che in Italia ognuno potesse essere libero di decidere della propria vita, come della propria morte e di come e se essere curato a seconda delle proprie idee religiose o meno. Il Vaticano giustamente porta avanti le proprie idee(anche se il precedente Papa Giovanni Paolo II fu lasciato libero di “tornare alla casa del Padre” e si smise di accanirsi sul suo corpo oramai morente..) ma penso che anche i laici abbiano il diritto di portare avanti le proprie di idee. Il passato comunista di Napolitano non starei tanto a tirarlo in ballo perchè oggi sono in pochi a poter aver un passato politico di cui non doversi vergognare a destra come a sinistra, anche perchè credo che il suo predecessore Ciampi si sarebbe comportato nello stesso modo. E poi quelle dichiarazioni cialtronesche sulla condizione di Eluana Englaro (vi invito a leggere questo articolo in proposito http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-3496.htm ) da parte dei vari politici cattolici e non, di destra come di sinistra, non so in voi ma in me hanno creato un disgusto tale che mai avrei potuto essere dalla loro parte.

    Rispondi
  5. Marzio Siracusa

    10 Febbraio 2009 alle 23:30

    Tutto vero, ma la sentenza non piace e provoca la tentazione del decreto perché nel merito non è una sentenza ma un giudizio etico culturale ed è tale perché i diversi gradi fino alla Suprema Corte sono stati chiamati a giudicare in assenza di legislazione, richiamandosi a principi generici e a legislazioni estere. Troppo poco. Ne deriva che tutte le sentenze sono viziate da uno sforzo di immaginazione legislativa da parte del giudice, immaginazione a cui il giudice non dovrebbe essere chiamato ma solo a decidere sul rispetto o meno della norma. Invece si tratta di sentenze, e dirle sentenze è già improprio, che elaborano il diritto naturale dello “jus” e non il diritto positivo della “lex”. Ora tali sentenze non dovrebbero nemmeno essere previste e qualsiasi grado di giudizio dovrebbe dichiararsi incapace a decidere se chiamato a decidere nel vuoto legislativo. Al di là degli innegabili tic di Berlusconi la volontà di decretare non è una prevaricazione ma nasce dal fatto che tali sentenze sono solo valutazioni etico culturali, e quindi politiche, che impropriamente assumono la capacità giudiziale di esecuzione. Certo un giudice in assenza di quadro normativo può esprimere la più alta tensione morale, civile e culturale, ma non è più un giudice, è un intellettuale e basta che esercita opinione politiche anche se formulate con l’autorità di sentenze. Poi c’è la responsabilità delle forze politiche che non hanno legiferato, ma temo che in questa materia qualsiasi legge sarà manchevole e forse è bene così. M.S.

    Rispondi
  6. nicola cariglia

    10 Febbraio 2009 alle 21:48

    Caro Marzio,
    non so dare una risposta al tuo interrogativo. Ma di una cosa sono certo: se si fa un decreto o una legge ogni volta che c’è una sentenza che non piace, ci si mette su una brutta strada. Se poi l’iniziativa legtislativa del governo deve essere ratificata o approvata da un Parlamento di nominati, va ancora peggio.
    Berlusconi ha minacciato il licenziamento dei ministri dissenzienti (e questo ci sta). Il problema è quando è in grado di licenziare anche i deputati e senatori. Ovviamente non per colpa solo sua.

    Rispondi
  7. Francesco Mazzeo

    10 Febbraio 2009 alle 20:32

    Quando non ci sono idee la politica diventa un teatro, e’ una logica conseguenza.
    La politica si fa o con i soldi o con le idee.

    Rispondi
  8. Marzio Siracusa

    10 Febbraio 2009 alle 19:23

    D’accordo Nicola, ma una spiegazioncina del retroterra della decisione della Cassazione perché nessuno me la dà? La mia non è una provocazione, io vorrei solo capire come da noi funziona il pateracchio fra vuoto legislativo e le diverse esigenze cattoliche. Perché spero sia chiaro che lo scontro è tra cattolici atei e cattolici credenti, laicismo e clericalismo non c’entrano nulla. In Italia dicono esserci quasi duemila casi Englaro, allora il parente porta i testimoni e testimonia egli stesso che un giorno il soggetto manifestò l’opzione della “dolce morte” e il gioco è fatto. E anche il testamento biologico cosa vuol dire, quando di anno in anno la medicina offre nuove prospettive tecnologiche alla vita e alla morte? Queste valutazioni dovevano muovere Napolitano non un costituzionalismo da esame di Scienze Politiche. Ma dove siamo, ma chi siamo per fare ragionamenti tanto sgangherati? M.S.

    Rispondi
  9. nicola cariglia

    10 Febbraio 2009 alle 19:01

    Ma le avete sentite, dopo la morte di Eluana, le dichiarazioni senza freni e senza senso di alcun i alfieri del centro destra? E l’imbarazzo di alcuni rappresentanti del centro sinistra?
    Non vi sembra, il tutto, una caricatura dei discorsi che si fanno ai bar dello sport?
    Qualcuno ( il prof. Panebianco) ha scritto che sarebbe necessario lasciare una zona grigia nei casi come quello di Eluana Englaro.
    Penso che ci vorrebbe un maggior uso della materia grigia quando si affrontano questi temi. Invece abbiamo assistito a dispute di tifoserie (sopratutto dalla parte più codina).
    Il “bipartitismo” all’italiana funziona così: prendendo a pretesto qualsiasi cosa per fare la voce grossa contro l’avversario. Salvo poi mettersi d’accordo nel retrobottega.

    Rispondi
  10. Marzio Siracusa

    10 Febbraio 2009 alle 08:54

    Attendo ancora che qualcuno mi illumini sull’inquadramento legislativo della decisione della Cassazione. O l’inesistenza dell’inquadramento rende le motivazioni volutamente “pilatesche” e giocate sull’individualismo quale garanzia di libertà”? Quanto alla diatriba tra il “golpista” Berlusconi e il “custode” della Costituzione Napolitano, nella peggiore delle ipotesi il primo pecca di cinismo politico, ma il secondo che fa? La sponda discreta a sobillatori e “operatori di discordie” come Di Pietro e Scalfari? E poi nella Costituzione sta l’art.77, ma sta anche l’art. 76 che si presta a un capovoilgimento interpretativo del primo, grazie alla legittimità della funzione legislativa da parte del Governo “per tempo limitato e oggetti definiti”, tra cui il caso Englaro era quasi esemplare. Da cui deriva che il rifiuto di Napolitano ha un che di capzioso per nulla attinente alla sua funzione. Così ritorna la questione: ammettere che in politica possa darsi il pentimento è stato un grave errore. In politica chi sbaglia deve ritornare nel privato e non farsi più né sentire né vedere. È un grave errore aver dimenticato che quando nel 1957 a Budapest garrotarono Nagy e fucilarono Maleter, Napolitano anziché ritirarsi nel decoro d’un’attività professionale restò nel PCI. Se poi il presidente ungherese mezzo secolo dopo lo ha invitato alle commemorazioni questo rientra nelle “boutade” della storia. La quale storia partorì la nostra Costituzione del 1948 e la stessa storia ne porterà via molti brandelli vecchi già alla sua nascita. Perché non risulta che sia stata raccatta nell’inviolabilità del monte Sinai. Intanto aspetto spiegazioni sulla Cassazione. M.S.

    Rispondi
  11. Silla Cellino

    9 Febbraio 2009 alle 23:26

    Caro Nicola,

    al di là delle tue giustissime considerazioni, io penso che a Berlusconi di Eluana Englaro e dei suoi familiari non gliene sia mai fregato nulla, ma che abbia convenientemente sfruttato la situazione per dividere ed indebolire ancora di più i suoi avversari, come puntualmente è successo. Eluana, decidendo forse prematuramente di abbandonarci, probabilmente gli ha rotto le uova nel paniere. Se così sarà stato, avremo un motivo in più per ringraziarla.

    Rispondi
  12. Marzio Siracusa

    9 Febbraio 2009 alle 19:43

    Diamo pace per un attimo al nostro cuoio capelluto e mettiamo da parte i rischi corsi dalla Costituzione, che resta sempre e comunque meno importante del vivente in quanto tale, e senza bisogno di tinture politiche confondendolo col mito vitalista dei protofascisti del primo novecento. Restiamo all’iter giudiziario e giuridico. Poiché leggo tanta sicurezza di giudizio su una questione affatto certa, mi si può dire per cortesia a quale inquadramento legislativo fa riferimento la sentenza della Cassazione che permette la “dolce morte”? Gradirei davvero che qualche ben informato chiarisse il merito. M.S.

    Rispondi
  13. elena ronconi

    9 Febbraio 2009 alle 14:45

    Caro Nicola, bisognava invece essere contro Berlusconi fin dalla prima ora e A PRESCINDERE, come fa di pietro. Perchè dovunque cada l’occhio, sul personaggio, troviamo solo illegalità e abuso. Quando non il ridicolo che assurge a grottesco: e ciò soltanto basterebbe a rendercelo nemico.
    Ora è tardi per lamentare la mancanza di polso, di coraggio e di determinazione che l’opposizione NON ha avuto nei confronti del caso singolare del Capo del Governo, da 15 anni in pista per impossessarsi del potere politico italiano, dopo averne conquistato quello economico e finanziario. Eppure l’uomo, immortale, si dice, non ha mai nascosto sè stesso nè le proprie ovvie e chiare intenzioni e questo è l’unico merito che ha. Manca un’ opposizione, manca la sinistra e manca anche , su questo sito, la mia risposta a Domenico Civitano riguado la funzione di Di Pietro nel quadro politico italiano contemporaneo, scritta 4 giorni fa, dove io, socialista figlia e nipote di socialisti, accuso chi a questo punto non si affianchi a di pietro, di solo di non avere GITO, ma peggio di non avere capito!!!!!

    Rispondi
  14. Adalberto Scarlino

    9 Febbraio 2009 alle 14:34

    Cara Laura Inovelli ,
    non ci dica , con tanta rassegnazione , IMPOTENTI ,Ciascuno di noi può – deve – nel suo piccolo contribuire ad un’Italia migliore. Anche lei . Insieme a persone come il nostro direttore . Certo , la situazione è “dimolto” brutta .Non arrendiamoci , però.
    Incontriamoci e vediamo di prendere sempre più efficaci iniziative:di critica , di informazione , di proposta Continuiamo a seminare. Non sono pochi i lettori e gli amici che ci seguono . Qualche pianta che ci piace crescerà.Voglio pensare che stia già crescendo.

    Rispondi
  15. nicola cariglia

    9 Febbraio 2009 alle 10:29

    Ricevo da Laura Inovelli e pubblico:

    concordo pienamente con la nota di Cariglia sul cavaliere…E’ una vergogna per la democrazia, un abuso degli strumenti costituzionali per fini demagogici e per garantirsi l’appoggio dei cattolici…inoltre la clinica di udine è stata oggetto di controlli da parte di ispettori dell’USL che stanno rilevando irregolarità per prendere tempo…una vendetta per chi osa mettersi contro ilparere del presidente del consiglio. sono indignata…noi laici assistiamo impotenti a questo scempio
    Laura Inovelli

    Rispondi
  16. marcello paris

    8 Febbraio 2009 alle 19:31

    In linea di principio sono semper stato d’accordo di dare maggiore potere al premier per avere un Governo che possa decidere senza troppe mediazione che alla lunga paralizzano. Ma se ciò deve essere interpretato come svuotamento del potere del Parlamento (un Parlamento tra l’altro di nominati e non “eletti”) allora non sono più così sicuro che vada bene. Purtroppo le vicende di questi giorni portano a riflettere seriamente e forse cambiare idea.
    m.p.

    Rispondi
  17. Federico Baldini

    8 Febbraio 2009 alle 19:11

    Carissimo Nicola siamo al gollismo senza De Gaulle e con in più il pesante condizionamento del Vaticano guidato da un Pontefice oggettivamente conservatore. Direi che tutto ciò dovrebbe bastare per allarmare ogni vero democratico laico o cattolico che sia.

    Rispondi

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