Alfano, Bossi e Rutelli con il controcanto di Beppe Grillo e Antonio Di Pietro hanno fatto di tutto e di più, per far dimenticare ai cittadini italiani gli effetti delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

La contraddizione più drammatica che avverte chiunque consideri l’Unità d’Italia un valore imprescindibile è l’essere costretto a prendere atto che in assenza di istituzioni rispettate e condivise e di un unico stato davvero rispettato da tutti non si va da nessuna parte soprattutto quando tutto sembra vacillare. E come se non fosse sufficiente l’agitazione sempre sopra le righe di Grillo, di Di Pietro e di molti altri. Sembra ora venuto il momento dei disobbedienti a fasi alterne e di quelli della schiera del “fai da te”.
La Lega presa con le mani nel sacco per come ha utilizzato gli enormi proventi del finanziamento pubblico dei partiti prima reagisce sostenendo che si tratta di una congiura di quelli di “Roma ladrona” poi pensa di trarsi d’impaccio “facendo secchi” il tesoriere di oggi e quello di ieri e infine cerca di salvarsi la faccia organizzando in proprio una restituzione di parte dei soldi ai cittadini. Leggendo le poche cose che si sono scritte sulla restituzione e quello che compare sulla Padania il meccanismo rappresenterebbe il massimo di anti burocrazia; nessun controllo nessuna documentazione. Passi prendi i soldi e vai continuando così a seguire l’esempio dei due tesorieri espulsi.
Francesco Rutelli colto di sorpresa dall’esplodere dal caso Lusi e scosso dall’intera vicenda alza la voce, promette la restituzione fino all’ultimo centesimo ai cittadini italiani e infine annuncia di aver concordato con l’Inps la restituzione di una parte dei soldi del finanziamento da destinare agli esodati. Personalmente non so neppure se il contatto Rutelli – Inps ci sia stato davvero e neppure se sia vero, come affermato da qualche giornale, che Mario Monti abbia apprezzato la scelta di Rutelli, so però che se qualcosa di simile è avvenuto si tratta di una vera e propria vergogna. Vergogna per Rutelli certamente scosso dalla vicenda Lusi, al quale vorrei ricordare per inciso che “scosso” è il termine che si usa a Siena per indicare i fantini disarcionati dal cavallo. Rutelli dovrebbe sapere che quei soldi vengono dal bilancio dello stato e non dall’Inps e che comunque non spetta certamente a lui decidere come debbano essere utilizzati. Sarebbe bene che nessuno confondesse l’Inps con la Caritas e se il Presidente dell’Inps avesse davvero dedicato attenzione a una proposta come quella attribuita a Rutelli, dovrebbe chiedere scusa all’Italia e agli italiani. Se infine si aggiunge la proposta ultima di Alfano di permettere a chi vanta dei crediti nei confronti del fisco di autoregolarsi provvedendo a non pagare quello che deve, si ha la conferma che il pericolo più grosso per un paese messo in ginocchio dalla crisi, è rappresentato dai cattivi maestri. Cattivi maestri che pur di portarsi a casa qualche voto in più dimostrano di non avere rispetto non solo per le istituzioni e neppure per la loro mamma, che però al pari di tutte le mamme non è facilmente imbrogliabile.

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