
La giudice catanese Apostolico ha scritto una sentenza condivisa dai più fra i giuristi, e che ora, secondo diritto, passerà al vaglio della Cassazione.
Il Csm, per non parlare di quel bestiario medievale dell’ANM, ha sempre difeso il diritto dei magistrati a fare politica, ad essere attivisti, a firmare manifesti.
Non si è mai reso conto di compromettere così alla lunga l’indipendenza dei magistrati e la credibilità delle loro sentenze.
Ora i nodi vengono al pettine, il governo cerca di schiacciare la libertà e l’indipendenza della magistratura, ma chi è causa del suo mal pianga se stesso.
Marco Taradash

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