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Casini e casinò: paradosso italiano

Il settore del gioco legale occupa direttamente in Italia oltre 70.000 persone più l’indotto, porta nelle casse dello stato 10 MLD all’anno, non ha la minima possibilità di evadere un centesimo e fa da argine al gioco illegale gestito dalla malavita.

di Giacomo Vivarelli | 13 Gennaio 2021

Tra i vari settori più colpiti dalle chiusure anticontagio ce n’è uno che non viene mai, o quasi mai, nominato. Quello del gioco legale!

Sale bingo, sale slot e Vlt e sale scommesse nel 2020 sono state aperte 6 mesi su 12.

Nel 2021 non si sa ancora quando potranno riaprire.

Al di là dei discorsi etici con cui si riempiono la bocca vari politici-Vito Crimi ha addirittura auspicato con un tweet che spera non riaprano mai- occorre fare qualche riflessione. Ovviamente l’argomento è molto scivoloso, e quasi tutti gli esponenti politici ne stanno alla larga per non perdere consensi.

Il settore del gioco legale occupa direttamente in Italia oltre 70.000 persone più l’indotto, porta nelle casse dello stato 10 MLD all’anno, non ha la minima possibilità di evadere un centesimo e fa da argine al gioco illegale gestito dalla malavita.

Sicuramente genera anche delle patologie, percentualmente molto inferiori a quelle generate da fumo, alcool e droga.

La differenza tra questi 4 vizi è che solo la droga è illegale in Italia. Gli altri 3 sono assolutamente legali, e tra questi il gioco legale è sicuramente il più regolamentato.

A chi lo vorrebbe abolire -come l’onorevole Crimi- vorrei porre una domanda molto semplice: la prostituzione in Italia è illegale, questo significa che non c’è?

O che invece esiste e porta ricavi alle organizzazioni criminali invece che allo stato?

Ecco! Abolendo il gioco legale si avrebbe esattamente lo stesso risultato. Non finirebbe, passerebbe semplicemente sotto altri “gestori”.

Al contrario della maggior parte dei paesi europei, in Italia, il gioco è visto come il male assoluto. Attenzione: chi scrive è consapevole di quanto brutta sia la ludopatia e di quante persone si sono rovinate al gioco. Ma l’accanimento contro questo settore è molto più forte rispetto a quello nei confronti di altri “vizi” citati in precedenza; e chiudere il gioco legale non risolverebbe un problema che esiste dai tempi dei tempi.

Forse siamo un paese di moralisti?

Presumo di sì, perché basta varcare qualunque confine statale (Francia, Germania, Svizzera, Austria, Slovenia) per trovare -in ogni città- casinò aperti 24 ore al giorno dove è assolutamente normale fermarsi a fare un aperitivo e una giocata.

In Italia di Casinò ne sono rimasti solo 3, dopo il fallimento assurdo di Campione d’Italia, e tutti a nord. Ma, da tutte le regioni di confine, ogni giorno migliaia di Italiani vanno ad ingrassare l’erario dei paesi confinanti, giocando nei casinò e, perché no, andando nei bordelli regolamentati, controllati e tassati.

Un flusso di denaro pazzesco che va ad arricchire i forzieri di Stati europei, e non del terzo mondo, semplicemente un po’ meno bigotti del nostro.

Una montagna di denaro che penso potrebbe far comodo anche all’Italia.

Ma non si è mai sentito nessun politico di nessuno schieramento affrontare questi argomenti!

Perché diciamocelo, oggi la politica è un po’ come quei vetusti concorsi di bellezza (che tra l’altro sono assolutamente tollerati in Italia) dove le concorrenti devono essere belle e dire che sognano la pace nel mondo. Mai dire qualcosa di concreto su un argomento che fa perdere consensi!

Tutto questo porta al fatto che quei 70.000 onesti lavoratori del settore siano tutelati molto meno rispetto agli altri lavoratori. Tant’è vero che ci sono alcune banche che per questioni etiche (già una banca che parla di etica fa specie) non erogano mutui o finanziamenti ai dipendenti del comparto del gioco; tant’è vero che se qualcuno prova a protestare per la chiusura delle sale viene messo alla pubblica gogna; tant’è vero che non c’è una forza politica che si sia preso a cuore il problema.

Questa pandemia lascerà enormi strascichi in questo settore; come in molti altri del resto. I piccoli imprenditori proprietari di una o poche sale probabilmente non riusciranno a riaprire, perdendo la propria attività e lasciando delle persone senza lavoro. Rimarranno soltanto quelli con le spalle molto larghe che monopolizzeranno il mercato – è di pochi giorni fa la notizia che Gamenet ha acquistato Lottomatica.

Ma quello che davvero dispiace è che chi lavora in questo settore non sente neanche la solidarietà della comunità.

Chi, lavora in questo settore non fa la bella vita: si lavora 365 giorni all’anno; non c’è Natale, non c’è Pasqua e non c’è ferragosto. Si lavora anche di notte e capita di avere a che fare con clienti problematici. Il rischio rapina è alto e spesso si tratta di rapine a mano armata.

Ma è un lavoro onesto!

Un lavoro che fa mantenere le famiglie, crescere i figli e che da dignità.

Un lavoro quindi che va tutelato e protetto, come tutti gli altri.

Giacomo Vivarelli

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: banche, casini, fallimento, francia, germania, italia, lavoro, mercato, mondo, natale, notizia, organizzazioni, paesi europei, persone

Info Giacomo Vivarelli

Un eterno sognatore che non ha ancora ben chiaro quali siano i suoi sogni!
Lavoro per potermi permettere di viaggiare, mangiare e bere bene, provare cose nuove!
Mi rilasso leggendo e cucinando.
Amo mia moglie e la Fiorentina!
In quale ordine dipende dal momento.

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