Brexit e’ accaduta per caso. La promessa di un referendum sull’UE fu inserita nel manifesto elettorale dei conservatori del 2015 con la consapevolezza che i loro partners di governo, i liberali, avrebbero posto il veto. Inaspettatamente, nonostante l’impopolarita’ del governo per le sue politiche di austerity, i conservatori da soli vinsero le elezioni.
Il risultato del referendum invece non e’ avvenuto per caso, ma per una serie di fattori e ragioni che sono piu’ emotive che prammatiche.
Per cominciare la GB e’ un isola e c’e’ sempre l’ancestrale diffidenza verso il continente da cui provengono nemici e malattie.
Poi c’e’ stato un po’ di nazionalismo impregnato di nostalgia per l’impero abbandonato. La campagna referendaria degli euroscettici era fondata su spudorate menzogne tipo quella che 80 milioni di turchi erano liberi di arrivare in GB e che quindi, di fatto, l’UE confinava con Siria ed Irak.
Gli euroscettici poi hanno avuto buon gioco nel confrontare aspetti negativi, esagerandoli, con la perfezione della loro visione/sogno del futuro.
Un altro fattore importante e’ stata la loro originale motivazione di aderire al progetto europeo. Mentre per i 6 Paesi fondatori,recente teatro di guerra con tutti i suoi orrori, vi era la spinta ideale di porre fine a 1000 anni di conflitti e rivalita’, per la GB l’adesione all’allora Comunita’ Europea era stata determinata da motivi concreti e transazionali. All’epoca la GB era considerata la grande malata d’Europa a causa della sua crisi economica, C’e’ anche da considerare che il referendum e’ stata un occasione di protesta contro il sistema per chi aveva sofferto le politiche di tagli ed austerita’ a seguito della crisi delle banche del 2008. Ma, forse la verita’ della Brexit e’ che il popolo inglese e’ natural born eurosceptic.
In Inghilterra, non in Scozia, esiste la cultura del suo eccezionalismo che nasce gia’ nelle scuole dove si studia solo la storia della GB. La visione della loro posizione del mondo e’ globale, sono consapevoli e giustamente orgogliosi del loro ruolo nella storia dell’umanita’ negli ultimi 5 secoli, ed anche adesso che domina la superpotenza americana, loro considerano il loro rapporto con gli USA come quello tra gli antichi greci ed i romani. Questa fede nel loro eccezionalismo traspare a volte nelle dichiarazioni dei loro leaders. La Thatcher diceva che gli europei creavano problemi che poi venivano risolti da chi parlava inglese, con riferimento alle due guerre mondiali. La May per giustificare Brexit disse che la storia del Regno Unito e’ troppo diversa da quella dell’Europa. Infine, recentemente Johnson per spiegare il piu’ alto numero di vittime covid in GB rispetto all’Europa, ha detto che gli inglesi sono insofferenti del lockdown, amano troppo le loro liberta’ contrariamente ai tedeschi e agli italiani, alludendo chiaramente alle dittature nazista e fascista.
Con Brexit la GB e’ diventata un Paese terzo rispetto all’EU ed i futuri rapporti economici saranno regolati dal recente Accordo Commerciale e Cooperazione che e’ frutto di un compromesso delle rispettive posizioni. L’UE voleva salvaguardare lo scambio di merci con la GB che e’ in attivo di circa 100 miliardi di euro all’anno. Il Regno Unito voleva l’accesso al mercato unico senza limiti e dazi doganali per salvare la propia industria, pienamente integrata in quella europea e che assorbe il 50% delle sue esportazioni. Ma questo accordo commerciale e’ atipico. unico perche’ e’ il primo nella storia che prevede l’innalzamento di barriere al libero commercio e non la loro eliminazione. La GB vuole darsi un ruolo globale, guarda alle potenzialita’ dei mercati asiatici e divergere, differenziarsi dall’Europa. Il problema e’ che a soli 33Km dall’Inghilterra c’e’ il blocco continentale con 450milioni di consumatori, una potenza economica che lascia alla GB un ruolo marginale e secondario nei rapporti internazionali. Per questo motivo il governo di Sua Maesta’ non puo’ che riprendere la sua tradizionale, secolare politica di dividere i Paesi europei sia dal punto di vista politico che economico, Politicamente la GB cerchera’ di stabilire rapporti diversi con i singoli stati, alimentera’ le divisioni tra i vari blocchi: Est contro Ovest, Nord contro Sud. In ogni tema di politica internazionale sara’ pronta ad intervenire in prima fila, mentre l’UE sara’ sempre in ritardo perche’ dovra’ trovare una posizione comune tra i 27 membri.
Economicamente la GB cerchera’ di attirare capitali, societa’, corpoarzioni multinazionali offrendo deregolamentazioni, anonimato e soprattutto bassa tassazione, diventando una specie di Singapore sul Tamigi.
La GB vuole uscire dall’orbita europea e sa bene che l’unico modo e’ distruggere il blocco europeo, e’ un fatto naturale, una legge della fisica: la luna puo’ uscire dall’orbita terrestre solo se il nostro pianeta implode.
Guglielmo Scrollalanza
P.S. Quello inglese rimane un grande popolo: tollerante, generoso, equilibrato, peccato che ogni tanto commetta degli errori come Brexit.

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