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Caselli senza sbocco e un tir blocca tutto

Quelli di Firenze non sono messi male alle uscite Nord e Sud. Qualcosa da dire invece per l’intrico di Impruneta: una specie di giostra tra Autopalio e Galluzzo

di Fabrizio Binacchi | 4 Dicembre 2017

Come c’è la classifica del buon vivere delle città e delle province italiane ci vorrebbe pure una classifica per la comodità dei caselli autostradali. O anche solo per la loro razionalità in fatto di accesso e via di fuga.

Ce ne sono alcuni sulla nostra rete autostradale che gridano vendetta per come sono connessi alla cosiddetta viabilità ordinaria. Cioè le strade statali o provinciali che partono o arrivano da quella entrata/uscita autostradale. Caselli senza sbocco consono.

Quando sentiamo alla radio “traffico bloccato sulla diramazione Roma Sud per mancato assorbimento della viabilità ordinaria” ( con parole che fanno ricordare  un disturbo dello stomaco in materia di assorbimento) ci dobbiamo chiedere se è colpa delle strade normali o se il casello è stato pensato e costruito con un cuscinetto di rotonde e viali utili per lo smaltimento del traffico.

Sì perché in certi caselli autostradali basta un tir fermo o di traverso sulla strada che “segue” barriera ed ecco che tutto si blocca. Prendiamo a caso il casello di Rimini Sud. E’ un esempio classico, si direbbe da manuale, di come una autostrada dovrebbe connettersi con una superstrada la Rimini-San Marino proprio a  ridosso di Rimini. E parliamo di un casello fortemente strategico per la A14, mica una uscita, con tutto il rispetto, di Zagarolo.

Ebbene se ci siete passati vi sarete accorti che appena usciti avete pochi secondi per scegliere se stare a destra o a sinistra e cioè se prendere la direzione Rimini o la direzione San Marino con intreccio di specchietti, cofani e portiere varie. In questi casi sarebbe opportuna una canalizzazione anche prima della barriera. Così sai prima che non devi accavallarti con l’altro.  Non raramente si danno appuntamenti non voluti tutti lì.

C’è un casello sulla Autostrada del Sole di recente costruzione ed inaugurazione che si chiama Valsamoggia. Molti si sono chiesti a che cosa poteva servire un casello nuovo a 5 minuti da quello di Modena Sud e a tre minuti scarsi dallo svincolo per la A14 e la prima uscita di Bologna Borgopanigale. Diciamo che quella è una zona di grandi insediamenti industriali e per togliere l’intasamento dell’uscita di Modena Sud si è pensato ad un casello gemello alternativo a pochissimi chilometri. Tutto bene? Non si direbbe.

Ammette lo stesso sindaco del Comune Valsamoggia, composto da ex comuni del calibro di Crespellano, Bazzano e Monteveglio, che il casello di Valsamoggia è giovane, bello e comodo, ha anche svincoli di buon raggio, ma appena esci ti ritrovi in strade inadatte per il grande traffico, e soprattutto per i tir. Strade di campagna isolata.

Sarebbe il caso di fare uno svincolo autostradale quando attorno le strade e le rotonde sono all’altezza del volume del traffico potenziale. Sennò è come fare una porta sul nulla, o sul caos. Meno male che da alcuni lustri all’uscita/entrata delle autostrade hanno pensato di fare le rotonde con vie di fuga raggianti.

Ci vuole proprio una bell’intasamento per costringere gli automobilisti o i camionisti a bloccarsi a cavallo del casello. Perché in alcuni casi può capitare anche questo: per l’autostrada che non assorbe si fa la coda con sosta a cavallo e sotto la barriera e , dite e se non è vero, non sai mai se la sbarra si è alzata per il tuo telepass o per quello davanti. Capita in certi giorni d punta all’ingresso di Casalecchio A1.

Ma lì cosa vuoi mai sei proprio nel cuore del cuore del traffico italiano il ventricolo della Milano Roma.  I caselli di Firenze  non sono messi male, buona la via di fuga della Firenze Nord e  Sud, qualcosa da dire invece per l’intricata uscita di Firenze Impruneta, quella che immette sull’ Autopalio per Siena o al Galluzzo per andare a Firenze Centro. Eh lì è come una giostra: esci dall’autostrada e se sei fortunato entri nel flusso della rotonda altrimenti devi armarti di santa auostadale pazienza. Adesso stanno facendo il by pass.

In zona Mantova le uscite entrate sulla Brennero sono state negli ultimi anni risistemate con un segnaletica abbastanza adeguata. In passato per carenza di segnali era possibile che uno automobilista imboccasse lo svincolo sbagliato e si trovasse sulla corsia di marcia opposta. E si chiedeva curiosamente: come mai oggi tutti hanno sbagliato corsia?!!

Fabrizio Binacchi

 

Pubblicato in : CornerBlog, EditorialeTag: anni, bologna, firenze, mantova, milano, milano roma, rimini, roma, siena, zagarolo

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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