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Casa Riformista, con Matteo Renzi ma senza il suo cappello…

Il 9% conquistato dalla lista “Casa Riformista” in Toscana potrebbe stimolare il decollo di un nuovo progetto politico nazionale. La precondizione é che la ” Casa Riformista” non si traduca in un semplice cambio di nome di “Italia Viva” come in questi giorni gran parte della stampa tende ad accreditarla. Alla Leopolda Renzi ha affermato: “non vogliamo mettere il cappello su Casa Riformista”. Manterra’ la promessa? Le notizie sulle imminenti elezioni in Veneto, Campania e Puglia non sono incoraggianti perché a quanto pare Italia Viva intende fare l’ assopigliattutto.

di Marco Mayer | 16 Ottobre 2025

Il 9%  conquistato dalla lista “Casa Riformista” in Toscana potrebbe stimolare il decollo di un nuovo progetto politico nazionale. La  precondizione é che la ” Casa Riformista” non si traduca in un semplice cambio  di nome di “Italia Viva” come in questi giorni gran parte della stampa tende ad accreditarla. Alla Leopolda  Renzi ha affermato:  “non vogliamo mettere il cappello su Casa Riformista”. Manterra’ la promessa? Le notizie sulle imminenti elezioni in Veneto, Campania e  Puglia non sono incoraggianti perché a quanto  pare Italia Viva  intende   fare l’ assopigliattutto. Matteo Renzi ha ragione quando afferma che il centro sinistra non può vincere senza una consistente e autentica  forza riformistache animi la coalizione.  Il.problema è non sono ancora ancora chiare le sue intenzioni. Il dilemma che  Renzi ha davanti a sé  e deve sciogliere riguarda la futura leadership di questa area politica. Vuole essere lui il leader dei riformisti o è disponibile ad essere uno tra i  leader di una nuova  realtà politica. Mentre all’ estero Matteo Renzi é incline e disponibile a partnership (prima Obama, poi Bin Salman, oggi Blair) in Italia invece la tendenza che ha dimostrato sin qui è quella di voler  agire come solista. Da qui la diffusa e condivisibile  preoccupazione di molti sulla concreta possibilità di costriluire di una casa riformista con il contributo di molte voci. 

Diversamente dai tanti  adulatori non ho mai avuto peli sulla lingua  nel criticare pubblicamente Renzi per  le scelte che ho ritenute sbagliate sul piano etico e politico, ma   proprio per questo aggiungo che  il futuro  di Casa Riformista non dipende solo dai dilemmi  di Renzi. Un altra domanda da porre è la seguente: cosa hanno in mente gli altri leader nazionali potenzialmente interessati? In Toscana  la  lista conteneva candidati di  + Europa,  socialisti e repubblicani,  lib- dem,   dissidenti di Azione, personalità indipendenti oltre agli esponenti di Italia Viva. L’esperienza toscana é stata indubbiamente interessante, ma di per sé certo non sufficiente. A questo a meno di due anni di distanza dalle elezioni politiche servono decisioni rapide e lungimiranti. La mia proposta è che si  metta  in calendario entro la fine dell’anno un’assemblea  costituente di Casa Riformista aperta ai potenziali fondatori nonché a tutti i cittadini interessati. Nelle prossime settimane un comitato promotore dovrebbe raccogliere le adesioni e stimolare l’ elaborazione di contributi per una piattaforma di governo che non eluda le questioni sociali e le politiche di sicurezza, tema quest’ ultimo su cui la sinistra da anni è totalmente afona. 

Marco Mayer

Pubblicato in : EditorialeTag: campo largo, casa riformista, Conte, M5S, pd, Schlein

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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