Quello che non va è l’assoluta mancanza di regole e il frapporsi dei troppi paletti, posti come vincoli insormontabili, alla difesa dei cittadino.

Pignoramento di case, ma anche dei conti correnti, al punto di privare un povero pensionato di qualche migliaio di euro messi da parte a fatica, o bloccare il fido bancario di un’azienda. Dopo un simile provvedimento, un imprenditore non riesce più a pagare gli stipendi dei dipendenti. Questa che stiamo raccontando è cronaca di tutti i giorni, alla quale si stenta a credere, fino al giorno in cui non capita a noi stessi. Una multa non pagata, una cartella esattoriale mai ricevuta. scatta il pignoramento del conto. In alcuni casi bloccano anche la liquidazione del lavoratore.
Per sgomberare il campo dagli equivoci, diciamo subito che ci dissociamo, in modo fermo, dagli atti di terrorismo contro le strutture e i funzionari di Equitalia. Gli impiegati di Equitalia sono pagati e comandati dallo Stato. Operano in base a precise leggi; è contro quest’ultime, che dobbiamo fare, insieme ai cittadini, le battaglie per cambiarle in modo radicale. Purtroppo, la galassia italiana è costellata di centinaia di piccole “Equitalia”, emanazione di comuni che hanno scelto di appaltare a società private (vedi Genova dove l’esattore ha lasciato un buco di 200 miloni) l’incarico della riscossione. C’è di più; non solo Equitalia, ma anche le altre centinaia di società di riscossione, che si trovano in giro per il nostro Paese, sono incaricate dell’esazione dei cosiddetti ruoli degli enti pubblici. Comuni, Province, Ordini professionali).
E non è tutto: c’è una moltitudine di Comuni che ha demandato agli appaltatori privati (rifiuti, affissioni pubblicitarie, acqua, gas, eccetera) l’incarico d’iscrivere a ruolo quello che gli pare e successivamente, perseguitare i cittadini con cartelle esattoriali e ingiunzioni di pagamento.
è un disastro! Un vero e proprio scandalo! Non sappiamo se sia stato Berlusconi con il suo governo a conferire questi enormi poteri agli esattori; chiunque esso sia, andrebbe “processato per crimini nei confronti dell’umanità”.
Diamo per acquisito che le tasse vanno pagate da tutti, nella misura proporzionata alle proprie possibilità.
Quello che non va è l’assoluta mancanza di regole e il frapporsi dei troppi paletti, posti come vincoli insormontabili, alla difesa dei cittadino. Primo fra tutti gli ostacoli, c’è il fatto non “trascurabile” che bisogna rivolgersi ad un commercialista (perché stabilisca se è dovuta e in che misura l’imposta) e successivamente all’avvocato per la difesa, una volta verificato che la pretesa di tasse non è corretta. Altro problema non da poco: il più delle volte, il malcapitato contribuente non è in grado di pagare due professionisti (avvocato e commercialista). Di fronte a queste difficoltà, il cittadino lascia andare le cose per il loro verso e dopo qualche tempo, viene assediato dalle ingiunzioni.
Il primo problema che emerge da un esame delle cartelle di Equitalia è rappresentato dall’esagerazione delle cosiddette multe, sanzioni, more, interessi, spese di notifica… Volendo fare un esempio di un cittadino che non riesce a pagare, entro il giorno 17 dicembre, 1000 euro di Imu, quando gli arriverà la cartella esattoriale, i 1000 euro diventano 1700. Il malcapitato che oggi non è riuscito a far fronte a 1000 euro, a maggior ragione non riuscirà a pagare la sua Imu, maggiorata del 70%. I 100.000 euro di imposte non pagate da un’impresa salgono a 170.000. E così via…
Per porre rimedio a questo stato di cose, il Parlamento, su proposta del governo, dovrebbe approvare un provvedimento che consenta ai cittadini di regolarizzare la propria posizione, senza pagare sanzioni e maggiorazioni varie. Un tasso di interesse, pari all’inflazione annuale, dovrebbe sanare la posizione di chi ha regolarmente presentato le dichiarazioni e non ha pagato per la momentanea mancanza di liquidità. L’altro aspetto deprecabile, è l’impossibilità, da parte del cittadino che ha una cultura media, di capirci qualcosa in una cartella esattoriale. In un Paese democratico, una persona mediamente istruita dovrebbe essere messa in grado di compilare la propria dichiarazione dei redditi. In Italia c’è un grave deficit di democrazia in tutto ciò che riguarda il rapporto del cittadino con lo Stato.
L’incongruità del sistema fiscale Italia è inaccettabile. Qualsiasi cittadino o azienda, che deve riscuotere dei quattrini da un altro soggetto, deve sottoporre la questione all’esame di un giudice, che autorizza o meno il “decreto ingiuntivo” (l’atto che ordina al debitore di pagare).
Per Equitalia non è così; cartella esattoriale alla mano, iscrive ipoteca sulla vostra casa, per il doppio dell’importo dovuto in via presuntiva, senza sottoporre preventivamente il proprio operato all’esame del magistrato.
In tutto questo c’è un principio d’incostituzionalità, che vede il cittadino posto in una situazione d’inferiorità, che non gli consente di difendersi.
Fino a luglio 2011 (data di entrata in vigore della legge 106), non c’era neppure l’obbligo da parte di Equitalia di comunicare preventivamente il provvedimento; migliaia di cittadini si sono trovata un’ipoteca iscritta sulla casa, senza neppure saperlo. L’ignaro padre di famiglia va in banca, chiede un prestito e si sente dire: “ma lei ha un’ipoteca sulla casa. Non possiamo concederle il prestito…” Roba da rimanerci secchi stecchiti.
Tutto ciò è inaccettabile! Occorre voltare pagina.

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