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Carta d’identita’ elettronica. Il Paese dei campanelli….

di Vincenzo Donvito | 18 Luglio 2016

“Il Paese dei campanelli”, e’ una simpatica operetta dell’inizio del secolo scorso, ma la sua trama e’ diventata col tempo un modo di dire, cioe’ un Paese in cui e’ facile dimenticare le magagne del passato perche’, piu’ che la memoria conta il quieto vivere.
Ed e’ per l’appunto in questo Paese che si sta dispiegando la vicenda della carta d’identita’ elettronica (CIE – tessera plastificata munita di microchip), che proprio in questi giorni vede il debutto della ennesima sperimentazione di una nuova versione negli stessi Comuni coinvolti da quelle precedenti (1). Questo accade dopo undici anni dalla decisione di adottarla (2005: come strumento di accesso ai servizi web della PA, quali l’invio di documenti e/o i pagamenti online di tributi locali, di rette scolastiche, multe, etc.) e dopo dieci anni (2006) da quando sarebbe dovuta partire ufficialmente su tutto il territorio nazionale.
Negli anni sono nati e tramontati diversi progetti in merito: che la CIE diventasse l’unico strumento per accedere ai servizi in rete delle pubbliche amministrazioni, e la sua unificazione con la tessera sanitaria e la carta nazionale dei servizi (progetto di creazione di un documento unico, voluto dal Dl 70/2011 e poi abrogato dal Dl 78/2015).
Dopo la fase che parte ora, per la diffusione su tutto il territorio nazionale si devono aspettare decisioni ministeriali e dell’apposita commissione interministeriale creata allo scopo (2).
Al momento della richiesta viene rilasciata la prima parte dei codici PIN/PUK utili per il riconoscimento sui siti della pubblica amministrazione e per lo sblocco. Dal momento della richiesta in Comune la carta, con la seconda parte dei codici, dovrebbe essere consegnata entro sei giorni lavorativi. In futuro dovrebbe essere possibile presentare la richiesta telematicamente grazie al sistema CIEOnline ancora non attivo. Le carte di identità cartacee ed elettroniche rilasciate secondo le regole precedenti rimangono valide fino alla loro naturale scadenza.
Il costo di questa carta si aggira intorno ai 25 euro (22,21 a Firenze, per esempio) contro i 5,42 di quella cartacea. E chissa’ perche’ costa di piu’, visto che e’ considerata un elemento di semplificazione e di spending review del rapporto tra cittadino e PA. Ma -si sa- se c’e’ un motivo perche’ lo Stato in cambio di un presunto migliore servizio, anche se lo stesso gli costa meno semplificando una serie di passaggi, ci possa speculare, non certo si tira indietro: nella fattispecie, la differenza tra 5,42 incassati dal Comune e i 22,21 che paga l’utente, va all’amministrazione centrale dello Stato. La validita’, come quella cartacea, e’ di 10 anni. Per dettagli e’ consigliabile rivolgersi al proprio comune di residenza.
Nel Paese dei campanelli, per arrivare ad oggi -sempre sperimentale, e non e’ detto che succeda quanto gia’ accaduto nella precedenti fasi sperimentali, cioe’ inutili- si e’ arrivati a questa decisione grazie a questo iter normativo di 12 passaggi, tra Dl (decreti legge). D.lgs (decreti legislativi), Dpr (decreti del presidente della Repubblica) e DM (decreti ministeriali):
– Dpr 445/2000 “testo unico documentazione amministrativa”
– D.l.7/2005 convertito nella legge 43/2005 art.7 vicies-ter
– D. lgs 82/2005 “codice amministrazione digitale”, in particolare artt.64 e 66
– Legge 69/2009
– Dl 194/2009 “milleproroghe” 2010
– Dl 225/2010 “milleproroghe” 2011
– D.lgs. 235/2010 che ha abrogato il comma 3 delll’art.64 del D.lgs.82/2005, ovvero la disposizione che prevedeva, a decorrere da Aprile 2011, che la CIE e la CNS fossero indispensabili per l’accesso ai servizi in rete delle pubbliche amministrazioni;
– Dl 70/2011 (decreto sviluppo), art.10, che modifica l’art.7-vicies ter del DL 7/2005 (legge 43/2005) prevedendo l’unificazione della CIE con la tessera sanitaria.
– Dl 179/2012 (decreto crescita) convertito nella legge 221/2012, art.1 (lancio della nuova tessera unica).
– Dl 78/2015 convertito nella Legge 125/2015 art.10 “Nuove disposizioni in materia di Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente e di carta d’identita’ elettronica” (abrogazione progetto documento unico e rilancio CIE)
– DM 8/11/2007 sostituito da
– DM 23/12/2015 Modalità tecniche di emissione della Carta d’identità elettronica (CIE)

Fiduciosi aspettiamo che tutto finisca bene, ma crediamo sia importante informare i cittadini di come suonano i campanelli nel nostro Paese, si’ da non meravigliarsi di nulla e, magari, continuare sornionamente con occhi commiserevoli, come la burocrazia si sia trasformata in “malacrazia”… tanto gli attori non pagano, ma le vittime (i cittadini) sono e rimangono tali.

(1) http://servizidemografici.interno.it/it/cie/elenco-comuni-sperimentatori
(2) Nella nuova carta appare il dato (facoltativo) sulla volontà di donazione degli organi in caso di morte. L’informazione viene comunicata dai Comuni al Sit, Sistema Informativo Trapianti; se il cittadino cambia idea dovrà comunicarlo alla Asl di competenza o ai Centri Regionali Trapianti (CRT), oppure, in occasione del rinnovo della carta, al Comune stesso.
In caso di furto o smarrimento il cittadino deve bloccare la carte per inibirne l’uso contattando il servizio di help desk della CIE e deve sporgere denuncia presso le Forze di Polizia.

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: 2011, amministrazione, anni, commissione, disposizione, euro, firenze, futuro, giorni lavorativi, informazione, merito, multe, polizia, presidente della repubblica, repubblica, secolo scorso, sviluppo

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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