
il soprano Corinne Winters, diffusione foto Ufficio stampa MMF
La stagione operistica del Teatro del Maggio propone alla Sala grande dal 22 febbraio (ore 17) al 3 marzo (ore 20) il dittico Pagliacci – Cavalleria rusticana (rispettivamente di Ruggero Leoncavallo e di Pietro Mascagni), ovvero le due opere più emblematiche del cosiddetto “periodo verista” e andate in scena per la prima volta agli inizi degli anni ’90 del XIX secolo. Le altre rappresentazioni, oltre alle due date sopra indicate, saranno mercoledì 25 (ore 20) e sabato 28 (ore 15,30, quest’ultima quasi sold out, come del resto la ‘prima’ di domenica 22).
Lo spettacolo è firmato da Robert Carsen, uno dei maggiori registi d’opera contemporanei, che propone lo stesso allestimento andato in scena con successo alla Dutch National Opera di Amsterdam nel settembre 2019. Il regista canadese, alla sua quinta presenza fiorentina (da un Fidelio dei primi anni 2000 a Il ritorno di Ulisse in patria del 2022, con cui si aggiudicò il prestigioso Premio Abbiati), si confronta con le due opere anche attraverso un linguaggio dal forte impatto visivo: invece che ancorare le vicende dei personaggi in un’ambientazione di riferimento geografico o cronologico, il suo progetto drammaturgico è un’indagine scenica sul teatro stesso, sulla relazione tra attore e ruolo, e sul confine labile tra finzione e realtà. Carsen, fra l’altro, osserva che “generalmente nel Dittico viene eseguita per prima Cavalleria rusticana, ma noi abbiamo scelto di aprire con Pagliacci, dato che quest’opera inizia con un Prologo, che può fungere da introduzione per entrambe: questa nuova disposizione, infatti, consente di rileggere i due lavori non soltanto attraverso la lente del realismo, ma anche del meta-realismo e persino del sovra-realismo”. Il regista canadese ricorda una sua significativa esperienza giovanile, quando i suoi genitori lo portarono a teatro per assistere ad una rappresentazione di Così è (se vi pare) di Pirandello: “Rimasi affascinato dalla capacità di Pirandello di giocare con diversi livelli della realtà e con le aspettative del pubblico: quell’incontro precoce influenzò profondamente il mio lavoro di regista, in particolare il concetto della “quarta parete”, capace al tempo stesso di separare e di mettere in relazione platea e palcoscenico”.
A dirigere Orchestra e Coro del Maggio vi sarà Riccardo Frizza, che torna sul podio del Maggio dopo il grandissimo successo dello spettacolo Delirio insieme a Jessica Pratt del settembre 2024 e dopo la messinscena di un’altra opera verista, ossia L’amico Fritz di Pietro Mascagni, nel marzo 2022: “E un privilegio affrontare questi spettacoli insieme a Carsen, di cui apprezzo molte le idee e la sua concezione meta-teatrale dello spettacolo. Sono altrettanto felice di dirigere per la prima volta nel corso della mia carriera Pagliacci e, per quello che riguarda la mia visione delle due opere, cercherò di interpretarle rispettando in modo preciso la partitura e andando incontro per quanto possibile alle esigenze dei cantanti. Pagliacci e Cavalleria sono due titoli di assoluta rilevanza anche nella storia del Maggio; ricordo, ad esempio, le edizioni dirette da Bruno Bartoletti, uno dei più grandi interpreti di questo repertorio ed è per me quindi molto importante potermi confrontare con i grandi nomi del passato, che hanno diretto questi titoli qui a Firenze”.
Una curiosità: sebbene Cavalleria rusticana sia stata rappresentata 11 volte a Firenze e Pagliacci 5 volte, soltanto in due occasioni precedenti le due opere sono state messa in scena a Firenze in forma di dittico, vale a dire nel 1971, con la direzione di Riccardo Muti, e nel 2000, con Bruno Bartoletti sul podio.
In entrambi gli spettacoli le scene sono curate da Radu Boruzescu, le luci, oltre che da Carsen, da Peter Van Praet, i costumi sono di Annemarie Woods e la coreografia di Marco Berriel. In Pagliacci la compagnia di canto è composta da Corinne Winters, al suo debutto sulle scene del Maggio e nel personaggio, come Nedda; Brian Jagde, anche lui al suo debutto al Teatro del Maggio, veste i panni di Canio, il capocomico della compagnia consumato dalla gelosia per Nedda. Accanto a loro Roman Burdenko – che torna al Maggio dopo le recite del Don Carlo verdiano del 2022 – è Tonio; Lorenzo Martelli e Hae Kang, entrambi formati all’Accademia del Maggio, sono rispettivamente Peppe e Silvio.
Nel mondo di Cavalleria rusticana Luciano Ganci, che tornerà nel prossimo autunno al Maggio nel Simon Boccanegra, interpreta Turiddu e Martina Belli debutta nella parte di Santuzza. Lucia è interpretata da Manuela Custer, che nel corso delle stagioni del Maggio ha esordito nel marzo del 2007 in occasione di un concerto diretto da Jesús López-Cobos. Roman Burdenko torna in scena anche in Cavalleria nella parte di Alfio e Janetka Hoşco chiude il cast lirico nella parte di Lola.
Luca Summer

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