Rispondo con piacere all’editoriale di “Pensalibero”, sempre puntuale nel seguire le vicende dello SDI prima, del Partito Socialista oggi con quel giusto spirito critico, che non guasta mai. Stavolta, però, ho la sensazione che si sia voluti andare oltre la critica politica e si sia ricercato un “affondo” che si connota di una venatura strumentale oltreché personalistica.
Se in questi ultimi quindici anni il socialismo toscano si fosse davvero caratterizzato come una falange, come si asserisce, si dovrebbe allora riportare anche la lista dei respingimenti. Così non è! La verità è invece quella di una piccola forza che più volte ha ricercato l’allargamento del suo recinto e non solo verso l’area socialista, ma anche verso quei movimenti e personalità dell’area laica, liberale e riformista.
Vari tentativi sono stati messi in campo e non hanno prodotto i risultati sperati; le ragioni “Pensalibero” le conosce e sa bene che sarebbe ingeneroso addossare allo SDI e al PS ogni responsabilità. Ho sempre pensato che quei tavoli formati da ‘nani’ politici potevano continuare ad avere un senso solo se avessero fatto emergere uno spirito di squadra volto a fare assumere a tutti la decisione di collocarsi stabilmente nel campo del centrosinistra, ma piuttosto che prendersi tale responsabilità si è preferito scantonare. A tal proposito, come non ricordare il modo con cui si indossarono i panni di “grilli parlanti” criticando aspramente la scelta che ci vide aderire da soli alla Federazione dell’Ulivo, massima espressione di un progetto riformista avanzato, che coincise per i socialisti con la massima assunzione di responsabilità e autorevolezza nelle istituzioni da quindici anni a questa parte. Sepolto l’Ulivo, il centrosinistra è entrato nel deserto e ancora viaggia senza bussola e le forze liberalsocialiste, nel frattempo, si sono ulteriormente disgregate ed indebolite.
Si può criticare quanto si vuole, ci mancherebbe altro, ma il nostro timone è sempre stato, e lo rimane ancora oggi, orientato nella direzione della coerenza politica. La sfida della modernità cui siamo sollecitati passa dalla costruzione di un nuovo centrosinistra che sappia porsi come forza di governo e alternativa credibile al populismo berlusconiano e da inguaribili illusi, pensiamo che questo progetto per essere davvero vincente non possa fare a meno della cultura riformista, di quei valori socialisti-liberali dei quali siamo l’espressione più genuina.
Non deve dunque “sconcertare” il nostro voto a favore della nuova legge elettorale che non è quella che avremmo voluto, ma quel voto ha voluto significare prima di tutto la valenza della nostra opzione politica: costruire l’alleanza fra Democratici e Socialisti quale perno di un polo riformista più ampio al quale associare forze e movimenti della sinistra liberale e progressista. Di questo si prenda atto.
Se tale scelta ci consentirà, come mi auguro, di mantenere viva la rappresentanza autonoma dei socialisti nelle istituzioni regionali, penso si debba rallegrarcene tutti a meno che non si auspichi che debba rimanere solo “Pensalibero” quale luogo della rappresentanza in questa regione della cultura socialista e liberale. Ma a questo non voglio crederci.
Pieraldo Ciucchi
Non c’era la benchè minima intenzione polemica nell’articolo cui fa riferimento Pieraldo. Se così non fosse lo ammetteremmo tranquillamente, sicuri di non alterare i sentimenti di amicizia e di stima che da tantissimi anni ci legano a lui, a Riccardo Nencini ed alla maggior parte dei socialisti che con loro si ritrovano nel PS e che sappiamo animati da una sincera passione politica tesa a salvaguardare ideali nei quali ci ritroviamo. Ed è verissimo che lo SDI prima e il PS poi “più volte ha ricercato l’allargamento del suo recinto e non solo verso l’area socialista, ma anche verso quei movimenti e personalità dell’area laica, liberale e riformista”. Dobbiamo purtroppo constatare che non ci siamo riusciti; ci prendiamo la nostra parte di responsabilità, ma ancora non ci vogliamo rassegnare.
Pensalibero, che sappiamo letto da molti socialisti in tutta Italia, oltre che da liberali e laici, ha cercato di delineare le prospettive del PS alla luce del voto favorevole dato in Toscana ad una legge elettorale che introduce lo sbarramento del 4% e delle opinioni espresse da esponenti socialisti che quella decisione non hanno condiviso. Ne abbiamo tratto la convinzione che il PS si stesse preparando ad un accordo elettorale con il PD dal momento che lo stesso Ciucchi aveva dichiarato che “ Sinistra e Libertà non diventerà un partito”.
Ammettiamo che il titolo del pezzo “Partito socialista: addio sogni di autonomia” fosse un po’ forzato. Ma i titoli sono la dannazione dei giornali, anche quelli on line: è impossibile resistere alla tentazione di farli ad effetto.
Ma stia tranquillo Pieraldo circa il nostro auspicio che resti solo Pensalibero “quale luogo della rappresentanza in questa regione della cultura socialista e liberale”. La nostra autostima è si smisurata, ma non arriva a tal punto. Al contrario seguiamo come sempre con interesse l’azione del PS che è l’unica realtà presente nelle Istituzioni alla quale poterci rapportare. Non vogliamo assolutamente che questa presenza venga meno. E quando abbiamo fatto la previsione di un prossimo accordo elettorale con il PD, non abbiamo detto che la deprechiamo! (n.c.)

No ,l’autostima dei “pensalibero” non arriverà mai ad eguagliare quella del Ciucchi,pronto a spalmare di buonfedismo anche le proprie contraddizioni ,i cedimenti e gli errori .Tutto va bene ,anche la legge elettorale liberticida , dato che è stata fatta ed approvata per il bene della cittadinanza .Una semplificazione così efficace che è piaciuta anche a Berlusconi !
Del resto ,il massimo della democrazia è sempre stata la votazione per alzata di mano . Ma al Ciucchi ,che scuote il faccione esclamando “chi non mi segue è contro di me : ed io sono il solo socialista vero ancora in circolazione”, andrebbe raccomandato di credere che non la presenza socialista nelle istituzioni e nella politica viene osteggiata ,bensì la presenza di certi personaggi…la cui autoreferenzialità non può avere la forza del coinvolgimento ,ma riveste solo l’immagine del fastidio.Per cui ,il cambio di casacca va benissimo ,come strumento efficace di rimozione. Quando alla “forza delle idee” si sostituisce la “forza dello schieramento” ,mi pare diventi ridicolo anche il richiamo alla “autonomia”. Mettendo pur anche in conto la scarsa dimestichezza del Ciucchi con l’italico idioma…
Il progetto socialista non rinasce almeno per ora, perche’ chi ha avuto ed ha tuttora la titolarita’ del simbolo ha fatto una scelta, preferendo un uovo oggi anziche’ una gallina domani.
Se cosi’ non fosse stato, oggi saremmo sopra il 10%, siamo l’unico Paese occidentale dove non esiste il partito socialista.