«Con l’approvazione di una risoluzione per la promozione delle pene alternative
al carcere, la Regione Emilia-Romagna ha dimostrato di essere una guida a
livello internazionale».
E’ quanto dichiara Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della
Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito all’approvazione stamane della risoluzione
a favore del potenziamento delle misure di sostegno ai progetti innovativi
rivolti a detenuti a fine pena e al loro reinserimento sociale, approvata in
seno alla Commissione Lavoro e Legalità della Regione Emilia-Romagna.
«E’ necessario passare da una giusta certezza della pena alla certezza del
recupero, poiché una persona recuperata non è più pericolosa per la società. –
continua Ramonda – Le carceri devono promuovere la rieducazione del detenuto e
non continuare a puntare solo all’aspetto repressivo. Le nostre comunità per
carcerati sono importanti in quanto sono luoghi in cui le persone possono
ricominciare una nuova vita dopo aver sbagliato».
Le Comunità per Carcerati. La Comunità Papa Giovanni XXIII gestisce in Italia 7 Comunità
Educanti con i Carcerati (CEC), strutture per l’accoglienza di carcerati che
scontano la pena, dove i detenuti sono rieducati attraverso esperienze di
servizio ai più deboli. Quattro strutture sono in Emilia Romagna. La prima casa
è stata aperta nel 2004. Ad oggi sono presenti 87 detenuti. Negli ultimi 10
anni sono state accolte 736 persone. Nell’ultimo anno le giornate di presenza
sono state 12.199.

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