
Data la situazione economica di tutta Europa, difficile poter fare di più. Alvi si domanda: ma se si limita l’evasione, si tagliano le rendite e si abbassano le aliquote, non si protegge meglio il lavoro? E chi rappresenta il lavoro non dovrebbe badare innanzitutto a chiedere più salati alle imprese che seguitano imperterrite ad aumentare i profitti? E non invece a chiedere più prebende allo Stato che costano più tasse sul reddito e dunque sul lavoro?
Nel merito dunque nella Finanziaria non ci sono attacchi ai lavoratori o al livello dei servizi sociali. E questa non è “la Finanziaria di un governo disperato che sa che tra un anno e mezzo non sarà più a governare”, come ha detto Prodi. Certo, c’è il tentativo di contenere le spese ma questa non è un’invenzione del centro destra è un’esigenza del Paese e del suo enorme debito pubblico. La manovra è stata fatta e pensata per rispettare il parametro del 3% nel rapporto debito/Pil, così come impone Maastricht. Perché allora questa bramosia di scendere in piazza, comprensibile per Bertinotti ma meno per Prodi? La ragione è tutta politica. Con un solo piccione, la manifestazione, Prodi prende due fave: fa contenta l’ala sinistra dello schieramento e, soprattutto, mette in difficoltà Rutelli che, come un disperato, cerca di accreditare un’ immagine moderata della Margherita. Peccato che , come mettono in risalto anche recenti sondaggi, la Grande Alleanza Democratica abbia il suo tallone d’achille nel centro, sono gli elettori di centro ancora incerti o delusi da Forza Italia a non essere attratti da una G.A.D. di questa fatta. Prodi antepone i suoi interessi di leader anche a quelli della vittoria della coalizione. Il Berlusca infatti guarda, sorride e ringrazia.

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