Cantiere d’estate sciagure assicurate, soprattutto in autostrada. Facile e drammatica rima. Viaggiare sì, ma sempre ad alto rischio. Ma non dovrebbero essere sospesi o rimandati i cantieri di lavori in autostrada quando ci sono i grandi esodi? Promesse di marinaio, anche se qui non siamo in barca.
Sono davvero così urgenti certi lavori in autostrada da bloccare per decine di chilometri il traffico e creare le condizioni di incidenti anche mortali? Bella domanda, a volte le risposte arrivavano. Ma le cronache di questi giorni ci dicono che purtroppo la risposta viene dagli incidenti. L’altro giorno incidente mortale sulla Brennero a cavallo tra le province di Verona e Trento, vittima una insegnante mantovana che era sull’auto che ha tamponato un autotreno in zona cantiere.
A scuola di cronaca nera ti dicono che la causa magari non è proprio il cantiere ma forse la velocità, o la distrazione, o altri elementi sempre al vaglio degli inquirenti, ma certo il cantiere ci mette del suo, dà una bella mano a creare le condizioni di frenate improvvise, e quindi tamponamenti e quindi potenziali od effettive sciagure. Se non ci sono incidenti gravi ci sono le code e i rallentamenti.
Nessuna autostrada può dirsi esente, dalla A1, Autostrada del Sole, che proprio per la sua lunghezza da Milano a Napoli è statisticamente alla prova del fuoco tutti i giorni, sia la A4, cosiddetta Serenissima, da Torino a Trieste, con i suoi imbuti a cavallo di Milano, Brescia, Padova e via casellando, ma anche la A13, Bologna Padova, ha i suoi punti fragili, con tanto di incidenti e rabberciamenti. Per non parlare dell’Adriatica A14, Bologna Taranto, che in questi giorni e in questi fine settimana è la dannazione di automobilisti, autotrasportatori e popolo vario in movimento. L’altra sera c’era una coda di 12 chilometri tra Imola e Bologna semplicemente “per traffico congestionato”.
Diciamo che, oltre ad indignarci per la situazione e a dispiacerci per le vittime, chi ha potere di fare qualcosa dovrebbe subito pensare di mettere in cantiere di fare calendari di lavori che non impattino sull’esodo e sul contro esodo, e anche sulla vita dei pendolari costretti a farsi decine di chilometri non per andare in vacanza ma per andare a lavorare o tornare a casa. Grande tema questo del pendolariato che una volta o l’altra andrebbe affrontato.
Pensate cosa rappresenta il flusso pendolari Firenze Prato e Prato Firenze per il nodo di Sesto Calenzano e Firenze Ovest, per l’incrocio tra la A1 Bologna Roma e la A11, Firenze Lucca Viareggio. Tutti lì tra le 7 e le 9 , tutti lì tra le 17 e le 20. E d’estate tutti lì anche gli altri che vanno al mare. In condizioni di grosse concentrazioni anche un mini-cantiere è una bomba a orologeria. E poi un cantiere di lavori su una autostrada a tre o quattro corsie può avere un impatto relativo, un cantiere su una autostrada a due corsie, ha ben altro impatto come si può immaginare.
Chi ha potere di decidere legga bene le cronache e si metta una mano sul cuore prima di autorizzare blocchi deviazioni e chiusure che non abbiano davvero i requisiti di estrema necessità ed urgenza, Come i decreti.
Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia della mobilità sostenibile a tener banco nelle cronache di questi giorni. E la medaglia va a Firenze che in settimana ha finalmente inaugurato la linea del nuovissimo Tram T1 Leonardo Scandicci – Caregg,i passando da Santa Maria Novella, bello da vedere, comodo da usare e sicuramente europeo da catalogare. Anche qui finalmente dopo anni di cantieri cittadini, sofferti e subiti, si raggiunge il risultato di una mobilità cittadina più sicura e moderna. Speriamo che altre città prendano esempio dalla caparbia determinazione fiorentina.
Ci mancano i treni. Anche qui non sono sempre rose e viole, ma a volte rose con le spine e ortiche improvvise. L’altro giorno un treno alta velocità in partenza da Roma Termini ha fatto aspettare sul marciapiedi le centinaia di viaggiatori a ridosso delle porte chiuse per “pulizia delle carrozze in corso”.
Mica male come prova di pazienza ma anche per testare i parametri di sicurezza. Siamo sicuri che era proprio sicuro avere una folla di accaldati viaggiatori internazionali a ridosso di un treno a porte chiuse col rischio caduta sul binario? Folla bussante alle porte sigillate e infuocate dal caldo. Immagine surreale. Comunque , buon viaggio
Fabrizio Binacchi

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