sogni e segni
sogni e segni si rincorrono ognuno a suo modo
costringendo a un fare una promessa inevitabile o inutile
un ragazzino che ricordo catturare le lucertole
in campagna una abilità sorprendente
una canna da pesca con una piccola lenza
costruita alla meno peggio abile cinico adorante
diceva di amare le lucertole per questo le catturava
immobilizzava squartava con una piccola lama
alla rinfusa o forse chissà con crudele maestria
toglieva qualcosa intestino e ricuciva con ago e filo
è stato un salumiere felice e un brav’uomo pare
la vita è ermetica è un lecca lecca mancato
o un bacio mancato o una giostra mancata
o una carezza o un incoraggiamento
che ti fa costruire una fabbrica o ti trasforma
per la ricerca di un piccolo desiderio
che rimane incistato da qualche parte
incuneato nella pelle incastonato
come una perla rara negli occhi e ti rende
la vita una lunga attesa di una lacrima di autentica
sorpresa o di dolore bruciante che ti sopravvive
un grande dolore rutilante nel lusso che non appaga
o un piccolo grande uomo che non lascia tracce
se non narrato amato ricordato
adoro cogliere parole sensi promesse
non è curiosità è ascoltare il vento masticare
portava una pinguedine irrisolta e uno zainetto
cavalcava una bici, come un cavallo
domato con maestria allineato a un compagno
di viaggio e di sudore che lo guardava distogliendo
lo sguardo dal percorso come chi ha sapienza
e ti dona il tempo che serve a spiegarsi
-ieri riflettevo che, a ben pensare, in ogni cosa
possiamo cogliere un senso, una magia –
mi ha intenerito madre ero in quel momento
la madre fuggevole e ignota quella
di ognuno forte e dolce e benedicente
che sogna per un figlio sconosciuto
che non tradisce che non accartoccia che non ri- piega
una magia che non tradisce che mantiene tutte le promesse.
Carmela Panariello Franchini
www.panariellofranchini.it privato@panariellofranchini.it
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