Quattro, sei, forse nove anni. Già nove anni passati di recensioni da scriba, trascorsi sulle poltrone di platea, al Politeama Pratese. Pochi giorni ancora e a novembre si ricomincia. Il dieci. Stessa ora, stessa gente; si presume. In epitome, come d’uso da tempo, alle diciotto e quarantacinque, “ Incontro introduttivo al concerto” tenuto dal direttore artistico Alberto Batisti. A seguire aperitivo previa prenotazione entro il giorno precedete. La Camerata Strumentale città di Prato, invece, al suo sedicesimo anno di vita presenta la nuova stagione di concerti nel numero di sette più uno fuori abbonamento; quello del ventuno aprile, natale di Roma: ab urbe condita. Per questo concerto troveremo di nuovo il maestro Pietro De Maria, consueto ed abituale ospite della Camerata, al pianoforte e la direzione di Jonathan Webb che ad eccezione del concerto numero quattro, diretto da Filippo Maria Bressan e dall’appuntamento Jazz di febbraio, sarà protagonista di tutte le altre serate. Il debutto si aprirà con un grande concerto per pianoforte; il numero quattro in sol maggiore opera 58 di Beethoven con il pianista Alessio Bax, italiano nato a Bari ma residente negli USA, con un’ottima carriera di esecutore delle sonate per pianoforte di Beethoven, Rachmaninov, Listz, Bach. L’annata non permette voli sopra le righe, visibile dal programma stagionale, ma prosegue non indifferente ai momenti, squillante nei modi barocchi di Vivaldi per due trombe nel secondo incontro, dove vi spicca Haydn, con l’indiscusso luminoso concerto in mi bemolle maggiore Hoboken VII/1. Nel giovedì di metà dicembre, è da non perdere la composizione per orchestra “l’Idillio di Sigfrido” di Wagner. Ottorino Respighi in questo giovedì di fine autunno, ha un fascino estremamente interessante con il “Trittico Botticelliano”, mentre completerà l’appuntamento la sinfonia nr 36 di Mozart detta “ Linz” da considerarsi tra le grandi sinfonie mozartiane che risente in Haydn il principio sinfonico dell’Andante, ritrova la nel presto brillante ottimismo. Gli altri incontri musicali che da gennaio proseguiranno fino a quello del 21 Aprile, data di chiusura della stagione, ritroveranno Beethoven e Mozart accanto al solito Haydn, assieme Elgar e a Fauré nel requiem in re minore per solo coro e orchestra opera 48, in epoca pasquale. Sarà, invece di altra natura il concerto jazz di fine febbraio guidato da Francesco Cafiso al sax alto e al flauto con “ La Banda” al suo seguito, direttore Valter Sivilotti. Per gli appassionati, Milhaud e Poulenc, saranno si scena il due Marzo. Chiuderà, come annunciato, in grande stile classico Pietro De Maria e il coro Zero Vocal Ensemble, nato da un progetto formativo del conservatorio di Bologna. Sarà un proficuo finale che esporrà come prima esecuzione la sinfonia numero Quattro di Schubert detta “ Tragica” e come da programma, salvo imprevisti, chiuderà con Beethoven, la Fantasia in do minore per pianoforte coro ed orchestra opera 80. A quel punto avrò anch’io terminato il mio compito di suonarvi date e cataloghi di una stagione di musica che sta per cominciare.
Enrico Martelloni

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