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Camerata città di Prato: Quarto Concerto prima di Natale

di Enrico Martelloni | 13 Dicembre 2015

Un’ampia parte del programma ha visto protagonisti, il coro di voci bianche, il coro giovanile della Scuola Comunale di Musica “ Giuseppe Verdi” e la Prato Sinfonietta.  

La stagione concertistica della Camerata Strumentale città di Prato, continua il suo corso. Il quarto concerto è da poco compiuto. Anticipa il Natale e le sue feste, dedicando ai giovani e giovanissimi la serata del 10 dicembre; il solito giovedì. Un’ampia parte del programma, infatti, ha visto protagonisti sul proscenio del Politeama di Prato, il coro di voci bianche, il coro giovanile della Scuola Comunale di Musica “ Giuseppe Verdi” e la Prato Sinfonietta, sotto la guida e direzione del maestro di casa: Jonathan Webb. Il concerto si è aperto con Britten, compositore inglese della prima metà del secolo scorso. Egli, infatti, ha creato per le voci giovanili e dell’infanzia notevoli “Songs”, nella pura e suggestiva tradizione anglosassone, che trae la sua forza morale dalla letteratura ottocentesca, in particolare di Dickens, del suo amico Giuseppe Mazzini: l’esule che raccolse i bambini italiani nella scuola di Londra, fino al grande filosofo Bertrand Russell che combatterono tra i primi la corruzione sociale degli adulti, rendendo forza morale a un’umanità acutamente indifesa qual era quella dei ragazzi. Le brevi tre canzoni proposte, scritte da Britten negli anni trenta del ‘900, sono un compendio di questa tradizione ed esempio del profilo artistico e morale del compositore. Va quindi dato merito ai ragazzi, mercé l’avvicinarsi al Natale, per l’occasione avuta di esprimersi e far ammirare le virtù di musicisti, per il loro progresso educativo e formativo. Alle tre canzoni è seguito il Concerto Grosso in sol minore op 6 n 8 di Arcangelo Corelli. Uno dei dodici concerti dell’Opera VI, forse il più celebre ed eseguito del non prolifero ravennate. Questi concerti, dedicati all’Altezza Serenissima Elettorale di Giovanni Guglielmo Palatino del Reno e duca di Baviera, pubblicati da Roger, pare fossero stati eseguiti già a Roma nel 1682. I concerti grossi di Corelli, rappresentano l’archetipo dell’uso del violino che influenzerà i contemporanei e la generazione successiva da Viotti, Vivaldi, fino a Paganini e alla celebrata scuola francese.  E’ stato dunque, un momento di particolare interesse seguire le cinque sezioni fino all’approdo conclusivo del Pastorale, largo, per l’efficace capacità espositiva dell’orchestra. Di particolare fervore espressivo, è stato il violino di Grazia Raimondi, nel primo movimento seguito da un non meno abile flauto e dall’elegante apertura del terzo tempo degli Oboi. Di seguito, l’atteso Concerto in fa minore per pianoforte, archi e basso continuo, BWV 1056 di Sebastian Bach. Esecutore d’eccezione: il maestro De Maria. E’ qui, nel Larghetto, secondo movimento di questo squisito concerto, si percepiscono l’equilibrio espressivo e l’apice dell’interpretazione di De Maria, in virtù di ricordi che rimandano alle celebri variazioni Goldberg. Applausi, dunque, sentitissimi. Dischiuso il sipario per la seconda parte, ecco il Concerto Brandeburgehse n 5 in Re Maggiore BWV 1050. La caratteristica dei concerti strumentali di Bach risiede nella varietà della forma. E per tale motivo i concerti dedicati al margravio di Brandeburgo, sono splendidi capolavori che lasciano stupito l’ascoltatore, sia nei soli, sia nei tutti. Nel quinto concerto l’elemento solistico prevale, ma con un’importanza gerarchica, in questa circostanza, del pianoforte, del violino e del bel flauto traverso di Filippo Mazzoli.  Infine, si torna ai ragazzi. La sinfonia dei giocattoli, un tempo attribuita a Leopold Mozart, padre di Wolfang Amadeo, è da una ventina di anni attribuita con certezza scientifica a Edmund Angerer, monaco benedettino vissuto nel medesimo periodo dei Mozart. Per questa sinfonia presentata con divertente mimica dal direttore Webb, sono tornati protagonisti i ragazzi della Prato Sinfonietta in mezzo ai quali si sono seduti gli orchestrali della Strumentale per maggior partecipazione e unione del presente col possibile futuro. Con esso, il Salmo 150 opera 67 di Britten, si è chiusa la serata musicale, se non in gloria, almeno con la gioia e la soddisfazione dei genitori dei piccoli e bravi protagonisti.

Pubblicato in : Invito alla letturaTag: anni, concerti, futuro, genitori, giovani, merito, movimento, mozart, natale, Prato, roma, scuola, secolo scorso

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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