
In linea di massima una elezione suppletiva in un solo collegio non assume particolare valore nazionale, non fosse altro per aver riconfermato i risultati delle regionali dell’autunno scorso. Resta rilevante il successo del centro destra per la variante rappresentata dalla lista del generale Vannacci forte di una candidatura di un noto ex esponente di Forza Italia. Vannacci ha avuto un risultato oltre il dieci per cento che nulla ha tolto al successo della maggioranza di governo che ha raggiunto il cinquanta. Il generale puo’ scordarsi la sua Sassonia calabra. Piuttosto la maggioranza scorge una nuova opportunità politica, la resistenza agli opposti estremismi.
L’ opposizione invece è stata stracciata in Calabria nelle ultime regionali e dimostra di non aver fatto da allora un solo passo avanti. Per candidarsi alla guida del paese servirebbe altro. Cosa che ancora non si vede. L’accusa rivolta al governo di non avere una strategia per contenere la crisi energetica è giusta, solo che non si capisce quale sarebbe la strategia dell’opposizione che si è preoccupata di far subito sapere, con una sua componente, di non voler reperire nuove risorse ed ha persino contestato i tentativi empirici, l’intervento sulle aziende petrolifere, che almeno sono dei palliativi concreti. Pannicelli caldi, certo, sempre meglio che le chiacchiere a vuoto.
Il governo non ha idee e si arrabatta, l’opposizione non ha idee e basta. Nemmeno ha particolare senso il no al riarmo ed il no al sostegno all’Ucraina. L’opposizione si divide e fa il verso alla lega e a Vannacci. Il punto di forza della maggioranza è il cemento del potere, che almeno tiene. L’opposizione a vederla non si sa nemmeno se si potrà presentare unita alle elezioni e nel caso restarlo, su una qualche piattaforma utile per il paese. In compenso im caso di vittoria l’ Italia riconoscerà come primo atto lo Stato palestinese. Caspita.
Riccardo Bruno
Direttore politico de “La Voce Repubblicana”

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