• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Cambiare l’Italia, si può

di Giancarlo Magni | 18 Febbraio 2013

Fuori dal ricatto “destra” “sinistra” una ricetta diversa per il rilancio del “sistema-Paese”. L’importanza di uomini nuovi per una politica che non ripeta gli errori del passato.

Presentazione del simbolo della lista MontiAndrea Romano, 45 anni, direttore di Italia Futura, professore associato di Storia Contemporanea presso l’Università di Roma “Tor Vergata”, è capolista, nella circoscrizione Toscana, per la lista “Scelta civica con Monti per l’Italia” per la Camera dei Deputati. Romano, che è anche commentatore di politica e cultura per “Il Sole 24 Ore” e consulente per la saggistica per Marsilio Editori, è uno degli esponenti più in vista della società civile che in questa competizione elettorale hanno scelto di “salire in politica” per dare il proprio contributo alla rinascita, politica, culturale ed economica, del Paese. Nelle liste di Scelta Civica sono presenti donne, uomini e giovani che  non sono mai stati parlamentari e non sono né condannati, né soggetti a processi penali. Tutti si sono impegnati a prevenire situazioni di conflitti d’interesse, vera minaccia per qualsiasi società libera e giusta, e a comunicare l’identità dei finanziatori della campagna elettorale e a trasmettere la propria dichiarazione dei redditi 2011. Una scelta di trasparenza per restituire dignità alla politica. Abbiamo intervistato il Prof. Romano in una pausa della sua campagna elettorale.

A meno di una settimana dal voto i sondaggi registrano ancora una percentuale molto alta di elettori che dichiarano di volersi astenere. E’ il fenomeno fisiologico di una democrazia matura o rappresenta una patologia?

In questa fase è il sintomo di una profonda delusione. L’Italia esce da un ventennio, quello della cosiddetta Seconda Repubblica, che si era aperto all’insegna di molte speranze. Non va dimenticato che, allora, il Paese usciva da Tangentopoli. C’era l’esigenza di un rinnovamento anche morale. E’ stato invece un fallimento, sotto tutti i punti di vista. Le vicende che si sono succedute negli anni, ed anche quelle recentissime, basti pensare a quello che sta emergendo per il Monte dei Paschi, sono lì a dimostrarlo. Ma non è solo questo. Guardiamo ai risultati concreti. In questi 20 anni l’Italia si è impoverita. Negli anni 90 eravamo in linea con la media europea per quanto riguarda la ricchezza, anzi  eravamo avanti a molti Paesi, ora ci troviamo indietro, fra l’altro con molti meno spazi di futuro per i giovani. E’ di questi giorni un dato preoccupante. C’è stato un crollo nelle iscrizioni all’università di 50/60 mila unità e quando i ragazzi non si iscrivono più all’università,  in un Paese fra l’altro dove il tasso di giovani che frequentano l’università è molto più basso della media europea, significa che si è ridotta, e di molto, la soglia di speranza.

A chi attribuire la responsabilità?

A chi ha governato questo Paese. Le responsabilità vanno divise in modo equanime,  secondo gli anni di governo, fra centrodestra e centrosinistra. Pd e Pdl, in questi 20 anni, non hanno  realizzato le promesse che avevano fatto. Non le ha realizzate il Pdl che aveva annunciato di voler ridurre la pressione fiscale mentre la pressione fiscale è aumentata, non le ha realizzate la Lega che voleva dare spazio ai piccoli produttori mentre i piccoli produttori hanno oggi meno spazio per le loro attività di quanti ne avessero prima, non le ha realizzate nemmeno il Pd che aveva promesso di essere una grande forza riformista e è stato invece un partito che, una volta al governo, è tornato indietro verso le posizioni di una sinistra molto tradizionale, inadatta a governare una società moderna e globalizzata

Eppure Pd e Pdl si accreditano reciprocamente come le uniche forze realmente alternative. Tutti gli altri partiti dovrebbero essere di supporto all’uno o all’altro polo

Una tesi che è smentita dai fatti. Per perpetuare se stessi  i due partiti maggiori puntano ancora sulle categorie, desuete, di destra e sinistra. Cercano di mobilitare i tifosi, fanno appello alla pancia, non alla testa. Loro hanno governato e loro hanno portato l’Italia a questo punto. I numeri parlano chiaro. La pressione fiscale è aumentata, la spesa pubblica è aumentata, la disoccupazione è aumentata, in modo particolare fra i giovani. Un paese che non offre speranze ai suoi giovani è un Paese senza futuro. Ora vorrebbero farci credere di non avere responsabilità in quello che sta accadendo. E qui tocchiamo un altro punto dolente. Nella vita privata, nel lavoro di un imprenditore o di un artigiano, se uno sbaglia, è chiamato a rispondere di quello che ha fatto o non ha fatto. Ognuno di noi si assume le sue responsabilità. In politica tutto questo non accade. La politica è l’unico ambito del lavoro collettivo dove la responsabilità può non essere assunta. Se questo Paese ha sviluppato livelli di antipolitica così drammatici, così viscerali, così violenti e in fondo così negativi, è dovuto proprio a questo senso di impunità. E’ per questo che chi fa politica viene considerato un paria, un appestato. Uno che si affaccia a questo mondo quasi si vergogna di dire che vuole fare politica e quando  ci si vergogna di fare politica non siamo in un Paese sano. L’Italia ha bisogno che la politica torni ad essere guardata con rispetto. Ma la dignità e il rispetto vanno conquistati non possono essere dati per definizione. La politica italiana questo grado di disistima se l’è meritato. Con questo livello di antipolitica rischiamo di disgregare la società, rischiamo di diventare un paese dove anche l’interesse generale viene considerato secondario.

Qual’ è la ricetta per invertire questa tendenza e riconquistare alla politica dignità e rispetto?

Serietà, trasparenza, credibilità. Scelta civica è un progetto politico che ha proprio l’ obiettivo di restituire onore e dignità alla politica e di ridurre la distanza fra questa e i cittadini. Noi ci rivolgiamo  a tutti gli italiani che vogliono cambiare il Paese e che pensano sia possibile farlo. Non abbiamo la ricetta magica. Diciamo con chiarezza le cose che è necessario fare, non quelle che vorremmo fosse possibile fare,  per far tornare grande l’Italia. Promettiamo solo quello che è utile all’interesse generale senza guardare in faccia agli interessi costituiti e alle tante lobby che da troppo tempo soffocano lo sviluppo. Il nostro obiettivo è di unire i riformismi e i riformisti che sono rimasti delusi da quanto, al di là delle parole, hanno fatto negli ultimi 20 anni Pd e Pdl.

Per favorire la crescita è indispensabile ridurre la pressione fiscale ma questo può essere pericoloso per la tenuta dei conti pubblici. Sembra la quadratura del cerchio.

Il 2012 è stato l’anno dell’emergenza, nel corso del quale il governo Monti ha dovuto adottare una strategia di cura estremamente impegnativa per evitare all’Italia il rischio della catastrofe. Già dal 2014 sarà possibile introdurre una graduale correzione alla pressione fiscale, se gli indici di crescita economica torneranno a farsi positivi. In questo senso sarà fondamentale tenere a freno la spesa pubblica, evitando promesse irresponsabili che non potranno essere mantenute.

Il lavoro, soprattutto giovanile, è l’altra grande emergenza nazionale. Scelta civica propone un piano che rivoluziona completamente questo settore

L’Italia deve ricominciare a investire nel proprio futuro. Negli ultimi vent’anni, lo sguardo della politica ha smesso di puntare avanti, schiacciando il nostro Paese sul presente e sul passato, togliendo slancio e prospettiva. È invece necessario puntare sui giovani e il futuro. I giovani sono stati al centro di molte misure adottate dal governo Monti, che è necessario intensificare. È la stessa Agenda Monti a indicare questa via: “bisogna rilanciare un Piano Occupazione giovanile con incentivi a sostegno della formazione e dell’inserimento nel mercato del lavoro e con forme di detassazione per chi assume lavoratori tra i 18 e i 30 anni”. A novembre 2012 i disoccupati di età compresa tra i 15 e i 24 anni sono 641 mila, cioè il 37% della forza di lavoro di quell’età. E anche moltissimi di coloro che un lavoro ce l’hanno si trovano costretti in situazioni di precariato, basti pensare che nel 2011 solo il 18% dei nuovi contratti attivati è stato a tempo indeterminato: sono 3 milioni i lavoratori con contratto a tempo determinato (dipendenti a tempo, lavoratori a progetto e collaboratori). ” Per risolvere questa vera e propria emergenza generazionale, Scelta Civica propone: – La sperimentazione di un nuovo contratto a tempo indeterminato che assorba le attuali forme di contratto precario: un contratto più flessibile, meno costoso, ma con maggiori tutele in caso di licenziamento per superare un dualismo nel quale una parte di lavoratori, sempre più piccola, ha tutte le tutele a spese dell’altra parte, sempre più grande, che non ha alcuna tutela.
– L’offerta, a ogni giovane che esca da un ciclo scolastico, entro il termine massimo di 4 mesi di un servizio di orientamento scolastico e professionale, e un’opportunità di apprendistato, formazione, o lavoro.
– L’istituzione e il finanziamento di più efficienti servizi all’impiego, ovvero di assistenza nella ricerca di una nuova occupazione per le persone che abbiano perso il lavoro precedente.
– La creazione di un Fondo d’Opportunità per giovani meritevoli e/o svantaggiati, da maturare durante gli anni della scuola, per facilitare l’accesso a opportunità di studio o di realizzazione professionale che richiedono costi non sempre sostenibili da tutte le fasce di reddito.

Pubblicato in : Editoriale

Info Giancarlo Magni

Giancarlo Magni, giornalista professionista, ha seguito per anni, a Roma, la vita politico-parlamentare. Ha lavorato nella carta stampata, nelle radio e nelle TV. Ha collaborato con la Nuova Eri e con il RadioCorriere. In Rai, e’ stato prima alla redazione del TGR della Liguria e poi al TGR della Toscana, dove ha ricoperto la carica di Vice Capo Redattore. Attualmente è VicePresidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Toscana. Fa parte del Comitato Direttivo della Fondazione “F. Turati”, una Onlus che opera in Toscana, Lazio e Puglia e che gestisce Centri di Riabilitazione, Rsa, Centri per disabili e strutture per persone in stato vegetativo permanente e per malati di Alzheimer.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti