Renzi, per concorrere alla presidenza del consiglio, deve obbligatoriamente passare per la segreteria del PD. Del resto lo dice anche lo statuto del partito. E questo è per Matteo il passaggio più difficile.

“Non ha vinto perché si è presentato ancora una volta come il vecchio partito, quello della sua origine antica e incapace di cogliere le novità. Con il suo gruppo dirigente, sempre il solito e inamovibile è andato incontro alla sconfitta senza fare niente per evitarla”.
Le dichiarazioni di qualche esponente di primo piano che ha prospettato nuove immediate elezioni sembrano a Camarlinghi pura pazzia.
“Berlusconi è un personaggio fantasmagorico. Non mi meraviglierei se fosse proprio lui a proporre un accordo PD-PDL. Andare al nuovo voto subito è folle. Da noi non succederebbe come in Grecia dove poi hanno finito per prevalere due partiti europeisti. Faremmo schizzare Grillo al 40%”.
Quanto alla possibilità che questo accada Camarlinghi non si fa troppe illusioni.
“Dovrebbe essere un accordo temporaneo, ma c’è da dubitare che lo si faccia”
Franco è anche un osservatore della realtà fiorentina di cui spesso scrive sul dorso toscano del Corriere della Sera. Chiedergli se sia finalmente venuto il momento di Matteo Renzi è obbligatorio, visto che di Renzi e del suo sofferto rapporto con il PD ha scritto per anni.
“ Effettivamente Renzi ha oggi la sua chance. L’idea di Bersani che si appoggia al Senato sui voti di Grillo è difficilmente praticabile. Grillo dovrebbe innanzitutto votare la fiducia ad un governo Bersani e, francamente, non può. Però Renzi, per concorrere alla presidenza del consiglio, deve obbligatoriamente passare per la segreteria del PD. Del resto lo dice anche lo statuto del partito. E questo è per Matteo il passaggio più difficile. Del resto lo si è già visto in occasione delle primarie ultime. Il partito-apparato ha difficoltà a digerire il sindaco di Firenze”.

Solo per aggiungere la valutazione che la Oxford Economics ha dato al programma di Renzi, come riportato oggi a cura di Marzio Fatucchi sul Corriere: più liberal, imperniato sulla sussidiarietà (…) sia per gli interventi sul reddito che per quello della riduzione del debito, ha proposto ricette con una chiara copertura finanziaria. Mentre non è risultato calcolabile quello del Movimento 5 Stelle.
sono d’accordo al 100%, ora renzi sa di usato. E’ un’altra bella conquista del duo D’Alema-Bersani.
Ma siamo seri, ritenete davvero il signor Renzi capace di tanto?basta farsi un giretto in città per trarne le conclusioni.
“Il partito-apparato ha difficoltà a digerire il sindaco di Firenze”. Punto !
Orsini, come già le scrissi a suo tempo, sì che l’abbiamo sentito Renzi su questi temi, ampiamente peraltro. Per tre mesi non ha parlato d’altro, ed alla Leopolda il programma fu sviscerato in tutte le sue parti. Bastava leggere, o ascoltare.
Se fossi in Renzi ci penserei e ci ripenserei. C’è troppo da costruire e troppo poco tempo a disposizione