I primi a non crederci eravamo noi di Pensalibero che, assieme ad un gruppo di amici socialisti, liberali, repubblicani avevamo promosso l’incontro.
Avevamo passato voce e avremmo dovuto essere una ventina: nella sede del Quartiere 2 di Firenze, per scambiarci qualche idea sulla crisi che investe il nostro sistema ed i partiti che ne sono i perni, PDL e PD. E per “testare” se c’è voglia e morale per dare vita a qualcosa di nuovo che possa rompere gli equilibri fondati sulla paralisi.
Sorpresa: eravamo più di quaranta. E qualcuno si scusava per essere giunto senza essere stato invitato chiedendo cortesemente di poter restare.
Interventi brevi, perché la riunione sarebbe durata due ore e mezzo, dalle 16 alle 18,30 (e mentre ce ne stavamo andando via, sono sopraggiunti tre o quattro amici ai quali, nel passaparola l’ora di chiusura della riunione era giunta come ora di inizio).
Quasi tutti hanno parlato: ed un filo rosso sembrava dare logica continuità ai ragionamenti di persone che non si incontravano da tempo o che non si erano mai incontrate.
In poche parole: basta con l’ Aventino dei laici e dei socialisti, basta con lo snobismo e l’ostinazione nel non sporcarsi le mani; no all’assemblaggio di vecchie sigle, onuste di gloria ma che non rappresentano niente per i giovani di oggi; no ai cartelli elettorali che non funzionano; si ad un soggetto nuovo improntato alla cultura e alla contaminazione delle diverse esperienze laiche, liberali, socialiste attraverso le quali suggerire le soluzioni ai problemi di una società che accetta la sfida della globalizzazione. Questo soggetto non deve ingabbiarsi nella logica dell’appartenenza all’uno o all’altro schieramento ma rivolgersi alla società: dire le cose scomode, senza temere le accuse di voler favorire o danneggiare chicchessia. E non deve dunque ispirarsi a logiche di schieramento ma proporre soluzioni fondate sul rigoroso rispetto delle libertà e dei diritti individuali: a cominciare dal ripristino della sovranità popolare, dal rispetto delle scelte individuali sui temi che investono la vita, dalla difesa del welfare, da un Federalismo concepito come strumento per attenuare gli squilibri e non per accentuarli, da una riforma della giustizia che deve essere fatta perché è nell’interesse dei cittadini.
Siamo rimasti veramente colpiti da tanta assonanza di accenti ed anche dalla voglia di reagire alla deriva di un Paese ormai incapace di indirizzarsi in una direzione quale che sia. Abbiamo avuto la conferma di quanto sia diffusa la percezione di un vuoto che dovrà comunque essere riempito. E la cultura laica e liberalsocialista è legittimamente candidata a colmare questo vuoto e questa esigenza di novità.
Ecco perché quello che era nato come incontro per scambiarci opinioni è ormai diventato punto di partenza per una iniziativa politica. Tutti assieme abbiamo preso l’impegno di dare vita in Toscana ad un movimento che risponda alle caratteristiche sopra delineate. Sappiamo che iniziative analoghe stanno affiorando in altre regioni. Attraverso Pensalibero cercheremo di farle conoscere ed anche di permettere un collegamento. Ci piacerebbe che la nascita, a livello nazionale di un movimento nuovo, frutto della cultura laica e liberalsocialista, fosse preceduta da una serie di iniziative locali. Partire dal basso non è un semplice slogan: è la garanzia di un vero rinnovamento. Cioè del superamento di questa opaca e troppo lunga stagione basata sulla cooptazione.
N.C.

Proporrò il dott. Cariglia alla conduzione dello Zecchino d’oro. La Rai ha bisogno di un nuovo Mago Zurlì.
“Quarantaquattro gatti in fila per sei col resto di due, si unirono compatti…”.