• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Butterfly: dalla Cina con amore… per Puccini

Torre del Lago, 63° Festival Puccini. Servizio di Stefano Mecenate

di Stefano Mecenate | 23 Agosto 2017

Tutta cinese questa Butterfly che il Festival Puccini opportunamente ci propone facendo seguito ad altre analoghe iniziative nelle quali il Gran Teatro Giacomo Puccini di Torre del Lago diventa punto di incontro delle diverse esperienze che vengono fatte nel mondo intorno alle opere del Maestro lucchese.

Merito delle relazioni tessute negli anni dalla Fondazione Festival Puccini e dell’impegno profuso nel cercare sempre, ovunque se ne presentasse la possibilità, occasioni per far conoscere nel mondo l’immagine del Festival e i suoi programmi legati alla formazione delle giovani voci.

Ritengo prezioso questo apporto alla stagione prodotta dal Festival per due ordini di motivi il primo dei quali sta proprio nella peculiarità di questo luogo “magico” dove Puccini ha assunto la sua dimora preferita in vita e dove ora riposa all’interno della villa che lo ha visto comporre le sue pagine immortali.

Luogo che da troppo tempo attende di diventare davvero la Salisburgo toscana sia dal punto di vista artistico che turistico e che non trova il modo di organizzarsi per essere 365 giorni l’anno la città di Puccini.

Sulle rive di questo lago, nelle passate edizioni del Festival si sono misurati i più grandi interpreti della storia della lirica mondiale, eccellenti direttori d’orchestra hanno interpretato con amore e passione le opere di Puccini, registi famosi hanno studiato allestimenti degni di questo luogo. Tutto questo per offrire al pubblico del teatro dei 4000 produzioni di prestigio. Ma parallelamente, nel mondo, le opere di Puccini sono state  studiate, prodotte, messe in scena: culture diverse si sono misurate su quelle musiche e su quelle storie cercandone il senso più profondo anche oltre la semplice rappresentazione didascalica. Questo indescrivibile lavoro di omaggio al compositore lucchese merita assolutamente che, almeno nelle sue produzioni più significative, possa essere rappresentato a Torre del Lago. È utile e necessario, utile per dare davvero questo legame di Torre con il mondo, necessario perché dal confronto si ha una crescita e dalla creazione di reti si possono avere preziose sinergie.

Un altro motivo che mi fa apprezzare questa scelta è il fatto che ognuna di queste produzioni che viene da altre nazioni è un veicolo di relazioni sociali, commerciali, umane e culturali che si apre. In questo difficile momento della nostra storia nel quale emerge la fragilità delle certezze e sembra trionfare l’individualismo e la paura dell’altro, anche un allestimento di un’opera può rappresentare un ponte che unisce e rompe questa spirale di diffidenza e di pregiudizi. La musica, linguaggio internazionale e unificante, porta con sé interpreti e persone che ne consentono la fruizione: ognuno di loro, attraverso il proprio lavoro, è testimonial di una volontà di creare rapporti di pace e di solidarietà offrendo motivi di speranza e di ottimismo.

In questo senso, le parole pronunciate dall’Assessore alla Cultura del comune di Viareggio, Sandra Mei, e dal Presidente della Fondazione Festival Pucciniano, Alberto Veronesi, che hanno tra l’altro ricordato le vittime dell’attentato di Barcellona, indicano nella cultura, e nella musica in particolare, lo strumento per un incontro pacifico e costruttivo tra i popoli ed una opportunità per abbattere le barriere della paura e del pregiudizio.

Ma veniamo a questa serata nella quale artisti cinesi hanno interpretato una storia giapponese scritta da italiani. Che commistione!

Intanto parliamo del China National Opera House di Pechino, nato nel 1952 come teatro di repertorio dedicato all’opera occidentale, in particolare su quella di Giacomo Puccini., attualmente il più grande e importante Teatro dell’Opera della Cina e della regione Asia-Pacifico.

La scenografia che ci ha proposto è quella tradizionale, ma caratterizzata da elementi cromatici e grafici di grande suggestione che, accompagnati da un gioco di luci eccellente, hanno creato l’atmosfera giusta per “raccontare” questa stupenda favola dal finale tragico. Una storia senza tempo, quella di Butterfly, perché inseguire un sogno, credere in una promessa, fidarsi di qualcuno non è cosa di altri tempi né appartiene al passato il dolore del distacco, la crudeltà della privazione di una figlia o la superficialità di tanti uomini disposti a comprare cose e persone in virtù del loro denaro o del loro potere.

Ottima la direzione del M°Yang Yang che, pur essendo uno dei direttori più giovani in Cina, ha già collaborato con numerose orchestre estere tra le quali ricordiamo Deutsches Symphonie Orchester di Berlino, German Philharmonic Orchestra di Colonia, Stuttgarter Philharmoniker, National Rhine Philharmonic Orchestra, New Brandenburg Philharmonic Orchestra, Orchestra Filarmonica di Roma, Verona Opera House e molte altre. Sensibile, preparato, appassionato, ha saputo cogliere gli elementi più significativi della partitura restituendola al meglio grazie anche al prezioso contributo dell’Orchestra del China National Opera House di Pechino.

Un plauso anche al coro che ha mostrato, oltre ad una buona vocalità, una grande attenzione a trasmettere le emozioni delle importanti pagine loro assegnate.

Corretta, senza particolari interventi la regia di Li Dandan che ha lavorato molto sui protagonisti cercando di cogliere le contraddizioni umane e il contesto storico-sociale della vicenda per dare alla storia un valore ulteriore rispetto alla semplice tragedia personale. In fondo quella storia si colloca all’interno di una realtà che, al di là del giudizio morale ed etico, “accettava” matrimoni a termine e spesso le beneficiarie, proprio attraverso questa disponibilità, si creavano i presupposti per una futura vita meno indigente.

Inoltre, il profondo rapporto con la religione rende comprensibile l’atteggiamento dello zio Bonzo, da sempre “il cattivo” della storia, come pure comprensibile, e per certi versi umano, il comportamento di Goro, anch’esso normalmente relegato al ruolo di cattivo, quando, preoccupandosi delle sorti della ragazza, le propone, dopo l’allontanamento di Pinkerton, addirittura un matrimonio con il ricco Amadori. E che dire del saggio Sharpless, fin da subito voce della coscienza per l’arrogante Pinkerton: “È un facile vangelo
che fa la vita vaga ma che intristisce il cor…
” e più oltre: “Certo quando è sincer
l’amor parla così. Sarebbe gran peccato le lievi ali strappare, e desolar forse un credulo cuor
“.

Li Dandan esamina tutto questo e ne tira fuori una regia equilibrata nella quale “cattivi” e “buoni” sono categorie non così definite e dove le energie drammatiche del centro della storia si diramano a tutti i personaggi ognuno dei quali fatalmente portatore di un dramma personale.

Veniamo ai protagonisti vocali della serata: su tutti spicca Li Shuang, un eccellente Pinkerton dalla voce potente e appassionata; sempre perfettamente nella parte, coglie del suo personaggio le variegate nuance restituendole al meglio. Più discontinua (buono il primo atto, meno il secondo, recupera qualcosa nel terzo) Shen Na, Butterfly, che pure riscuote tributi dal pubblico sia al termine delle due arie più famose, Un bel dì vedremo e Tu piccolo Iddio, che alla fine della rappresentazione. Positiva, nonostante alcuni limiti, la prova di Yu Jingren, Sharpless, come pure quella di Li Xiang, Goro. Interessante la voce di Niu Shasha, che ha dato al personaggio di Suzuki una bella personalità vocale e interpretativa. Citiamo con piacere anche gli altri personaggi: Yu Jingren, Yamadori, Zhang Peng, lo zio Bonzo, Tian Hao, Kate Pinkerton, Cui Jinghai, Ufficiale del Registro, Geng Zhe.

Ultime battute del festival con un epilogo internazionale: questa volta dalla Russia, in particolare da Novaya Opera Mosca due opere eccezionali: il 29 agosto Traviata, il 30 Boheme.

Curiosi di ascoltare anche queste voci, attendiamo le due date per darvene riscontro.

Stefano Mecenate

Pubblicato in : 63° Festival Pucciniano, MusicaTag: anni, assessore alla cultura, cina, epilogo, festival puccini, giovani, lavoro, merito, mondo, nato, personaggi, persone, puccini, punto di vista, religione, roma, speranza, toscana

Info Stefano Mecenate

giornalista, critico musicale, editore, regista di opere liriche: ama conoscere e mettersi in gioco, ama le sfide e il lavoro di squadra.
Si occupa di comunicazione e marketing ma preferisce la cultura in tutte le sue espressioni e ad essa dedica tempo ed energie con entusiasmo e convinzione. Ha lavorato per quotidiani nazionali, emittenti radio televisive locali, riviste culturali; ha collaborato e collabora con Istituzioni pubbliche per la progettazione e l’organizzazione di eventi. Legge e ascolta musica non appena ha tempo, si riposa ogni tanto e non fuma.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti