
Dal recinto del no hanno cercato di imbufalarci in tutti modi, ma soltanto di rado ci hanno fatto imbufalire.
Ecco una breve antologia delle fakenews più ripetute
1. “La riforma mette la giustizia nelle mani della politica / i magistrati (soprattutto i PM) diventeranno subordinati al governo o al ministro”.�È la bufala più diffusa (usata anche in manifesti e spot). Falso: il testo non prevede alcun meccanismo di nomina, controllo o dipendenza del PM dall’esecutivo. Il PM resta autonomo e indipendente esattamente come oggi; la riforma si limita a separare le carriere e i CSM (uno per giudicanti, uno per requirenti), entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica. La stragrande maggioranza dei paesi europei (25 su 27) ha già la separazione delle carriere e sono democrazie piene. È un classico “spaventapasseri” (slippery slope) senza base nel testo.
2. “Il sorteggio dei componenti laici del CSM sarà di fatto una nomina della maggioranza di governo”.�Falso. La lista da cui si estraggono i laici (1/3 dei membri) sarà approvata dal Parlamento con maggioranza qualificata (3/5, come annunciato dal governo per garantire l’opposizione). Non è una scelta diretta della maggioranza, né un “paniere ristretto”: sarà ampio e misto (avvocati, professori, ecc.). Il sorteggio serve proprio a evitare le correnti politicizzate che oggi dominano il CSM tramite elezioni interne.
3. “Le carriere sono già separate di fatto, la riforma è inutile”.�Parzialmente vero sulle funzioni (grazie alla riforma Cartabia), ma falso sulla carriera: oggi c’è un unico concorso, unica formazione iniziale e possibilità di passaggio. La riforma introduce separazione strutturale fin dall’inizio (due percorsi distinti + due CSM). Solo così si completa il processo accusatorio e si garantisce davvero la terzietà del giudice (art. 111 Cost.).
4. “L’Alta Corte disciplinare renderà i magistrati meno liberi o sottomessi alla politica”.�Falso. L’Alta Corte (che sostituisce la sezione disciplinare del CSM) ha composizione mista: 6 magistrati (sorteggiati), 3 laici (sorteggio), 3 nominati dal Presidente della Repubblica tra esperti. Non è controllata dall’esecutivo e serve a rendere la disciplina più imparziale (oggi è gestita dallo stesso organo che fa le carriere). Non limita la libertà: introduce solo più trasparenza.
5. “Il sorteggio toglie voce ai magistrati e indebolisce il CSM / è umiliante”.�Falso. Oggi il voto per i togati è dominato dalle correnti (che rappresentano solo una minoranza ma controllano tutto). Il sorteggio tra tutti i magistrati qualificati (concorso pubblico) riduce proprio questo potere clientelare e restituisce spazio ai non iscritti alle correnti. I componenti restano magistrati esperti, non “a caso”. Critiche simili venivano fatte anche da esponenti del No anni fa.
6. “Giovanni Falcone e Giuliano Vassalli erano contrari alla separazione delle carriere” (citando interviste false lette in tv da Gratteri o altri).�Falso. Nell’intervista vera a Repubblica (1991) Falcone disse esattamente il contrario: sosteneva la differenziazione strutturale di competenze e carriera per evitare di bollare chi la propone come “nemico dell’indipendenza”. E Vassalli lo disse in una intervista al FT di cui hanno smentito l’esistenza. Ma poi ne è stata ritrovata la registrazione.
È stata una delle fake più clamorose della campagna.
Marco Taradash

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