• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il budget di salute: per una nuova logica della cura

Non è il welfare, la protezione sociale, a creare la comunità, ma è la comunità, cioè le relazioni sicure, a creare welfare, cioè benessere sociale e relazionale.

di Maria Grazia Guida | 6 Novembre 2017

Sempre più ci troviamo di fronte ad una nuova “società del rischio”, il modello sociale prefigurato da Ulrich Beck. A fianco delle disuguaglianze dei redditi e delle condizioni di lavoro salariate (tipiche della società moderna) assistiamo a un emergere di stili di vita e forme di azioni che supportano sempre meno gli individui in quanto “la gente ha smarrito  le sue reti  tradizionali di sostegno  e deve confidare solo su se stesso e sulle proprie capacità“ (Beck 1992).

Sempre più è importante nelle impostazioni di interventi a sostegno delle povertà comprendere l’emergere a fianco di “antiche” disparità esistenti nelle opportunità di vita (reddito) le disuguaglianze connesse ai vari indicatori di rischio sociale (precarietà del lavoro, fragilità di legami familiari, assenza e carenza di interventi di welfare, basti pensare per  gli anziani e per le persone vulnerabili al venire meno di interventi domiciliari).

Intervenire e programmare  interventi oggi  sul bisogno di cura significa intervenire sulle fragilità sociali dove l’incertezza dei redditi, delle condizioni abitative, dei legami sociali e familiari determinano in modo e in tempi a volte dinamici e repentini a livello personale il rischio di sperimentare in parte della propria vita mancanza di risorse primarie, l’assenza di relazioni sociali e di relazioni affettive di sostegno tipiche delle nuove povertà.

La vulnerabilità sociale agisce e colpisce sia persone  tradizionalmente deprivate che popolazioni ricche (vedi Amartya Sen, che insiste sull’importanza di riflettere di più sulle possibilità affettive che la vita sociale offre per l’utilizzo di quanto acquisito e meno sulle posizioni sociali che le persone ottengono).

La vulnerabilità sociale nasce da un incrocio fra le condizioni del lavoro o del non lavoro e la aumentata fragilità dei supporti di fronteggiamento ai bisogni e di prossimità. Partendo dalla convinzione che il grado di civiltà di una società si misuri soprattutto dal modo in cui essa si rivolge ai componenti più deboli.

Contrastare la “rabbiosa solitudine” delle nostre fragilità con la costruzione di legami e occasioni di fiducia  vuol dire  correre il rischio di riproporre una ricostruzione di società più sostenibile, dove la logica della costruzione di benessere di comunità consenta di uscire da una logica di competizione sociale che promuove esclusione, stigmatizzazione, “morte sociale” e non vita.

Il progetto personalizzato è l’occasione di uscire da una metodologia di servizio inteso come sistema chiuso alla relazione servizio-individuo, nel senso che è importante la capacità di tessere una rete costituita dall’insieme delle nostre possibilità tecniche e di servizi.

Ma è ancora più importante entrare nell’ottica di una rete relazionale dove il legame di senso dell’operatore, del volontario, del territorio, consenta di inventare nuovi disegni, dove soprattutto le persone fragili si sentano autorizzate a sentirsi portatrici di novità con l’originalità di percorsi che abbiano orizzonti ampi di inclusività, dove la dimensione del progetto individuale possa generare nella comunità solidarietà e cambiamento sociale per sviluppare strategie appropriate al fronteggiamento delle situazioni critiche.

 

 

Il lavoro di comunità e la capacità di andare contro corrente possono essere motori di cambiamento economico e sociale.

Occorre evitare il rischio di caduta nell’assistenzialismo e nella dispersione sterile di risorse.

Partiamo dalla convinzione che non è il welfare, la protezione sociale, a creare la comunità, ma è la comunità, cioè le relazioni sicure, a creare welfare, cioè benessere sociale e relazionale. La comunità welfare diventa comunità welcome per tutti, soprattutto le persone più fragili e bisognose di cura.

Le sperimentazioni di budget di cura, in corso, ad esempio, a Imola, Benevento e Caserta, indicano come favorire il nascere di economie che fanno crescere la ricchezza collettiva,con la costruzione di economie subordinate al benessere.

Il budget di salute/cura e dei progetti che finanziano riconverte le spese irrazionali, prima tra tutte le rette per strutture residenziali tradizionali e innesca nuovi processi produttivi sostenibili. Dobbiamo ripensare alle politiche sociali e sanitarie che forse anche nella nostra regione hanno portato all’inefficacia nel tutelare fragilità e cronicità e hanno determinato aumenti di costi non giustificati.

 

di Maria Grazia Guida  (http://www.mu-me.it)

Pubblicato in : Primo pianoTag: anziani, costi, lavoro, persone, primarie, sostegno

Info Maria Grazia Guida

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti